Rusciano è di tutti e non si vende

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Firenze, il Quartiere, i beni comuni

Quartiere tre, Gavinana e Galluzzo, residenziale, panoramico, tranquillo, mai alla ribalta della cronaca nera: ma è proprio qui che a un occhio più attento risaltano meglio gli attacchi, striscianti o palesi, a un radicato tessuto sociale solidale e inclusivo.

Ad essere sotto attacco è una serie di luoghi e di concetti che da tempo abbiamo imparato a chiamare beni comuni: il territorio, il patrimonio artistico e culturale, il tessuto economico di prossimità, la sanità pubblica.

ingresso ruscianoDa vent’anni il quartiere aspetta la costruzione di un nuovo distretto sociosanitario pubblico, essendo ormai l’unico quartiere a non averne uno, ma sono arrivati solo dissennati processi espropriativi finiti nel nulla, e la sanità è oggi appaltata al “privato sociale” di varia foggia (misericordia, centri medici privati).

Aumentano continuamente gli attrattori di traffico privato, mentre l’estensione della tramvia è talmente lontana da sembrare una chimera. Uno dei principali attrattori di traffico è proprio il mastodontico e ormai quasi anacronistico maxi centro commerciale, che oltre a ridurre in fin di vita (non ancora uccidere) le attività economiche al suo intorno, ha “regalato” al quartiere enormi piazze cementate, con presenza di barriere architettoniche, dove le persone si guardano bene dal ritrovarsi per praticare socialità ma le utilizzano anche come parcheggio abusivo. Da non dimenticare anche l’adiacente edificio Ex3, da anni abbandonato dopo una serie di fallimentari tentativi di farne un centro ricreativo culturale per la popolazione più giovane.

Certo non gode di miglior salute la notevole dotazione di verde pubblico, la cui manutenzione è da tempo stata abbandonata da un’amministrazione comunale che si trincera dietro il mantra della mancanza di risorse per tirare la volata a un sempre più famelico settore privato.

Il Possesso di Rusciano

Questo discorso ci porta dritti a Rusciano, nel ”Possesso” di Rusciano, un gioiello composto (indissolubilmente) da villa brunelleschiana, parco ed area agricola oggi nel bel mezzo della città, un bene che un’amministrazione accorta e cosciente dei propri doveri curerebbe con la massima attenzione e si guarderebbe bene dal mettere in vendita, impoverendo irrimediabilmente il patrimonio artistico e culturale di proprietà dei cittadini. Ciò che invece da anni sta accadendo è sotto gli occhi di tutti, con pervicaci e ripetute emanazioni di bandi per la vendita a basi d’asta sempre più ridotte ai limiti della svendita.

E’ proprio da qui che un collettivo di cittadini chiamatosi Cantiere Beni Comuni Q3 ha deciso di riprendere un percorso di lotta a difesa dei beni comuni del quartiere e della città di Firenze, rivitalizzando e mettendo in rete gruppi di cittadini che da anni combattono la privatizzazione di Rusciano, rivendicano la costruzione del distretto sociosanitario pubblico, agiscono pratiche di mutualità e di economia solidale.

E’ proprio il ripetersi dei tentativi di vendita di Rusciano che ha fatto di questo il fulcro dell’attività del collettivo, che fin dall’insediamento della nuova amministrazione ha ripreso le fila della lotta contro la vendita e dei progetti già ideati negli anni e sempre snobbati dal comune, anche con l’organizzazione di una partecipata assemblea cittadina al circolo Vie Nuove.

Più di cento cittadini il 17 ottobre 2014 hanno richiesto con raccolta di firme un Consiglio di quartiere aperto sulla questione di Rusciano, un consiglio che, a quasi un anno dalla richiesta, si è tenuto il 28 settembre scorso, proprio in concomitanza con l’uscita del nuovo bando per la vendita della villa.

Il Consiglio aperto del 28 settembre

Il Comune ha messo in chiaro da subito il carattere che intendeva dare al consiglio aperto: si parla solo del parco, la villa è in vendita, è nel programma dell’amministrazione e si va fino in fondo, perché non ci sono risorse per la manutenzione. Infatti, era presente solo il settore ambiente, con l’assessora Bettini e il dirigente Leonardi, che hanno cercato di imbrigliare la discussione limitandola al parco che “rimarrà pubblico” e per il quale ci sono “grandi” progetti di gestione “partecipata” con la “cittadinanza”.

L’orgia di virgolette è d’obbligo: è tutto da vedere come un eventuale proprietario privato resisterebbe alla tentazione di annettersi anche il parco, anche solo per evitare fastidiosi gruppi di cittadini intenzionati a goderselo.

Ma anche le azioni sbandierate per il parco fanno nascere dubbi, sono mancanti di un internovilladisegno complessivo e sono fortemente sbilanciate verso una partecipazione dei cittadini (o meglio di associazioni amiche) intesa come corvée per lo svolgimento di compiti che dovrebbero essere assicurati dal Comune. Il tutto in una situazione in cui anche gli interventi minimali promessi nel Consiglio di quartiere del 16 ottobre 2014 non vengono attuati, realizzando quello scambio tra causa e effetto così tanto ripetuto dal comune: il parco non è frequentato dai cittadini, quindi non merita investirci risorse; il parco è invece poco frequentato dai cittadini proprio perché il comune non realizza neanche gli interventi più basici come la dotazione di cestini per rifiuti, di acqua, di panchine, di segnaletica che, vista la disgraziata posizione degli ingressi al parco (su due strade sulle quali il traffico corre continuo e veloce), risulta indispensabile.

I cittadini hanno ben presto riportato la discussione anche con toni accesi sulla questione vera, cioè la vendita della villa e l’indissolubilità di questa dal parco e dall’area agricola.

Infatti, sono ben quattro anni che molti dei cittadini abitanti del Quartiere o solo frequentatori di Rusciano, pongono l’attenzione sulla scelta, non condivisa, dell’amministrazione di alienazione dei propri beni comuni per poter recuperare fondi di bilancio. L’alienazione della villa di Rusciano era già presente come voce di entrata di bilancio del triennio 2010-2012, bilancio peraltro inizialmente bocciato dalla Corte dei Conti. La Villa è di un valore storico inestimabile, fu ristrutturata dal Brunelleschi, è dichiarata Bene Culturale.

Inoltre, il Complesso di Rusciano è stato donato al Comune di Firenze nel 1977 dall’Istituto Vittorio Veneto, insieme al vincolo di assistenza ai giovani. Vincolo che il Comune, con troppa disinvoltura, ha variato in turistico – ricettivo.

Nel 2011 è stata venduta la casa colonica su via Benedetto Fortini, con annessi e pertinenze e ultimamente la Società Il Torrione (erede della discussa Edilboscoli) ha acquistato un altro lotto di terreno attiguo alla colonica. L’area verde attigua al parco pubblico è in stato di abbandono da tre anni come anche il parco e la sua oliveta di oltre 280 piante.

Un altro lotto con le nuove norme di attuazione del piano urbanistico è destinato a un parcheggio, la casa colonica su via di Ripoli venduta dal Comune nel 2004 alla Fiorentina Nuoto è in abbandono a causa del fallimento di quest’ultima.

Inoltre La Società il Torrione sta giorno per giorno avanzando nella cura e sistemazione dell’area verde ben oltre il lotto acquistato con aggiudicazione a 130.000,00 euro il 29 gennaio 2015 (quando alla Società è anche stata data autorizzazione agli sfalci con un rimborso al Comune di 180,00 euro annui) e da qualche giorno appare ben visibile un riporto di terra che si sviluppa da via del Larione alle case coloniche, dividendo in due parti l’area ex agricola che attualmente è destinata a verde pubblico.

L’amministrazione tollera anche manufatti edilizi tipo ripostigli o ricoveri di arnesi sulla sua proprietà a confine con i resedi degli edifici privati, nonché’ l’uso privato, a orto o giardino, da parte delle proprietà su via del Larione, di una parte di questa area. Perché? Ci chiediamo. Stiamo aspettando la risposta ad una interrogazione urgente da parte del gruppo Firenze Riparte a Sinistra in Consiglio Comunale.

A partire da queste contraddizioni che poi sono semplicemente sottrazioni di diritti e privatizzazioni dei servizi e dei beni più rappresentativi, si è costituito un comitato cittadino chiamato Cantiere Beni Comuni quartiere 3. Perché anche l’idea dei beni comuni, pur nella sua semplicità, è un concetto che si vorrebbe che perdesse il suo senso, ma che con semplici fatti e parole diverse da quelle della politica, si può ritrovare o ricostruire facilmente. Questo sta avvenendo e le parole ritrovate sono lamenti pronti a trasformarsi in grida e in lotte contro questi amministratori al servizio dell’interesse privato a scapito dello quello pubblico.

villa esternoPer quanto riguarda la partecipazione l’amministrazione si è resa disponibile a possibili convenzioni con associazioni anche di cittadini per la gestione dell’oliveta esistente dentro il parco. Questa ci sembra essere un’operazione per distogliere l’attenzione dalla vendita della villa e da tutti i problemi che abbiamo evidenziato sopra. Oltretutto il livello di strutturazione della convenzione attualmente in discussione tende a favorire l’uso del parco e dell’oliveta da parte degli aderenti a dette associazioni più che ai semplici cittadini come invece dovrebbe essere. Dopo anni di abbandono dell’oliveta, se i cittadini – prendendosene cura – riusciranno ad ottenere una certa quantità d’olio della quale sarebbe previsto di farne un uso sociale (per esempio benefico), sarà solo e soltanto per loro merito, dando così anche una risposta all’assessora Bettini che nel consiglio aperto del 28 parlava di un vantaggio in olio per coloro che si fossero occupati degli olivi. In questa affermazione probabilmente ha agito la tendenza di questa amministrazione a cedere ai privati ogni bene pubblico messo nelle loro mani.

L’amministrazione, sulla base del malinteso concetto di rappresentanza ormai consolidato (i cittadini ci hanno votato, quindi hanno votato il nostro programma e quindi siamo legittimati ad attuarlo come vogliamo), andrà sicuramente avanti per la sua strada. Ma lo stesso faranno anche i cittadini del quartiere e, si spera, della città intera. Quel che è sicuro è che il consiglio aperto del 28 settembre rappresenta l’ennesimo strappo tra il comune e una cittadinanza attiva e informata.

*Marco e Giovanna per Cantiere Beni Comuni Quartiere 3

Email benicomuniquartiere3@gmail.com

 

 

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