Uccellacci uccellini

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I servizi a tutta pagina che i giornali di destra riservano alle prodezze dei comitati di residenti che vigilano sulle strade dalle persiane chiuse e riprendono gli stranieri in pose sospette, merita una risposta pacata, argomentata e complessa.

Proviamo a non perdere la pazienza davanti a chi mescola atteggiamenti bigotti e ovvietà fatte passare per notizie imperdibili.

Puntelliamoci all’alfabeto per non perdere l’equilibrio e procediamo per punti: A, B, C… Unendo i puntini gli esperti di enigmistica otterranno il punto di vista dell’autore, ribadito se necessario in fondo alla pagina.

A. Dalle finestre si vedono persone che fanno certe cose. Quello che fanno, o che appare, può essere proibito dalla legge, ma di rado interferisce direttamente con la vita dei residenti e di chi passa da quella strada che è malfamata sì ma per niente invivibile. Secondo fonti ufficiali in questa strada non si commettono più reati che nel resto della città. Non è un bengodi ma è lo scorrere naturale della vita in una società capitalistica.

B. In ogni caso in un paese regolato da una Costituzione le indagini non spettano ai privati cittadini ma alle forze di polizia. Chi ha la pazienza di leggere le interviste rilasciate in questi giorni dagli alti comandi saprà che seguono una particolare filosofia di intervento nel contrasto alle organizzazioni criminali (fanatismi religiosi, mafie e quant’altro): li infiltrano, li tengono d’occhio e dosano gli interventi in base ai contraccolpi che possono ricevere e al rischio di vanificare il lavoro di anni. Un modo di procedere assai discutibile che tuttavia è la realtà e non i telefilm che guardano i “cittadini detective”.

C. Dalle finestre non si vedono comportamenti che interessano le stesse strade, che sono parimenti sospetti di illegalità, che ne minano davvero la vivibilità e il decoro ma che non vengono messi a segno da pesci piccoli: la speculazione edilizia, talvolta unita al riciclaggio di denaro e a operazioni su vasta scala tendenti a cacciare gli uccellini che facevano il nido nelle città, siano essi onesti o disonesti, cittadini o immigrati, a favore degli uccellacci del capitale transnazionale senza legge e senza colore.

D. Contro questi uccellacci le ronde tradizionali con la camicia verde e le mazze e quelle 2.o con le telecamere e i cellulari non hanno mai mosso un dito e anzi più di una volta hanno allevato la serpe al seno. Contro di loro non serviranno a niente nemmeno le app per i cellulari collegate con la polizia municipale, né i ventimila poliziotti di quartiere di cui qualche politico caldeggia l’assunzione. E’ un triste spettacolo vedere persone di sinistra che si accodano alla Lega e a altri imprenditori della paura nel fomentare risposte autoritarie e di breve respiro a trasformazioni che vengono da lontano e travolgono ogni chiusura e ogni arroccamento.

E. Queste chiamate alle armi hanno invece l’effetto di peggiorare la situazione. Se si vuole colpire il traffico di sostanze e di armi si tenga presente che un mercato assai fiorente per questi articoli è rappresentato dagli addetti alla sicurezza, un mercato alla luce del sole che ha conosciuto una grande impennata in questi anni proprio grazie agli imprenditori della paura. Non dobbiamo avere orrore solo delle armi in mano alle bande criminali e ai cittadini esasperati: se vogliamo vogliamo andare oltre gli slogan della sinistra al caviale e la destra al cinghiale, dobbiamo cominciare a chiedere che si riduca anche l’armamento degli addetti alla sicurezza. Proprio in una delle strade interessate da comitati e ronde è accaduto che due pubblici ufficiali, marito e moglie, impugnassero le armi e sparassero in aria durante un diverbio con i buttafuori di una discoteca.

Per fortuna siamo in tanti a pensare che che non vadano spacciate come buone pratiche ronde, schedature e altre risposte che alimentano la paura e l’insicurezza.

Tutto oggi depone a sfavore dell’uguaglianza delle persone: il divario crescente tra poveri e ricchi, la ripresa di religioni bigotte, il riarmo delle nazioni, il paternalismo di chi rimprovera ai poveri stili di vita sbagliati. Ma noi ci crediamo e se ci si crede, dare la parola alla “gente” significa ben altro che attivare una app per denunciare i bulli e gli spacciatori.

*Massimo De Micco

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Massimo De Micco

Massimo de Micco, 1972, fiorentino, essendo cresciuto negli anni Ottanta e Novanta si ritrova una formazione psicologica, una partita iva e una ricca e variegata esperienza professionale nel campo della formazione, ma è anche illustratore,fumettista e cartoonist. Ha partecipato a iniziative culturali, sociali e politiche di varia natura, a condizione che fossero libere, solidali e auto-organizzate, dagli Studenti di Sinistra a Kykeion, da Violetta van Gogh a Black Notes, da Fuoribinario a Radio Cora. E' tra i fondatori del gruppo Palazzuolo Strada Aperta che ha dato vita in questi anni alla Book Bike e si appresta ad aprire a Firenze la Biblioteca Riccardo Torregiani.
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3 Risposte

  1. Yuli ha detto:

    È dovere di ogni cittadino denunciare se vede un delitto ma questo fa parte dell’educazione ricevuta a casa,a scuola.. Non ce è bisogno di prendere questi provedimenti..fare questo vuol dire che qualcosa non va bene ma dalla radice..è far intendere anche che le forze dell’ordine non bastano e farci sentire insicuri..Non protetti,e alimentare la paura e la paranoia nei cittadini.come se non bastassero la tv e le “belle notizie” filtrate e manipolate…ma la cosa più “bella” è non solo che ora chi non ha niente daffare si divertirà a chiamare ogni 5min polizia e carabinieri e invece di aiutare sarà una “rottura di…” in più per loro…la cosa più bella è che mi è sembrato di capire che devono sorvegliare su certe persone no su tutti..allora: si continua ad alimentare l’odio e la xenofobia ,BRAVI!! si continua ad alimentare anzi ora è legale l’omerta nei confronti di altri.. e finalmente ci arriva la conferma: la legge non è uguale per tutti..

  2. Fedra ha detto:

    Le ronde di cittadini sono un modo per aumentare il divario tra persone che in fin dei conti stanno nella stessa barca, trovare un nemico con cui prendersela per tutti i problemi che ci sono e non andare mai a fondo del problema, perché è facile prendersela con l’immigrato di turno che spaccia all’angolo di strada piuttosto che star dietro a un’organizzazione criminale che gestisce lo spaccio di droga col benestare dello stato e delle istituzioni. È perché associamo la giustizia alla legalità e la legalità stessa la interpretiamo come ci conviene a noi.

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