Il cappone al particolato a Firenze

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Come da tradizione l’inquinamento del periodo di Natale, a Firenze (ma non solo), supera gli obsoleti limiti normativi vigenti e sconfina nel nuovo anno. Perché l’ordinanza antismog di Firenze, ma non solo, non tutela la salute. 

In ‘Ambiente e clima che cambia, il bilancio di metà legislatura della Regione Toscana’ al primo capoverso si enuncia:  ‘Guerra dichiarata all’inquinamento, vuol dire riduzione drastica delle polveri sottili (PM10) e biossido di azoto (NO2).’ Domanda: tra le azioni di contrasto drastico all’inquinamento ci sono anche il nuovo aeroporto e l’inceneritore di Firenze?

Natale col particolato alle stelle

Il giorno di Natale a Firenze, secondo i dati Arpat, le centraline hanno rilevato 91 microgrammi per metro cubo di PM10 ( limite guida OMS, Organizzazione Mondiale Sanità, 20; limite di legge vigente 50) in via de Bassi; 93 a Boboli; 125 in via Ponte alle Mosse; 97 nel viale Gramsci; 117 a Scandicci e si batte il record a Signa con 131.

Per il PM2,5, sempre per il giorno di Natale, Arpat fornisce i dati di due sole centraline: via de Bassi e viale Gramsci, entrambe con 78 (il limite come media annuale dell’OMS è 10, mentre quello vigente è 25). Il particolato è stato classificato dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), come agente sicuramente cancerogeno, per il cancro al polmone e vescica.

Infarti provocati dal particolato ‘entro i limiti di legge’.

Arriva l’ordinanza  antismog a Firenze e nell’agglomerato urbano da sabato 30 dicembre al 3 gennaio 2018, che prevede il blocco dei mezzi più inquinanti ed  una serie di altre misure. Un blocco che non serve a tutelare la salute dei cittadini, perché gli impatti sulla salute degli inquinanti,  avvengono ben al di sotto dei limiti normativi vigenti. Nello studio multicentrico ESCAPE (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects) un network di oltre 30 studi di coorte, effettuato su 900.000 cittadini europei si conferma  che l’esposizione a lungo termine a particolato atmosferico si associa con un aumento di rischio per eventi coronarici acuti [infarti miocardici] e che tale rischio si evidenzia per tutti gli indicatori usati (PM10, PM2.5) anche al di sotto dei valori limite indicati dalla attuale normativa europea http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2014/028-14/028-14-gli-effetti-sulle-patologie-cardiache-coronariche-da-esposizione-a-inquinamento-atmosferico-a-lungo-termine-stimati-dal-progetto-europeo-escape/?searchterm=escape.

La foglia di fico dell’inquinamento: i limiti pacchia per PAC, aeroporti, inceneritori e altro

E’ la direttiva europea n.50/2008 recepita dal D. Lgs. 155/2010 che fa comodo a tanti, una pacchia, per i PAC (piani  di azione comunali), per le grandi opere inutili e pericolose (per esempio, il nuovo aeroporto e l’inceneritore di Firenze) perché così l’inquinamento è sempre ‘entro i limiti di legge’, ma ahimè la salute non è tutelata. Ecco l’equivoco: i limiti ‘health based’, cioè che salvaguardano veramente la salute dei cittadini sono quelli dell’OMS, che rappresentano la soglia al di sopra della quale cominciano a manifestarsi effetti negativi per la salute umana, quelli attualmente vigenti in Europa, i limiti pacchia, dettati dalla summenzionata  direttiva, sono un compromesso fra le evidenze sanitarie e aspetti di altra natura, principalmente di natura economica e tecnologica.

ISPRA auspica l’ avvicinamento dell’Italia ai valori guida dell’OMS

In tutte le grandi città italiane, Firenze compresa,  la quantità di polveri sottili è maggiore rispetto a quella suggerita dai valori guida dell’OMS:  questo ha comportato l’apertura di una procedura di infrazione da parte della Comunità Europea per il mancato rispetto dei limiti di PM10 e NO2;  per questo secondo le stime recentemente elaborate dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) l’Italia è fra le nazioni con gli indici di rischio sanitario più elevato (ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale,  XIII Rapporto,2017).

In Toscana il PM 2,5 è sempre sopra  il limite guida OMS da 9 anni

L’EEA ha stimato che in Italia, nel 2014, 55.500 morti premature possano essere attribuibili all’esposizione a lungo termine  al PM2,5, l’inquinante più pericoloso perla salute (ISPRA). In Toscana le medie annuali del PM2,5 dal 2007-2016, secondo ARPAT,    http://www.arpat.toscana.it/datiemappe/dati/pm2-5-medie-annuali/?searchterm=medie%20annuali%20del%20pm2,5, hanno superato sempre il limite guida OMS! ad eccezione di due rilevazioni. Se si rispettassero i limiti guida dell’OMS, sempre secondo EEA, le morti premature si ridurrebbero di circa un terzo. L’esposizione prolungata  al PM2.5 può provocare fra l’altro, arteriosclerosi, disturbi alla nascita, malattie respiratorie nei bambini, deficit cognitivi e diabete, secondo il progetto ’ Review of evidence on health aspects of air pollutio’ (Revihapp).

L’inquinamento è/è stato palesemente sottostimato

E’ indispensabile una pronta revisione delle linee guida per il particolato. Difatti ‘il Consiglio Europeo ha previsto nuovi limiti alle emissioni nazionali (National Emission Ceiling) con previsione di riduzione dei massimi consentiti in due step ( a partire dal 2020 e dal 2030) per il PM2,5 ed i principali precursori del particolato secondario (ossidi di azoto, ossidi di zolfo, ammoniaca), che dovranno essere adottati a breve dagli stati membri’ (ISPRA).

Moratoria dell’uso dei  limiti di legge D. Lgs. 155/2010

Visto la palese inadeguatezza degli attuali limiti di legge, che NON tutelano la salute,  si dovrebbe avere il coraggio politico, almeno di non continuare a servirsene per sdoganare nuovi impianti inquinanti, come nuovi aeroporti, inceneritori etc. In realtà accade esattamente l’opposto.

Attiviamoci perché questo non accada!

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*Gian Luca Garetti

 

 

 

 

 

 

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Gian Luca Garetti

Gian Luca Garetti

Gian Luca Garetti, è nato a Firenze, dove lavora come medico di medicina generale e psicoterapeuta, vive a Strada in Chianti. Si è occupato di salute mentale a livello istituzionale, ora promuove corsi di educazione interiore ispirati alla meditazione. Si occupa anche attivamente di ambiente, fa parte di Medicina Democratica e dell'ISDE (International Society of Doctors for the Environment).

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