Alpi Apuane: devastazione ambientale e illegalità nelle cave, parola di Procuratore della Repubblica

3 Risposte

  1. Dott. Alberto Dolara ha detto:

    E’ uno scempio intollerabile. Si distrugge un ambiente esistente da milioni di anni, di una bellezza naturale unica.

  2. Roberto Renzoni ha detto:

    La sostanza dell’intervento mi trova naturalmente d’accordo. Conosco bene le Apuane da decine di anni e continuo a frequentarle con affetto; quello che ho visto e continuo a vedere lascia sbalorditi ma l’Italia è questa. Un intero territorio devastato, abbandonato, quando non serve più, in completo pericolo per chi lo frequenta o frequenta certe zone. Mi rendo disponibile per una chiacchierata informativa alla quale potrebbero partecipare anche altre persone.

  3. Paolo Degli Antoni ha detto:

    Questo stato di cose peraltro rende idrogeologicamente fragile e orribile il paesaggio, sempre più simile a gironi danteschi.
    Per questo Andrei Konchalovsky non ha potuto girare esterni in cava per il suo film “Il peccato – una visione”, dovendo ripegare su l’Altissimo nel Comune di Seravezza, dove Michelangelo lavorò assai poco (ma rischiò di perdere la vita), come del resto aveva già fatto Carol Reed nel 1965 per il suo “Il tormento e l’estasi”.
    Di questo scempio paesaggistico e naturalistico risente anche il turismo; non a caso la Camera di Commercio di Massa e Carrara nel suo rapporto Economia 2017 http://www.isr-ms.it/uploads/files/375it-Rapporto_Economia_2017_slide.pdf fa notare come dal 2000 al 2016 la provincia apuana abbia perso 700.000 presenze (40%), con Carrara che ha ormai pochissimi alberghi e un turismo delle seconde case (dal valore immobiliare sempre più basso) in progressiva discesa.
    I giovani sono fuggiti più che da ogni altra città toscana. La disoccupazione è ai massimi regionali.
    Si vive male per far star bene poche imprese, che peraltro hanno ormai pochi dipendenti?

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