Come si distrugge un servizio di prevenzione: processo farsa a Firenze

L’inchiesta del Dr T.C. della Procura della Repubblica di Firenze sugli operatori della Unità Funzionale  TAV e Grandi Opere di Firenze ha sicuramente dell’incredibile. Gli operatori avrebbero deliberatamente “gonfiato” i dati sui sopralluoghi e degli interventi in azienda (cantieri della Variante di Valico e della Terza Corsia autostradale) per incrementare di pochissimi spiccioli i loro stipendi.

I militari dei NAS hanno speso circa 4 anni impiegando personale per perquisizioni, intercettazioni e a rovistare nei cassetti e sui computer dedicando personale a tempo pieno per analizzare faldoni di migliaia di pagine, per cercare prove sul presunto  maltolto alle casse dello Stato e della Regione.

Di tutta questa indagine il prodotto è stato quello di contestare il falso ideologico su schede intervento da riempire nel corso dei sopralluoghi in cantiere e da controfirmare a firma dei presenti. L’indagine si è concentrata su aspetti di formalità burocratica previste da procedure di qualità interne, omettendo la ricerca di riscontri seri sul fatto che i sopralluoghi siano stati effettivamente svolti o meno. Una strategia investigativa completamente sbagliata e lacunosa, che fa acqua da tutte le parti, che non dimostra niente e che non produce prove oggettive.

Tutto questo sarebbe da considerarsi completamente ridicolo se non fosse invece purtroppo estremamente tragico: un’intera Unità funzionale azzerata, il lavoro serio e professionale cancellato in un istante, compresa la dignità di ogni singolo operatore coinvolto nelle misura restrittiva di sospensione dal lavoro per 6 mesi, prorogabili, l’allontanamento dal servizio ispettivo.

La Magistratura completa l’opera già intrapresa a livello dirigenziale da parte della ASL  di distruggere un’Unità Funzionale che aveva ben operato ricevendo anche numerosi encomi; infatti l’Unità Funzionale dedicata alle Grandi Opere Infrastrutturali (TAV, VAV e Terza Corsia) fin dal 1996 aveva lavorato a 360 gradi su tutti i rischi presenti in un grande cantiere: da quelli dell’anti infortunistica, contenendo gli infortuni gravi e mortali a un numero limitato rispetto a grandi opere degli anni 90 ( 5 morti sulla TAV e 3 morti sulla Variante di Valico contro 8 morti in 8 chilometri nei lavori della Direttissima Firenze – Roma negli anni 90) alle Malattie professionali, fino a progetti su stress, mobbing e uso abuso di sostanze sui cantieri.

L’inchiesta sui 3 morti del Viadotto Lora che aveva portato alla condanna dei responsabili aziendali aveva persino ricevuto i complimenti del PM e del Procuratore Capo.

E’ chiaro che nella Magistratura c’è un po’ di tutto come in ogni luogo di lavoro. Magistrati ottimi (pochi) e altri che svolgono molto male il loro lavoro. Qualche anno fa un PM che non sapeva neppure scrivere in italiano (l’avviso di garanzia che arrivò a Gino Carpentiero conteneva numerosi errori di sintassi) aveva tentato (invano) di mandarlo sotto processo per …una prescrizione fatta per salvaguardare la salute di un lavoratore. A Reggio Emilia un medico del lavoro sta subendo un processo per aver fatto una disposizione a un medico competente che aveva omesso una denuncia di malattia professionale. E ora questa nuova inchiesta su un intero Servizio!

La nostra impressione è che la Magistratura ( o almeno una sua parte non piccola) ha fiutato il vento cambiato (i lavoratori non contano più niente in questa società basata più che mai sullo sfruttamento e sul neo-schiavismo del lavoro) per adeguarsi e per contribuire  ad affossare definitivamente l’attività di coloro che nella società e, nel caso specifico, nei servizi di prevenzione lavorano ancora con passione e professionalità. E forse non se ne rendono neanche conto!

Se pensiamo a quante inchieste su gravissimi episodi di patologie mobbing correlate inviate da Gino Carpentiero quando era Ufficiale di Polizia Giudiziaria sono state regolarmente archiviate dalla Procura della Repubblica vien da dire che oggi il MONDO gira proprio all’incontrario.

Ovviamente anche la stampa nella vicenda sta avendo, come consuetudine, il suo ruolo: i fogli locali  (Repubblica Firenze, il Corriere Fiorentino e la Nazione ) hanno dedicato molto risalto alla vicenda, mettendoci del loro con imprecisioni privi di alcun riscontro fattuale e giudiziale

Medicina Democratica nella sua interezza, esprime piena solidarietà e sostegno agli operatori ed ex operatori coinvolti .

*Gino Carpentiero – Medicina Democratica Firenze

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