Come Ikea smonta i diritti dei lavoratori. Anche a Firenze

3 Risposte

  1. graziano ha detto:

    ogni ikea fatturerà dai 200mila ai 600mila euro italiani al giorno.
    Questi soldi italiani vanno a finire in svezia e con le loro leggi non ne pagano manco le tasse.
    Tra l’altro taglia gli stipendi, costringe ad orari e turnazioni assurde, cambia di ruolo i dipendenti (cosi tutti fanno tutto e nessuno e indispensabile), usano il lavoro gratuito di staggisti, usano ditte in appalto riducendo al minimo i costi e strizzando all’inverosimile chi ci lavora.
    Non permettono lo sciopero e fanno del mobbing quotidianità.
    Benvenuti a ikea…………..

  2. Lorenzo ha detto:

    Magari li mandassero in Svezia. Li mandano in Olanda, dove hanno un regime fiscale estremamente favorevole. COmunque è importante sostenere i lavoratori di Milano: IKEA come altre grandi aziende della GDO giocano molto sulla separazione tra settore logistica (affidato alle cooperative) e settore vendite, che controllano direttamente. E in questo modo frammentano i lavoratori, mettendoli gli uni contro gli altri. NOn è un caso che proprio a Milano l’azienda abbia assunto un atteggiamento così repressivo.

  3. Erica Massa Erica Massa ha detto:

    Purtroppo nel privato come nel pubblico l’appalto non esiste per risparmiare in termini economici o per liberarsi di settori che all’azienda madre non interessa trattare. L’appalto serve soprattutto per dividere i lavoratori. E’ per questo che è fondamentale che le RSU delle grandi aziende e dei pubblici servizi si impegnino per mantenere l’unità dei lavoratori ed includano nel percorso sindacale quanto più è possibile i lavoratori degli appalti interni alla loro azienda

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