Silenzio inammissibile e doloroso sulla Biblioteca Nazionale

4 Risposte

  1. Avatar antonellacostanzo ha detto:

    La situazione in cui verte la Biblioteca Nazionale di Firenze è paradigmatica delle scelte che la politica fa in tema di tutela e promozione del patrimonio culturale e di quale valore riconosca ai lavoratori della conoscenza. La BNCF è un’istituzione a cui i bibliotecari fanno riferimento per aggiornare e migliorare i servizi bibliotecari: il ministro Franceschini e il governo renzi non possono ignorarlo. Condivido la proposta di Erica Massa di un’azione congiunta di lavoratori, utenti e associazioni (tra cui AIB) per salvaguardare il servizio e mantenerlo ai livelli di efficienza che gli spettano. Il crowfunding, nel caso di un bene pubblico, non può essere sufficiente a risolvere le carenze e le necessità della Biblioteca Nazionale. E’ indispensabile l’intervento dello stato.

    • Erica Erica ha detto:

      Purtroppo la situazione è molto complessa, e il silenzio di istituzioni politiche e l’associazione di categoria non sono buoni segnali. Solo una sana indignazione e richieste precise della cittadinanza potranno tenere alta l’attenzione sulla questione della Nazionale, che – come giustamente rilevi – è paradigmatica di scelte che sono a monte che hanno poco a che vedere con la tutela del partimonio culturale italiano

  2. Avatar un anziano toscano ha detto:

    L’articolo è scritto con cura e descrive bene lo stato penoso della Biblioteca Nazionale di Firenze, come un enorme relitto alla deriva, abbandonata da tutti gli organismi preposti alla tutela.
    Mi domando in che situazione versino le altre biblioteche nazionali italiane. D’altra parte quelle locali sopravvivono trasformandosi in una sorta di eventifici, a loro volta punti di visibilità per singoli o enti emergenti, dove la cultura viene tirata da tutte le parti. Tanto “tutto fa cultura”

    • Erica Erica ha detto:

      “[…] quelle locali sopravvivono trasformandosi in una sorta di eventifici, a loro volta punti di visibilità per singoli o enti emergenti, dove la cultura viene tirata da tutte le parti.”
      Purtroppo è un momento culturalmente povero: chi ci governa non riesce a vedere l’importanza dell’investimento ‘culturale’ se non c’è subito un ritorno economico. Le biblioteche non sono musei: non si paga biglietto per entrare… e dunque, perchè investirci? E si dimentica che invece la biblioteca è il luogo in cui la nazione conserva e ha cura della propria cultura e, dunque, di sè stessa

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