Inaccettabile l’aumento del biglietto Ataf

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Dal 1 luglio 2018 è previsto lo scatto degli aumenti del biglietto Ataf, che passerà da 1,20 a 1,50 euro per una corsa di bus o tram: è un aumento inaccettabile per tanti motivi, una scelta contro le politiche sociali.

Non è accettabile perché 30 centesimi di aumento è tanto, e aggiungiamo che in contemporanea non è previsto il miglioramento del trasporto pubblico a Firenze. In questi anni, dopo la privatizzazione di Ataf, con i cantieri delle tramvie, con un traffico sempre più caotico, il servizio di Ataf, di proprietà di Busitalia e quindi di Ferrovie, è molto peggiorata per gli utenti: bus in ritardo, attese estenuanti alle fermate, corse saltate, coincidenze mancate, percorsi deviati, bus sovraffollati. E con la modifica delle linee dei bus, conseguenti all’avvio in tempi diversi delle due tramvie, il caos potrebbe ancora aumentare e il servizio Ataf peggiorare ulteriormente. A rimetterci sono gli utenti ed i lavoratori Ataf, che ad oggi non hanno avuto ancora nessuna certezza sulla loro garanzia occupazionale preannunciata, con il contratto ponte, ma mai formalizzata, e che continuano a fare da pungiball davanti ai disservizi.

Il Comune di Firenze e la Regione minimizzano, dicendo che gli abbonamenti non saranno toccati (per ora), mentre gli introiti andrebbero ad Ataf-Busitalia per acquistare nuovi bus. L’aumento è stato deciso dalla Regione, in base al contratto ponte firmato il 29 dicembre scorso con la One S.C.A.R.L., la società che raccoglie gli attuali 14 gestori dei servizi di tpl su gomma in Toscana.

Ci parlano di benefici, di riduzioni e agevolazioni per gli abbonati “meno abbienti” e di miglioramento del trasporto con l’avvio delle due tramvie. Ma vengono taciuti e omessi vari aspetti.
Il sindaco Nardella aveva affermato in Consiglio comunale il 30 ottobre scorso che il cosiddetto “adeguamento del titolo del viaggio” non sarebbe entrato in vigore prima dell’avvio delle linee tranviarie 2 e 3 in modo da offrire agli utenti un servizio migliore. Ma la linea 3 della tramvia, Careggi-Stazione, partirà il 1 luglio senza l’assestamento e la riorganizzazione a regime dei bus dell’Ataf, mentre la linea 2, Peretola-Stazione, partirà, forse, dal 1 settembre. Facilmente prevedibili saranno quindi ulteriori disagi sia per i bus Ataf che per gli utenti, in assenza di un’attenta pianificazione per scongiurare il perdurare del caos della mobilità fiorentina.

Quindi l’impegno annunciato pubblicamente dal sindaco in ottobre viene disatteso: ennesima fake news nardelliana.

Le tariffe con le “agevolazioni da Isee” sono in vigore per gli abbonamenti ferroviari di Trenitalia già dal gennaio 2013, ma in realtà consistono nel mantenimento delle tariffe ordinarie, senza aumento degli abbonamenti mensili e annuali nel caso di reddito familiare certificato ISEE inferiore a 36.000 euro. Ma per Ataf si parla solo di abbonamenti annuali e per studenti: quelli mensili aumenteranno? E si dimentica che biglietti e abbonamenti ferroviari aumentano il 1 luglio di ogni anno per il “tasso di inflazione programmato”: sarà così anche per gli abbonamenti dei bus? Inoltre si tace sul previsto “allineamento delle tariffe extraurbane alle attuali tariffe ferroviarie”: oggi per chi è pendolare, sia per chi viene a Firenze che per chi esce da Firenze, ci sono differenze anche significative sui costi dei biglietti e degli abbonamenti. Così l’allineamento si tradurrebbe in aumenti, anche sugli abbonamenti. Ci accennano solo che il biglietto Ataf via sms passerà da 1,50 a 1,80 euro, sul bus da 2 a 2,50 euro e spariranno le Carta Agile da 10, 20 e 30 euro con il nuovo carnet da 10 biglietti che costerà 14 euro. Spariranno i biglietti timbrabili davanti e dietro, da quattro corse. Ci dicono dell’agevolazione della detrazione fiscale del 19% sul costo degli abbonamenti, introdotta dal governo di centrosinistra, ma si dimenticano di dire che la detrazione sarà al massimo di 47,50 euro su una spesa annua massima deducibile di 250 euro annui, per la dichiarazione dei redditi del 2019.

Per tutto questo ho presentato due mozioni in Consiglio Comunale e ho chiesto il rinvio dell”aumento del biglietto Ataf almeno fino a quando Ataf non potenzerà e garantirà un servizio migliore ed efficiente per gli utenti, o in alternativa la sospensione e rinvio di almeno 6 mesi dell’aumento fino a quando la riorganizzazione delle linee dell’Ataf con la messa in esercizio delle nuove tramvie non sarà a regime e acquisita nelle abitudini degli utenti. Il sindaco Nardella accetterà questo impegno, muovendosi rapidamente con la Regione Toscana e Busitalia?

Essendo un accordo regionale, a livello comunale, non avrei potuto richiedere di più, politicamente è l’ennesima scelta che ricade su chi usa i mezzi pubblici e ne consegue un disincentivo che potrà spingere le persone a scegliere il mezzo privato. Ancora una decisione che pensa solo ai ricavi delle aziende a discapito di chi fa i conti per arrivare a fine mese. Ma non ci fermeremo e organizzeremo delle mobilitazioni, perché è sancito dalla Costituzione che le imprese, che si riferiscono a servizi pubblici essenziali, sarebbero dovuti essere riservate allo Stato, a Enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti, per garantirne l’accessibilità.

Di tutto questo, e delle conseguenze della liberalizzazione del servizio del trasporto pubblico su gomma, parleremo nel corso dell’incontro pubblico da noi organizzato mercoledì 13 giugno insieme a nostri esperti, con comitati, associazioni, sindacati e cittadini, alla sala conferenze, al primo piano, c/o Ufficio Informazioni Turistiche, Piazza della Stazione 4 a, dalle ore 16 alle 19.

*Miriam Amato

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Miriam Amato

Miriam Amato

Miriam Amato, Consigliera Comunale del Comune di Firenze,aderente a Potere al Popolo. Attiva su tematiche ambientali e sociali, dalla lotta agli inquinanti come: Pesticidi, Inceneritore, Smog, alle Grandi opere inutili: Aeroporto, Tav, Tramvia .

Una risposta

  1. margaretha pupp ha detto:

    Ma quasi più importante dell’aumento del prezzo è il malfunzionamento del trasporto pubblico. Il peggioramento è incominciato con la chiusura di piazza Duomo (facile: percorso più lungo, autobus più rari), la privatizzazione, l’abolizione di alcune linee, la mancanza di corsie preferenziali, l’introduzione di quei ridicoli bussini che passano per il centro, dei quali non si sa mai quando e dove passano. E ammesso che le linee 2 e 3 della tranvia funzioneranno bene come la linea 1, tutta la parte sud-est della città? Siamo figli di un dio minore?

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