Nardellate d’autunno

Volendo ce ne sarebbero molte di più, visto che quasi non passa settimana dove il “nostro” sindaco non senta il bisogno di esternare il suo raffinato pensiero.

Ad ogni modo, tra le perle più significative c’è, ad esempio, la spesa di 5 milioni di euro per installare altre 200 telecamere “in tutti i quartieri della città”, poco più di 4 milioni di fondi statali e 700mila euro dal “Piano per le periferie”, intendendo quest’ultimo unicamente in una logica di “prevenzione e repressione”, per usare le parole dell’assessore alla “sicurezza urbana e polizia municipale” Gianassi. Quindi, oltre alle 350 già installate in città, lo scopo è arrivare a 550 entro il 2019. E’ proprio questo l’intervento di cui le periferie hanno bisogno, non verde fruibile, non viabilità decongestionata, non servizi minimamente di qualità, non spazi di socialità versus abbandono e tristezza urbanistica, non riqualificazione ambientale versus discariche e inceneritori, ma centri commerciali e telecamere, due mantra contemporanei. Orwell fa politica.

Continua poi l’esternazione mediatica esultante per i sequestri di merce fatti ai venditori “abusivi” nel centro storico con sorridenti foto di gruppo davanti al bottino, un impegno costante contro la sopravvivenza di decine di migranti e non che cercano di raccogliere le briciole lasciate dal commercio di lusso in uno dei luoghi più privilegiati al mondo. Fa consenso rendere la vita dei sopravviventi la più dura possibile. Il nero, in questo paese, a monte fa Pil, a valle fa campagna elettorale. Nel mezzo i disperati da maltrattare, sia che producano sia che vendano. Una volta venne sperimentato il mercatino dei migranti sul lungarno della Zecca. Ma non piaceva a Renzi e alla pluriproprietaria immobiliare Saccardi e quindi venne sgomberato senza nemmeno verificare quanto serviva a chi ci lavorava togliendosi dal circuito ambulante.

Non poteva mancare l’ennesima esternazione contro le “case popolari date agli immigrati” che rischiano di creare “banlieu”, e “penalizzano gli italiani”. Sulla questione anch’io ho già “esternato” su La città invisibile del 26 aprile scorso, in pratica ci si unisce al coro del “prima gli ita(g)liani” per pura speculazione politica silenziando il dato reale che vede assegnate agli immigrati meno del 10% delle case popolari. Se poi è disturbante la concentrazione di altre nazionalità in pochi luoghi, questa è eventualmente una responsabilità dello stesso sindaco e dei suoi uffici e della loro capacità di pianificazione logistica.

Poi ci sarebbe anche l’esternazione contro l’immagine di “Firenze città dello sballo”, qualificante commento riferito alle due americane che hanno denunciato due carabinieri per violenza carnale e che presumibilmente erano “ubriache”.

Per ora, mi fermo qui.
Ma continuo a pensare che siamo al neo Medioevo.

 

*Alessandro De Angeli

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Alessandro De Angeli

Alessandro De Angeli è nato nel 1962 a Firenze. Da sempre interessato dalle questioni che riguardano il welfare, le nuove povertà e la precarietà prodotte dal sistema di sviluppo imperante, nel 1994 è tra i fondatori del giornale di strada dei senza dimora Fuori Binario, di cui è direttore responsabile fino al 2001. Impegnato professionalmente dal 1992 al 2004 nella cooperazione sociale, dal 2005 si occupa di servizi al lavoro presso i servizi istituzionali al lavoro, con particolare competenza per le fasce deboli, le categorie protette e le condizioni di svantaggio sociale.

Crede fermamente nell'inchiesta sociale e nella controinformazione come mezzi necessari ed indispensabili per contribuire al cambiamento.

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