Nuovo aeroporto di Firenze: cosa osserva il presidente dell’Osservatorio ambientale?

Stampa l'articolo

L’interessante intervista all’Ing. Antonio Venditti, presidente dell’Osservatorio ambientale per l’aeroporto di Firenze, uscita domenica 8 marzo 2018 sul Corriere fiorentino, mi stimola una riflessione ad “alta voce” su alcune questioni per le quali, data la delicatezza della materia, sarebbe opportuno fare chiarezza.

Parto da una premessa: l’Ing. Venditti, oltre ad essere stato nominato presidente del richiamato Osservatorio, è stato con certezza, in qualità di dirigente del Ministero dell’Ambiente, direttamente coinvolto sia nella stesura del D.lgs.104/2017 (che ha modificato il precedente d.lgs.152/2006), sia nella definizione delle numerose e particolari “fasi” dell’istruttoria tecnico-amministrativa del procedimento di VIA inerente il nuovo aeroporto di Firenze.

Molti si chiederanno quale è la necessità e l’interesse di segnalare le molteplici attività di un funzionario dello Stato che, anzi, se si è dimostrato particolarmente attivo non ha fatto altro che contribuire a dare una buona immagine della pubblica amministrazione.

Ciò sarebbe vero se non fosse che:
– il decreto 104/2017 (impugnato per incostituzionalità da molte regioni e da un gran numero di Associazioni) è ritenuto una vera “porcata”, che oltre a limitare la partecipazione del pubblico nelle procedure di VIA (e già solo questo basterebbe per attribuirgli quel titolo) si configura come norma ad personam e ad operam, con effetti retroattivi proprio per garantire, ad uno specifico progetto e solo a quello, ciò che le norme precedenti non consentivano a nessuno.
– la certezza che la retroattività della norma sia stata introdotta proprio per risolvere i problemi di legittimità evidenziati nel progetto dell’aeroporto di Firenze è indiscutibilmente provata dal fatto che l’unico progetto in Italia che ha potuto usufruire di tale particolare favor normativo è stato proprio quello relativo all’aeroporto di Firenze;
– l’istruttoria tecnico-amministrativa del procedimento di VIA del nuovo aeroporto di Firenze, partita con le precedenti regole procedurali che imponevano la presentazione di un progetto definitivo e non di un masterplan, si è inspiegabilmente fermata per un anno, riavviandosi (guarda caso) proprio subito dopo l’approvazione del d.lgs. 104/2017, consentendo così ad ENAC di sorpassare le criticità sia procedurali, sia di ordine tecnico, che con la vecchia normativa avrebbero sostanzialmente impedito la realizzazione dell’opera.

Ora, tutto ciò premesso, mi chiedo se sia stato opportuno nominare proprio questo dirigente del Ministero dell’Ambiente, così direttamente coinvolto in tutte le questioni inerenti il progetto per l’aeroporto di Firenze (la nuova normativa e l’istruttoria VIA), anche come presidente dell’Osservatorio ambientale, visto che già nella sua doppia veste di legislatore e valutatore avrebbe evidenziato un chiaro conflitto di interessi.

Mi chiedo altresì se non sia il caso, vista anche la posizione assunta dai sei comuni della piana con il ricorso al TAR contro il decreto VIA, di diffidare il Ministero dell’Ambiente dal mantenere tale dirigente quale presidente dell’Osservatorio ambientale, non garantendo egli la necessaria terzietà dovuta nell’espletamento di un ruolo così delicato e particolare.

Chiedo inoltre di sapere se comunque l’Ing. Venditti esercita il ruolo di presidente dell’Osservatorio ambientale a titolo gratuito, come – tra l’altro – avviene per il presidente dell’altro osservatorio istituito in Toscana per la nave Concordia, oppure riceve un rimborso spese per ogni seduta dell’organismo. La domanda è legittima ed opportuna perché qualora ricevesse un compenso (seppure sotto la definizione di rimborso spese) è bene ricordare e sottolineare che a pagare sarebbe la stessa ENAC proponente l’opera, cosa da ritenersi discutibile, oltreché inopportuna proprio per quanto precedentemente ricordato.

In ultimo, poiché l’ing. Venditti, sempre nello stesso articolo, alla domanda del giornalista su come sta andando il lavoro dell’Osservatorio ha risposto che “Il nostro lavoro è prettamente tecnico, dobbiamo verificare l’ottemperanza del progetto alle prescrizioni della Valutazione di Impatto Ambientale.”, sarebbe interessante sapere quale competenza tecnica è in grado di esprimere il Segretario generale della Città metropolitana, nominato dal Sindaco di Firenze quale rappresentante degli altri comuni coinvolti.

*Fabio Zita

Stampa l'articolo
The following two tabs change content below.
Fabio Zita

Fabio Zita

Fabio Zita, architetto,  fino al 2014 dirigente del Settore VIA della Regione Toscana, membro della Commissione VIA nazionale, ha diretto in seguito il Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del Paesaggio, coordinando fra l'altro la formazione del Piano Paesaggistico regionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Captcha *