Occupazione Somali. Movimento Lotta per la Casa risponde a Nardella: mai strumentalizzato

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Riportiamo l’intervista rilasciata a Controradio in cui Lorenzo Bargellini, del Movimento di lotta per la casa, risponde alle accuse di strumentalizzazione fatte dal sindaco di Firenze Dario Nardella.

Firenze – Intervista a Lorenzo Bargellini, il leader del Movimento lotta per la casa, che replica al primo cittadino. “Il movimento strumentalizza i somali, fa politica con i disgraziati”, ha tuonato in mattinata Nardella. Quelle parole “dimostrano la totale ignoranza del sindaco sull’intera vicenda”.

Per prima cosa “il movimento non ha mai imposto nulla a nessuno, si e’ sempre messo al servizio dei migranti, come abbiamo detto chiaramente in assemblea al palazzetto dello sport di Sesto. Avevano tutta la liberta’ di decidere del proprio futuro e di accettare quindi i progetti d’emergenza” messi in campo dai Comuni dell’area. Tuttavia “dopo 8, 10, 12 anni passati in queste condizioni di vita, con un riparo sopra la testa solo grazie all’impegno del movimento”, hanno bollato “come inaccettabile le condizioni proposte”. Secondo, Nardella “e’ ignorante perche’ non conosce la cultura dei somali. Manderei lui a strumentalizzare un somalo… sarebbe un po’ come obbligare me che tifo Fiorentina a sostenere la Juventus”. Terzo, “ricordo a Nardella che i progetti solidali, come gli Sprar, a Firenze sono nati sette anni dopo l’arrivo dei richiedenti asilo per le guerre in Somalia ed Eritrea” e le prima occupazioni.somali

E anche questa volta “sono stati costretti ad occupare; e anche in questo caso volevamo fare tutto fuorche’ occupare” lo stabile dei gesuiti legato all’istituto Stensen. “L’abbiamo detto piu’ volte, non e’ un segreto, volevamo qualcosa di piu’ e non certo 25 posti per l’emergenza freddo”. Il punto e’ che su questa vicenda “c’e’ un livello di ignoranza intollerabile. Ma se uno non sa piu’ cosa dire o fare, non si puo’ attaccare alle responsabilita’ del movimento che sui richiedenti asilo non ci dovrebbe neppure entrare. Dovrebbero essere un problema dello Stato, della Regione, dei Comuni e della prefettura, non nostro”. Ma visto che “oggi come allora nessuno ha fatto qualcosa, dal 2004 siamo stati praticamente costretti ad occuparci di circa 200 richiedenti asilo. Il fatto e’ gia’ grave di per se’, poi sentirsi dire che li strumentalizziamo quando si e’ cercato tutte le vie istituzionali, fino a chiedere un tavolo di confronto, non e’ tollerabile”. Le istituzioni, quindi, “per lo meno abbiano il buon senso di stare zitti. Perche’ alla stupidita’ c’e’ un limite: quella sulla pelle e la vita delle persone non e’ concessa”.

articolo e intervista completa http://www.controradio.it/85534/

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