La città sotto l’albero

3 Risposte

  1. Mascia ha detto:

    ” Per me gli alberi sono sempre stati i predicatori più persuasivi. Li venero quando vivono in popoli e famiglie, in selve e boschi. E li venero ancora di più quando se ne stanno isolati. Sono come uomini solitari. Non come gli eremiti, che se ne sono andati di soppiatto per sfuggire a una debolezza, ma come grandi uomini solitari, come Beethoven e Nietzsche. [… ] Quando un albero è stato segato e porge al sole la sua nuda ferita mortale, sulla chiara sezione del suo tronco – una lapide sepolcrale – si può leggere tutta la sua storia: negli anelli e nelle con crescenze sono scritte fedelmente tutta la lotta, tutta la sofferenza, tutte le malattie, tutta la felicità e la prosperità, gli anni magri e gli anni floridi, gli assalti sostenuti e le tempeste superate. ” Herman Hesse

  2. Chitro ha detto:

    Che dire.. sono partita da Firenze tanti anni fa ormai e leggere queste notizie un po’ di male lo fa! Faccio però tanti complimenti allo scrittore, che con sarcasmo ed estrema fantasia riesce sempre a rendere bene l’idea di cosa stia succedendo, anche a chi ,come me, è lontana dai fatti. Complimenti anche per le immagini pubblicate. Continuate a scrivere e non lasciatevi abbattere dagli eventi spiacevoli e dal “nulla che avanza”!

    • Ornella De Zordo Ornella De Zordo ha detto:

      Grazie Chiara! Noi continuiamo nell’impegno preso di diffondere una buona informazione e far circolare pensiero critico…speriamo che a qualcosa serva!

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