Luglio col male che ti voglio…

Un mese tragico, e non per la canicola esagerata che ci ha investito. Tre Nardellate in sequenza che superano abbondantemente i 40 gradi.

Prima Nardellata

Il 12 luglio, con una presenza muscolare mista, carabinieri, polizia, finanza e vigili urbani, viene sgomberata Kulanka, dal 2008 esperienza autogestita di auto-aiuto dei profughi somali (a fronte di un’assenza quasi totale delle istituzioni nel garantire diritti internazionali riconosciuti) e da pochi anni anche sede del Movimento di lotta per la casa. Con il ricordo ancora caldo della scomparsa di Lorenzo Bargellini, l’azione del “nostro” ribadisce il suo “coraggio” sociale e politico, degno del pataccaro che lo ha preceduto e sponsorizzato. Un esercito per sgomberare 50 profughi. Che, ovviamente, hanno rioccupato in via Baracca. La motivazione pelosa è la solita, locali inadeguati. E, naturalmente, il mantra della “illegalità”, a senso unico.

Seconda Nardellata

La dichiarazione “orgogliosa” di voler buttare via ancora soldi pubblici per un sistema di telecamere in periferia “stile Tel Aviv”, con riconoscimento elettronico dei volti, tipo zona di guerra. Si prende spunto da oppressori certificati per dotarsi dei loro mezzi. E qui bisognerebbe rivolgersi agli studi più recenti per capire la sindrome da accerchiamento che coinvolge in maniera confusa sempre più politici di professione e, purtroppo, sempre più concittadini. Si parla di vigili di quartiere, oltre alle telecamere. La risposta alle esigenze delle periferie è dunque solo una, la militarizzazione.

Terza Nardellata (la più kitch)

L’esibizione in Piazza Signoria del “bottino” dei sequestri del commercio ambulante illegale, fatto soprattutto da ragazzi africani nel centro storico, una delle location commerciali più esclusive al mondo, dove anche queste briciole di reddito non possono essere raccolte se non dai soliti pluribottegai di lusso, veri padroni della città. Ci si gonfia il petto davanti ai fotografi per la gioia dei media prezzolati, roba da “duri”.

La pochezza politica di questa amministrazione è un tratto distintivo della rappresentazione istituzionale di questi tempi.

La famosa guerra alla povertà è, come era sempre stato predetto e come dimostrato nei fatti, guerra contro i poveri, i quali non devono permettersi di affacciarsi nella Firenze in piena gentrificazione.

Per concludere il menù di luglio, accanto a queste tre portate principali, ci sono un paio di contorni: la richiesta, pochi giorni dopo il patetico show di Piazza Signoria, di togliere il permesso di soggiorno a chi delinque, in barba ad ogni procedura garantista (invocata sempre se si tratta di politici o imprenditori) e non distinguendo la tipologia di “reato” eventualmente commesso, e qui almeno c’è coerenza con il “Nardella uno di noi” espresso dai consiglieri della Lega Nord pochi mesi fa. Nel delirio comiziale c’è sempre coerenza.

Poi, l’assegnazione di cinque (5!) case ad affitto “calmierato”, cioè per famiglie che non possono permettersi affitti di mercato ma non sono abbastanza poveri da essere inseriti nei bandi ERP, una roba spacciata come “welfare” ma che nella maggioranza dei casi si rivela un pacco per gli assegnatari.

Insomma, buon appetito (e tanto maalox)!

*Alessandro De Angeli

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Alessandro De Angeli

Alessandro De Angeli è nato nel 1962 a Firenze. Da sempre interessato dalle questioni che riguardano il welfare, le nuove povertà e la precarietà prodotte dal sistema di sviluppo imperante, nel 1994 è tra i fondatori del giornale di strada dei senza dimora Fuori Binario, di cui è direttore responsabile fino al 2001. Impegnato professionalmente dal 1992 al 2004 nella cooperazione sociale, dal 2005 si occupa di servizi al lavoro presso i servizi istituzionali al lavoro, con particolare competenza per le fasce deboli, le categorie protette e le condizioni di svantaggio sociale.

Crede fermamente nell'inchiesta sociale e nella controinformazione come mezzi necessari ed indispensabili per contribuire al cambiamento.

3 Risposte

  1. Roberto Renzoni ha detto:

    Caro Alessandro, se può “consolarti”, io che sto ad Empoli – storica periferia rossa fatta anticamente di tessile di medio livello, ora in mano cinese, e vetrerie ora chiuse, tranne una se non m’inganno, di Nardellate ne vedo non poche e per non soffermarmi troppo sull’aspetto Cultura il cui assessore – una donna, purtroppo – non esiste e sull’Ambiente, con strade e fossi che sono un deposito di monnezza non raccolta, te ne cito due:
    1) Carabinieri che girano al mercato (oltre ai consueti vigili urbani) che chiedono alle signore dove han preso la borsa che hanno perché l’acquisto per lo più dagli africani è proibito. Non s’avesse a dire, poveri carabinieri, che non fanno nulla…..
    2) E’ stato approvata qui dalla amministrazione di “sinistra” con il sindaco Brenda Barnini una richiesta della destra, ovvero una delibera che istituisce un volontariato “laico” di quartiere (non legato a forze dell’ordine ma che collabori con le stesse)
    onde vigilare e segnalare individui degni attenzione. Immaginati chi possano essere…..
    Ciao, Roberto

  2. Gennaro ha detto:

    Pugno di ferro, usato sui poveri, guanto di velluto per quelli che comandano.

  3. Brunello Martelli ha detto:

    come il signore del precedente commento ,noi fiorentini ancora più lontani condividiamo il tuo articolo anche nella punteggiatura.Una cosa buona almeno il nostro riesce a produrla: ci fa tanto ridere.

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