La tramvia di Firenze: una infrastruttura senza pianificazione

10 Risposte

  1. Avatar Benedetta Treves ha detto:

    Grazie! Questa importantissima denunzia esprime in termini tecnici ed economici tutto lo scontento che noi comuni cittadini proviamo di fronte a questi cantieri disordinati fastidiosi e caotici che sopportiamo nella nostra povera Firenze. Ora capiamo perche’.

  2. Avatar Mario Carmignani ha detto:

    E’ un articolo figlio di un modo di pensare che è stato causa di immobilismo della città di Firenze per tanti anni, ma che riflette anche il limite culturale di un pensiero politico basato solo sul non fare, sul ritardare, sul criticare. Il peggior spirito immobilista della vecchi a sinistra. Vivo nella parte di Firenze già raggiunta dalla tranvia, dalla quale abbiamo avuti benefici immensi, in termini due vivibilità. E abbiamo questa struttura perché ad un certo punto, ai lavori sono stati dati tempi, modalità, certezza. Bisogna dire grazie ai cittadini che non vi danno tanti voti, disapprovando la vostra linea del non fare e del criticare, così perniciosa. E facciamola finita, con questi comitati, comitatini e quant’altro. Per decidere i Cittadini hanno il voto, dopodiché la valutazione sull’operato va al voto successivo. Nel frattempo, ci devono pensare i tecnici a tradurre in fatti gli atti della politica.

    • Ornella De Zordo Ornella De Zordo ha detto:

      Ma stare nel merito delle considerazioni dell’articolo di Alberto Ziparo sarebbe così difficile? Si capisce che sia più facile commentare in modo generico e impreciso (Albero Ziparo, docente universitario, di voti non ne ha mai chiesti a nessuno). Ma alle difese d’ufficio di una maggioranza che siccome è stata votata non può nemmeno essere criticata nel merito delle sue scelte purtroppo ci hanno già abituato Berlusconi prima e Renzi dopo. Forse anche altri prima. Niente di nuovo, dunque.

    • Avatar Gianni ha detto:

      “…dopodiché la valutazione sull’operato va al voto successivo.” e qualche volta alla magistratura.

    • Avatar michele martini ha detto:

      E’ vergognoso che di fronte ad una mera esposizione di fatti si risponda con frasi fatte, senza alcuna confutazione mirata (se ce ne fossero) a quanto dichiarato. E’ per colpa di queste persone se in Italia abbiamo dei governanti ladri ed incapaci, che continuano a realizzare opere inutili e dannose al solo scopo di prendere tangenti. Chissà se il signor Carmignani, quando chiama un idraulico o va a fare la spesa controlla i conti oppure no.
      Ma poiché i soldi usati per fare questa tramvia sono anche miei, caro signor Carmignani, abbia la compiacenza di tacere, oppure di portare prove a sostegno di quanto afferma. Sappia che ho vissuto a Casellina per 25 anni e la tramvia ha portato la perdita di 6 linee di autobus e peggiorato infinitamente i collegamenti. Se ritiene che invece sia tanto utile perché non prova ad andare da Scandicci a Sesto Fiorentino con i mezzi pubblici? o dal Galluzzo a Bagno a Ripoli? Evidentemente lei non sa cosa vuole dire spostarsi da Casellina a Campi Bisenzio per andare a lavoro,o da Bagno a Ripoli a San Piero a Ponti. Il trasporto pubblico deve servire per i pendolari, non per far fare le giratine ai pensionati. E comunque se per lei cambiare in peggio è meglio che non cambiare forse dovrebbe farsi qualche domanda. E pensi anche agli altri, non solo a sé stesso.
      Saluti

  3. Avatar Sandro ha detto:

    Scambiare per scelta tecni e politica il cambio di rotta sulla variante Rifredi della linea 3.1 ,spacciandola per più economica e meno dispendiosa di tempi , mi sembra oltretutto un insulto all’intelligenza di chi ascolta l’Assessore o il finzionario addetto . Di fatto iniziare un opera del genere senza prima recuperare posti auto da quelli che saranno mandati in fumo dal passaggio del tram mi sembra sottovalutare qualunque cosa , per chi quei luoghi li abita e ne subisce ora e per sempre i disagi e non i vantaggi , diminuirà anche il traffico , ma è da vedere, ma i posti auto per i residenti non spuntano sugli alberi, e la gente non va a far spesa con il tram.

  4. Avatar Roberto Renzoni ha detto:

    Bell’articolo, preciso e documentato.
    Credo, tuttavia, di avere qualche piccola variante. Il Progetto Tram che esisteva già quand’ero piccolo – e la famiglia per quel poco che si spostava ne usufruiva – c’era già a Firenze ed attraversava tutta la città e serviva, per quello che poteva, la periferia. Era salvabile? Sì, se lo si fosse voluto (a Milano e Roma c’era, c’è e funziona, sia pure per e con strade ben più larghe) lo si poteva migliorare, modernizzare? E allora la Fiat che ci stava a fare? Vogliamo mettere a ciascuno un’automobile? E’ l’auto privata il simbolo del benessere ed il traguardo, non il noioso mezzo pubblico.
    Per tornare al Progetto Tram di Firenze, esso altro non è – e lo è sempre stato – che una operazione di marketing: io, pubblico, mi vesto di verde e la do a bere, tu, privato, fai e guadagni. Ma sei tu, privato, che comandi perché io, pubblico, non controllo quello che fai e tu fai. Che i costi siano altissimi, è conseguenza della libertà d’iniziativa da una parte e dell’assenza dell’altra. Che poi questo si traduca in disagi per i cantieri aperti – e conseguente inquinamento per intasamento – era ben prevedibile, come è certo – non prevedibile – che i disagi e l’inquinamento saranno per sempre perché comunque il poco realizzato non supplirà mai il dilagante traffico privato. Altrimenti, e si torna alla domanda che risale al dopoguerra, Fiat e c. che ci stanno a fare?
    Per invertire la tendenza occorre a mio giudizio:
    1) Rilanciare o rifondare il concetto di pubblico, come pubblico interesse e che riguarda non solo il traffico, ma la sanità, la scuola, eccetera, all’infinito.
    2) Dotare il pubblico trasporto di potere che non riguarda solo Firenze ma la Toscana, per limitarsi alla regione e non andar oltre. E potere e potenziamento di autobus, tram e ferrovie, sino alla prevalenza sul trasporto privato e sua sostanziale sostituzione.
    Sì, con il nano di Rignano e quell’altro che se ne sta accovacciato in regione e svilisce il piano paesaggistico e blocca il referendum sulla sanità! Occorre che la gente – che ha perduto tutto, non solo il tram – si muova, si organizzi e chieda e ottenga. Anni occorrono.
    Mi compiaccio pensare che l’articolo di Alberto Ziparo vada in tal senso.

    • Avatar Paolo Degli Antoni ha detto:

      Condivido i due punti programmatici proposti da Roberto Renzoni, per il secondo “prevalenza sul trasporto privato e sua sostanziale sostituzione” occorre anche un mutamento antropologico individuale, mentre troppo spesso si assiste a un’indisponibilità categorica a rinunciare all’auto, anche quando sarebbe possibile. In Italia ci sono 600 auto ogni 1000 abitanti, a Copenaghen 220, si potrebbe pretendere di scendere almeno a 300? Non ho mai avuto l’auto e i miei spostamenti sono decisi anche in base a questo; fortunatamente riesco a fare la spesa a piedi vicino a casa (ci sono un supermercato e un Discount), ma non trovo tutto, così una volta al mese vado in una GDA della quale un punto vendita lo raggiungo in treno in pochi minuti, altri due con l’autobus in poche femate. Il mio palazzo è abitato, come gran parte delle città contemporanee, da microfamiglie, madre e figlia, coppie senza figli, anziana e badante, singoli di diversa età. Piano piano alcune hanno rinunciato all’auto, dopo che ho fatto loro notare come la ricerca del parcheggio porti via più tempo che aspettare l’autobus e che non è il caso di chiedere più parcheggi, perché nel nostro rione ipercostruito se proprio dovessero liberarsi due decare, andrebbero destinate a verde pubblico, su questo c’è accordo generale

  5. Avatar Paolo Catucci ha detto:

    Io non capisco quale blocco culturale impedisca a tutti di pensare ad una metropolitana, che sarebbe la soluzione migliore, in una città già piccola di per se, dove quindi una tramvia porta via molto di quel poco spazio che c’è! È ovvio che qualsiasi mezzo pubblico non potrà mai azzerare il traffico privato, basta vedere anche grandi città europee con metropolitane efficientissime, ma a maggior ragione bisognerebbe usare la soluzione sotterranea per liberare spazio in superficie. Certo, visti i 37,50 milioni di Euro al metro per due binari in superficie, non oso pensare quanto verrebbe a costare una metropolitana! Del resto, che la nostra classe politica, oltre ad essere la nostra espressione, sia la peggiore del mondo, è cosa nota!

  6. Avatar Paolo Catucci ha detto:

    Scusate, volevo scrivere 37,50 milioni d Euro al Kilometro!

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