Migranti a casa entro le 20. La decisione Prefettura di Firenze è inaccettabile

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Apprendiamo da due circolari della Prefettura di Firenze in certe strutture “gli ospiti” dovranno rientrare entro le ore 20:00 e restarci fino alle 8 del mattino successivo. Inoltre, se riceveranno pacchi ordinati su internet, dovranno aprirli con gli operatori della struttura, sia “per ragioni di sicurezza, sia per verificare che gli acquisti siano compatibili con la situazione economica dell’ospite”. E se risultano acquisti “sproporzionati rispetto alla condizione dichiarata, si invita a chiederne ragione agli interessati” ed eventualmente, se ci fosse qualche sospetto, si dovrà riferire alla Prefettura e alle forze dell’ordine.

Il Prefetto di Firenze Laura Lega

A leggere queste parole potrebbe sorgere il sospetto che si parli di strutture carcerarie o comunque riguardanti persone che costituiscono un pericolo e vanno tenute strettamente sotto controllo. E invece parliamo di persone che non hanno commesso alcun crimine e che vengono “parcheggiate”, dati i tempi spropositati di attesa dei documenti, dentro “Centri di Accoglienza Straordinari” (che poi di straordinario hanno ben poco visto che il decreto Salvini li vuole far divenire la normalità).

Nella seconda circolare, quella dei pacchi acquistati online, si può anche leggere che la ragione per cui è stata presa la decisione è che “sono comparsi di recente articoli di stampa”…

Riteniamo inaccettabile questa situazione per cui la condizione di migrante diviene da sola motivo di sospetti e paura. Ma davvero la Prefettura pensa che se “la situazione economica dell’ospite” fosse buona, avrebbe attraversato il deserto, le prigioni libiche, il mare Mediterraneo e adesso dormirebbe in un centro di accoglienza? O forse si vuol solo rafforzare l’idea che “l’immigrato è un furbetto che ci vuole fregare”. Sono ormai famose le bufale (purtroppo ancora in circolazione) sugli alberghi cinque stelle e i fiumi di soldi regalati dal governo italiano ai rifugiati. A queste si sono aggiunte nel tempo altre vergognose menzogne, come il fatto che i gommoni trasportassero la malaria e che le ONG fossero complici dei trafficanti. Adesso sembra essere in corso l’ennesimo tentativo di rafforzare l’idea che “il problema dell’Italia sono i migranti”.

Donne migranti

Appena pochi giorni fa a Lodi la giunta comunale ha deciso di chiedere alle famiglie straniere di presentare un certificato in grado di attestare che non possiedono beni nel paese di origine. Un documento che in molti paesi di origine non esiste… Risultato? Duecento bambini (bambini!) non potevano più andare a mensa coi compagni di classe o prendere lo scuolabus.

Tutto questo si inserisce in un clima di razzismo più o meno latente che ha visto negli ultimi mesi numerosi casi di aggressioni, attentati e omicidi ai danni dei migranti. Un clima che il Ministro degli interni alimenta, spingendo l’acceleratore della guerra tra poveri. Con il suo decreto sicurezza e immigrazione, infatti, Salvini condanna decine di migliaia di richiedenti asilo e migranti con regolare permesso di soggiorno a diventare clandestini (secondo le stime 50 mila solo nel 2019, in generale più di 100 mila persone).

Queste persone saranno un esercito di lavoratori ricattabili e senza diritti. Aumenteranno il lavoro nero e la criminalità. Inoltre il sistema SPRAR verrà molto ridimensionato; sarà più difficile per i migranti integrarsi e molti operatori e insegnanti di italiano perderanno il lavoro. Il decreto infine raddoppia i tempi di permanenza nei Centri di rimpatrio, dei veri e propri carceri per stranieri che non hanno commesso reati ma semplicemente non hanno un foglio di carta che permetta loro di restare.

A fronte di tutto questo ci sembra necessario ribadire che il problema è la povertà e non i poveri. Non si risolve facendo diventare qualcun altro ancora più povero ma garantendo a tutti, italiani e stranieri, un lavoro ed una casa, la sanità, i trasporti e tutto ciò che serve per vivere una vita dignitosa. Tutti abbiamo le stesse esigenze. Chi ci rende la vita difficile sono i padroni! Lottare uniti per i diritti di tutti è la via migliore per sconfiggere il razzismo e la paura!

Perché LA GUERRA TRA POVERI LA VINCONO I RICCHI!

*Thomas Maerten

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Thomas Maerten

Thomas Maerten

Thomas Maerten, classe 1988, è cresciuto tra sud America, Africa ed Europa. Attualmente vive a Firenze, lavora con i migranti e scrive per passione. Partecipa attivamente ai Clash City Workers e alle attività dello Spazio Inkiostro.

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