108 metri di Alberto Prunetti

Ne abbiamo parlato allo Spazio inKiosto giovedì 28 giugno del nuovo libro di Albero Prunetti 108 metri. The new working class hero. Un romanzo che viene dopo Amianto e di cui è, ma solo in parte, la continuazione.
 
I punti di contatto ci sono, a partire dal protagonista figlio del metalmeccanico alle acciaierie di Piombino e dallo stesso working class hero che è il padre.
 
Ma è un romanzo diverso, sia per le ambientazioni che qui sono quasi in toto trasferite nell’Inghilterra degli anni ’80 sia per il linguaggio, un impasto di italiano, grossetano e inglese maccheronico parlato da personaggi che provengono da tutte le parti del mondo e che così comunicano tra loro mentre si arrangiano a sopravvivere nelle cucine di una pizzeria di Bristol o nei cessi di un grande magazzino.  
Sì, anche una storia di immigrati, oltre che di proletari più o meno giovani che pur schiacciati da un sistema che li vuole poveri e sfruttati, si sottraggono alle regole e boicottano con creatività un sistema mai accettato, quel capitalismo mostruoso dell’era Thatcher che ancora perdura ai giorni nostri.
 
Rabbia, ribellione, avventure picaresche e coscienza di classe i nodi che tengono il filo di una narrazione eccessiva, pirotecnica e strabordante, in un linguaggio popolare intessuto da improvvisi riferimenti colti: da Shakespeare ai Giovani arrabbiati, da Stevenson a Lovecraft. In un libro che fa ridere, piangere, pensare. Un libro tutto da leggere.
 
Hanno dialogato con l’autore, generoso come sempre verso il suo pubblico, Ornella De Zordo e Erica Massa che, su piani diversi, lo hanno interrogato, provocato e incalzato. 
 
I risultati dell’incontro nel video che Gilberto Pierazzuoli ha pazientemente prodotto.
 
 
 
 
https://youtu.be/J-B1am7KtgU