Solidarietà al Centro Popolare Autogestito di Firenze

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Conosciamo molto bene, e da molto tempo, il CPA Firenze Sud e i compagni e le compagne che lo animano, e con cui abbiamo condiviso tante battaglie, lotte, impegni, tanta strada, per una Firenze e un mondo più giusto e più degno.

Con il loro impegno quotidiano hanno costruito un punto di riferimento in città e non solo: antifascismo, antirazzismo, critica radicale al capitalismo predatorio nell’era del pensiero unico neoliberista tanto apprezzato a destra e a manca (che di sinistra meglio non parlare). Ma anche socialità, tante e tante attività, libere dai vincoli mercantili del “prima il profitto” unica vera parola d’ordine che accomuna i prodi sottoscrittori e votanti della mozione del consiglio comunale che chiederebbe al Sindaco di sgomberare il CPA. Una canea indegna che vede il PD accodarsi supino alla peggiore destra, forcaiola all’occorrenza, garantista e benevola con amici, sodali e camerati.

E’ una data nera nella storia del Consiglio comunale fiorentino: dalla proclamazione della libertà dal nazifascismo mentre ancora i franchi tiratori sparavano dai tetti sulla popolazione – quei franchi tiratori che i proponenti della mozione celebrano tutti gli anni a Trespiano! – alla richiesta di chiusura punitiva per uno spazio non omologato, di dissenso e critica.

La politica dei dominanti a Firenze non riesce ancora a discernere tra legalità e giustizia. Siamo certi infatti che queste persone, sedute oggi a Palazzo Vecchio, avrebbero attuato senza batter ciglio, in nome di una legalità formale, le fascistissime Leggi Razziali. Come sostengono le politiche governative sui migranti che vedono centinaia di persone inermi subire torture e morire nei lager libici, politiche perfettamente “legali” grazie al voto parlamentare.

Per parte nostra continueremo attività e lotte, e saremo a fianco delle compagne e dei compagni del CPA contro ogni tentativo di repressione e sgombero.

IL CENTRO POPOLARE NON SI TOCCA

*perUnaltracittà

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perUnaltracitta

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All'opposizione in Consiglio comunale a Firenze dal 2004 al 2014, la lista di cittadinanza perUnaltracittà è poi diventata laboratorio politico per partecipare alle vertenze sul territorio e dare voce alle realtà di movimento anche attraverso la rivista La Città invisibile.

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