Mancata depurazione delle acque: rimborsi pochi, profitti molti

2 Risposte

  1. Redazione Redazione ha detto:

    Riceviamo dall’ufficio stampa di Nuove Acque spa e pubblichiamo

    In merito a quanto sopra pubblicato, Nuove Acque spa desidera precisare quanto segue. A differenza di quanto scritto nell’articolo e come si evidenzia dalla schermata allegata, gli elenchi degli utenti di Nuove Acque sono stati pubblicati sul sito aziendale dal 02/07/2010. I clienti potevano accedervi, verificare la propria posizione tramite codice di servizio e fare direttamente l’istanza, ai sensi della normativa allora vigente che imponeva tale procedura per ottenere il rimborso. In alternativa, era possibile verificare la propria posizione anche presso gli sportelli di Nuove Acque presenti sul territorio e procedere all’istanza in loco.
    Sono state esaudite tutte le richieste pervenute entro il 30 settembre 2014, termine ultimo previsto dall’Autorità Idrica Toscana per presentare l’istanza. Da quella data, quindi, gli elenchi sono stati rimossi dal sito aziendale. Complessivamente, Nuove Acque ha rimborsato 18.912 clienti, ovvero tutti coloro che hanno presentato l’istanza nei modi e tempi previsti dalla legge.
    Cordialità.

  2. Redazione Redazione ha detto:

    “La vergognosa vicenda dei rimborsi per la depurazione” è il titolo della nota inviata dal Comitato Acqua Pubblica Arezzo in risposta a Nuove Acque spa.

    Già alla fine del 2008 per effetto della pubblicazione della sentenza 335/2008 nell’Ambito Territoriale Ottimale N° 4 pervennero a Nuove Acque SpA circa 7.000 istanze di rimborso inviate da altrettanti utenti, mediante raccomandata .
    Il 15 febbraio 2009 sulla pagina di cronaca locale de La Nazione venne pubblicato un articolo da titolo: “NUOVE ACQUE NEL MIRINO – Rimborsi: 7 mila richieste – La società pronta a restituire i canoni di depurazione”. Nell’articolo si diceva che: Gli utenti non avranno bisogno di avanzare richiesta, il meccanismo sarà automatico. Di seguito, virgolettata la dichiarazione del Dott. Paolo Ricci che (quasi irridendo l’attività di chi si era impegnato a promuovere le rivalse degli aventi diritto alla restituzione ) afferma “E’ superfluo l’invio di lettere e raccomandate, si tratta di una procedura che finisce solo per pesare sulle tasche degli utenti”, e più avanti: “ dopo la delibera dell’A.A.T.O si procederà a sospendere la fatturazione della quota di tariffa per la depurazione a tutti gli utenti che sono allacciati alla fognatura non dotata di impianto e ad effettuare i rimborsi com’è stato stabilito” .
    Contemporaneamente nell’altro quotidiano locale , il Corriere di Arezzo, compare a tutta pagina questo articolo: Acqua L’Ato prende atto della sentenza della corte costituzionale e sotto ( a caratteri grandi) Canone, rimborsi automatici poi subito sotto: senza bisogno di richieste per chi non era allacciato al depuratore . Nel lungo articolo si fa riferimento alle decisioni assunte dall’assemblea AATO , dopo confronto con Nuove Acque, in seguito alla sentenza ecc. ecc. Poi si legge: Blocco , quindi, dei pagamenti per coloro che non sono allacciati. Conseguenti rimborsi (….. ).senza bisogno di richieste, con meccanismo automatico.
    Dunque nel febbraio 2009 viene detto agli aventi diritto che possono risparmiarsi la fatica di scrivere e spendere soldi per inviare richieste, ché Nuove Acque provvederà automaticamente.
    Intanto in Parlamento è in gestazione quel pò pò di pateracchio chiamato legge 13 che con l’articolo 8-sexies provvede a rabbonire la lobby dei gestori riducendo gli effetti prodotti dalla sentenza 335/2008 della Corte Costituzionale.
    Il 30 settembre del 2009 si completa poi l’annacquamento della 335/2008 da parte della politica con il confezionamento del decreto attuativo della legge 13 per mano dei tecnocrati del Ministero dell’ Ambiente che viene opportunamente lasciato “in sonno” per altri 4 mesi , sottratto così alla pubblica attenzione, fino all’ 8 febbraio 2010 quando viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale, come si dice “alla chetichella” , per non suscitare tanto clamore.
    Se però il grado di allerta degli utenti s’è attenuato e l’opinione pubblica è disattenta c’è chi non dorme affatto e anzi si dà un gran daffare perché , dopo un altro provvidenziale semestre di sonno, il 23 settembre 2010, durante una assemblea dei sindaci dell’ex Aato 4 (presenti 15 comuni su 37) viene proposta l’approvazione di una delibera che “ sulla base del D.M. del 30/9/2009 – preso atto delle linee guida già approvate dal Coordinamento delle Autorità di Ambito Toscane” determina tra l’altro i criteri operativi cui deve attenersi il gestore Nuove Acque nell’effettuare i rimborsi della tariffa di depurazione spettanti agli utenti cosiddetti “non depurati”.
    Purtroppo per gli utenti i sindaci che sono presenti approvano all’unanimità senza nulla eccepire.
    Ed ecco che con la delibera N. 24 del 23.09.2010 l’AATO 4 si è già rimangiata l’impegno del rimborso automatico e il giorno dopo nel sito di Nuove Acque appare un comunicato dove viene riassunto il contenuto della delibera AATO , che il rimborso dovrà essere effettuato (……….) in compensazione con le bollette da emettere fino al 31.12.2013 e si ricorda che il rimborso della quota di tariffa per depurazione non dovuta non è automatico, ma l’utente deve presentare istanza mediante ecc. ecc.
    Da allora in avanti nessuna comunicazione in merito è stata diffusa da Nuove Acque , nessuna specifica informazione e nessuna opportuna avvertenza è stata inviata agli aventi diritto al rimborso circa l’intervenuta esigenza di dover presentare apposita richiesta.
    Per anni, nel sito web del gestore, è stato comunque possibile consultare l’elenco degli utenti aventi diritto al rimborso, con l’indicazione dei metri cubi e l’importo addebitato a titolo di depurazione tra l’ottobre 2003 e l’ottobre 2008.
    A metà del 2014, all’insaputa degli utenti, l’Autorità Idrica Toscana (che nel 2012 aveva soppiantato le AATO) con il decreto dirigenziale N.32 datato 10 giugno ha stabilito che Nuove Acque SpA dovesse rimborsare, entro il 30 settembre 2014, gli aventi diritto che hanno provveduto a presentare istanza entro la scadenza dei 5 anni a decorrere dalla data della sentenza 335della Corte Costituzionale (15.10.2008) cioè entro il 15 ottobre 2013.
    Diversamente, con diversi altri decreti dirigenziali, l’AIT sempre il 10 giugno, ha disposto che per gli utenti di altri ambiti territoriali toscani i termini per presentare l’istanza di rimborso scadono il 30 settembre 2014. E i gestori di quegli ambiti , nelle fatture emesse a giugno , hanno ben evidenziato agli utenti l’approssimarsi della scadenza.
    Per circa un mese l’iniziativa dell’AIT è rimasta pressoché ignota agli utenti.
    Venutone a conoscenza ,nel mese di luglio, il Comitato Acqua Pubblica si è mobilitato andando a rappresentare le ragioni contrarie al provvedimento AIT ai sindaci – quello di Arezzo in primis- che si sono dichiarati meravigliati e d’accordo anch’essi con le ragioni degli utenti.
    A fine luglio il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo ha dato incarico al Legale di fiducia ,Avvocato Ponziani, di predisporre tutti gli atti necessari per il ricorso al TAR della Toscana contro il decreto N. 32 del Direttore Generale dell’AIT.
    E’ stato possibile accedere agli elenchi degli utenti di Nuove Acque aventi diritto al rimborso ,fino al 10 settembre 2014.
    Dopodiché al posto degli elenchi, nel sito di Nuove Acque, è apparsa la dicitura che i termini per la presentazione delle istanze di rimborso si erano chiusi il 15 ottobre 2013 in base a quanto disposto dal decreto di cui sopra.
    Intanto però nessuna risposta negativa era stata ancora inviata da Nuove Acque agli utenti che avevano presentato l’istanza successivamente alla data del 15 ottobre 2013.
    Silenzio assoluto.
    Il 23 settembre 2014, entro i termini consentiti, l’Avvocato Ponziani ha depositato presso il TAR della Toscana il ricorso contro e per l’annullamento del decreto 32 AIT sottoscritto da due utenti di Nuove Acque e dal Comitato Acqua Pubblica di Arezzo.
    Detto ricorso è ovviamente tuttora pendente.
    Le risposte con cui Nuove Acque nega il diritto al rimborso ai richiedenti post-ottobre 2013, sono iniziate a pervenire tra dicembre 2014 e gennaio 2015, cioè con tempi di risposta variabili ma non inferiori a 6 mesi!

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