Città in rianimazione. Un seminario su “crisi del piano” e pratiche dei commons

Stampa l'articolo

Salerno, 26 gennaio. Una discussione seminariale sulla “crisi del Piano” e sulle pratiche del comune, su retoriche securitarie e nuove soggettività urbane, a partire da due casi di ricerca-azione che hanno coagulato resistenze progettanti: la malaurbanistica fiorentina e il “sovvertimento dall’alto” operato nella scrittura della legge urbanistica della Regione Emilia-Romagna.

Alcuni interrogativi hanno dato il via alla discussione: nell’epoca della crisi del Piano è possibile una programmazione urbanistica altra rispetto alla pianificazione moderna che nasceva dentro lo Stato-welfare? Come si relaziona la prospettiva post-pianificatoria con le resistenze che si muovono sul territorio? Come si concilia l’idea di un welfare urbano dal basso con l’idea del welfare verticale insito nella pianificazione moderna?

Il seminario ha preso spunto da due testi – Urbanistica resistente nella Firenze neoliberista: perUnaltracittà 2004-2014 (Aión, 2016) e Consumo di luogo: neoliberismo nel disegno di legge urbanistica dell’Emilia-Romagna (Pendragon, 2017) – ed è stato ospitato nell’ambito delle attività didattiche dei corsi di Sociologia del controllo e di Sociologia urbana tenuti da Giso Amendola e Gennaro Avallone presso l’Università di Salerno. In sala, oltre ai docenti salernitani: Ilaria Agostini, Roberto Budini Gattai, Antonio Fiorentino, Daniele Vannetiello.

Il video del seminario si raggiunge cliccando qui. Buona visione!

*Ilaria Agostini

 


Questa la scheda del seminario:

La sottrazione dello spazio pubblico e del welfare urbano nelle città del neoliberismo. Pensiero critico e nuove resistenze territoriali

Seminario a partire dalla presentazione di due libri contenenti riflessioni corali sugli effetti del neoliberismo nelle città italiane. Le politiche urbane asservite al dettato del capitalismo finanziarizzato riducono infatti la città a merce, il territorio a tabula rasa, e l’urbanistica a disciplina «facilitatrice delle operazioni immobiliari» (Salzano). La mutazione è avvenuta di pari passo con l’assunzione nella materia urbanistica di strumenti analitici, lessico e metodi di matrice economicista, che ha portato a: introduzione generalizzata del costume derogatorio e delle modalità negoziali; annullamento dell’istituto universalistico degli standard urbanistici; semplificazioni procedurali a danno della democraticità degli strumenti di piano; svuotamento di finalità sociali in una pianificazione fondata sull’effetto “annuncio”; vertiginose previsioni di espansione dell’urbanizzazione, a danno degli equilibri ecosistemici.

Ma, a fronte dello smantellamento del diritto alla città pubblica, del welfare urbano, del diritto alla casa e a un ambiente di vita sano, “dal basso” sono messe in pratica nuove proficue resistenze. Tali esperienze, animate dalla riflessione critica in chiave ecologica, rimettono in discussione l’individualismo proprietario, includendo in tal modo le lotte insistenti sui beni comuni, sulla cura dei luoghi di vita, sulla riproduzione delle qualità socio-ambientali.

I due libri presentati si concentrano su due casi emblematici: Firenze – trampolino di lancio per il sindaco Renzi in ascesa politica – e l’Emilia-Romagna, ex regione rossa.

Urbanistica resistente nella Firenze neoliberista: perUnaltracittà 2004-2014 (a cura di Ilaria Agostini, Aión, 2016) è il racconto a più voci di dieci anni di opposizione alla malagestione urbana di Firenze: città che pure ha vantato esempi di buona pianificazione, e che è oggi al centro di pressioni immobiliariste legate principalmente alla monocoltura turistica. L’esperienza narrata nasce dalla lista di cittadinanza “perUnaltracittà”, presente in Consiglio comunale, che ha unito cittadine e cittadini, comitati, realtà autogestite ed esperti critici.

Consumo di luogo. Neoliberismo nel disegno di legge urbanistica dell’Emilia Romagna (a cura di Ilaria Agostini, Pendragon, 2017) è il resoconto della resistenza collettiva dispiegata contro il varo di una pericolosa legge urbanistica regionale che, conformata secondo precetti industrialisti, promette consumo di città e di territorio. Proprio in quell’Emilia Romagna che fu faro della pianificazione urbanistica nazionale.

Ne parliamo con Ilaria Agostini, ricercatrice di Tecnica urbanistica, Università di Bologna; Paolo Berdini, urbanista; Roberto Budini Gattai, ricercatore di Urbanistica, Università di Firenze; Antonio Fiorentino, architetto, “Gruppo Urbanistica perUnaltracittà-Firenze”; Daniele Vannetiello, architetto, “Gruppo Urbanistica perUnaltracittà-Firenze”. Coordinano Giso Amendola e Gennaro Avallone.

Schede bibliografiche:

Consumo di luogo. Neoliberismo nel disegno di legge urbanistica dell’Emilia Romagna, con prefazione di Tomaso Montanari, a cura di Ilaria Agostini, Pendragon, Bologna, 2017. Con scritti di: Ilaria Agostini, Piergiovanni Alleva, Paolo Berdini, Piero Bevilacqua, Paola Bonora, Sergio Caserta, Pier Luigi Cervellati, Paolo Dignatici, Anna Marina Foschi, Giovanni Losavio, Anna Marson, Cristina Quintavalla, Ezio Righi, Piergiorgio Rocchi, Edoardo Salzano

Urbanistica resistente nella Firenze neoliberista: perUnaltracittà 2004-2014, a cura di Ilaria Agostini, Aión, Firenze, 2016. Con scritti di: Ilaria Agostini, Paolo Berdini, Ornella De Zordo, Maurizio Da Re, Cristiano Lucchi, Maurizio De Zordo, Daniele Vannetiello, Antonio Fiorentino, Alberto Ziparo, Tiziano Cardosi, Roberto Budini Gattai, Giorgio Pizziolo

 

 

Stampa l'articolo
The following two tabs change content below.
Ilaria Agostini

Ilaria Agostini

Ilaria Agostini, urbanista, insegna all'Università di Bologna. Fa parte del Gruppo urbanistica perUnaltracittà. Ha curato il libro collettivo Urbanistica resistente nella Firenze neoliberista: perUnaltracittà 2004-2014.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Captcha *