L’incontro della Rete SET di Napoli: analisi e prospettive

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Dal 18 al 20 ottobre a Napoli si è svolto il primo incontro italiano della rete SET – Europa, Sud Europa di fronte alla Turistificazione, cui aderiscono le città del Sud Europa (Valencia, Siviglia, Palma, Lisbona, Malta, Malaga, Madrid, Girona, Donostia/San Sebastian, Canarie, Barcellona, Terragona, oltre quelle italiane) determinate a cooperare fattivamente per denunciare il disastroso impatto dell’industria turistica sui territori e sulle popolazioni investite.
 
L’obiettivo è quello di attuare modalità di resistenza e di riappropriazione dei propri ambienti di vita, di proporre il superamento delle politiche neocoloniali di rapina dei territori, contrapponendo loro nuovi modelli di coesistenza fondata sulla giustizia sociale e sulla giustizia ambientale. Il Manifesto della Rete SET, condiviso da tutte le città, indica in maniera più completa gli aspetti problematici e le azioni che si intendono attuare.
 
A partire dall’incontro napoletano si è costituita la Rete SET – Italia, aderente a quella più ampia già citata, cui partecipano, sinora, Bergamo, Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Rimini, Roma, Venezia. A quest’ultima va attribuito il merito di aver fatto da apri pista della Rete italiana, che ci auguriamo possa estendersi sempre più. Numerosi gli attivisti presenti, in rappresentanza di realtà tutte coinvolte, ai vari livelli, dai processi di turistificazione, dal dirompente effetto sull’abitare, il commercio, lo spazio pubblico, il lavoro, l’ambiente.
 
È l’idea stessa di città bene comune che viene ad essere negata dall’indebita appropriazione attuata dai nuovi padroni dell’industria turistica, assistiti da un ceto politico asservito ai loro interessi. Le politiche pubbliche si orientano nel senso di favorire se non sollecitare il marketing turistico dei propri territori, mentre vengono regolarmente disarticolate le residuali forme di pianificazione urbana a favore dei processi di estrazione della rendita immobiliare.
Durante la tre giorni napoletana è stato ribadito l’impegno di lavorare insieme per approfondire l’analisi critica dei processi di turistificazione, per costruire azioni comuni da attuare in modo coordinato, rafforzare la rete SET e amplificare l’impatto delle singole rivendicazioni territoriali.
I temi del confronto sono stati quelli relativi a:
  • questione casa e piattaforme delle locazioni brevi, inasprimento del mercato immobiliare, difficoltà di accesso alla casa, espulsione della popolazione dai centri storici;
  • lavoro e commercio, quali attività commerciali e non comporta la turistificazione, che condizioni di lavoro vi sono connesse, quali attività locali stiamo perdendo;
  • spazio pubblico tra turismo e militarizzazione, in che modo le geografie della militarizzazione, l’operazione “Strade sicure” dell’esercito italiano, l’arredo urbano anti-sfondamento e anti-sosta, interagiscono con la costruzione delle enclave turistiche all’interno della città;
  • la narrazione tossica dell’industrializzazione turistica, confronto tra le narrazioni, ruolo degli attori strategici, processo di specializzazione del territorio e retoriche connesse.

L’industria turistica, in molti casi, è stata riconosciuta come una delle modalità con cui il sistema neoliberista mette al lavoro donne, uomini e territori. Gli attuali processi economici muovono proprio dalla sussunzione di interi ambienti di vita, dalla definizione di catene internazionali di comando e controllo dei soggetti, finalizzate alla valorizzazione dei capitali investiti.

Si tratta di politiche neocoloniali di rapina e sfruttamento che, sul terreno lasciano però le macerie di città, forme di vita, sistemi ambientali stravolti, irriconoscibili, sofferenti, che, malgrado si adattino alle nuove condizioni di vita, hanno deciso però di reagire e di riappropriarsi, in maniera inclusiva, della propria autonomia decisionale. Eccoci qui, noi ci siamo.

Intenso e creativo il confronto napoletano: ha coinvolto soggetti provenienti da tutta Italia coordinati dai compagni del Centro Sociale Santa Fede Liberata, del Laboratorio di Mutuo soccorso Zero81, dell’ex Asilo Filangieri, da ricercatrici e ricercatori della Federico II, e tanti altri, cui va riconosciuto il merito della calorosa e impeccabile organizzazione degli incontri.
Al termine è stato proposto di organizzare il prossimo incontro a Firenze, realtà fortemente compromessa dai processi distruttivi della turistificazione. Una battagliera opposizione sociale attiva in città e nell’area metropolitana, non intende arrendersi di fronte al “realismo capitalista”, che professa l’ineluttabilità della deriva turistica del nostro territorio.

Nel capoluogo toscano è stato già organizzato nel corso del 2017 dal laboratorio peUnaltracittà un ciclo di incontri dedicato a La fabbrica del turismo presso lo Spazio InKiostro.

Conosciamo tutti i problemi che ci affliggono, a partire dalla infrastrutturazione pesante dell’area, dall’aeroporto al doppio tunnel TAV al dirompente sistema delle tramvie, al centro storico, parco o dei divertimenti del Rinascimento, all’esplosione della rendita immobiliare, ai vari fondi finanziari internazionali diventati i veri padroni della città.

Il tema della critica della monocoltura turistica può, e secondo noi, deve diventare il tema unificante delle varie rivendicazioni in atto. Pensiamo che il riconoscimento di un unico filo rosso che le lega possa dare nuovo impulso sia alle vertenze a breve termine che a quelle con più ampio respiro.

Una approfondita riflessione è necessaria, una attiva e continua mobilitazione, inevitabile.

*Antonio Fiorentino

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perUnaltracitta

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All'opposizione in Consiglio comunale a Firenze dal 2004 al 2014, la lista di cittadinanza perUnaltracittà è poi diventata laboratorio politico per partecipare alle vertenze sul territorio e dare voce alle realtà di movimento anche attraverso la rivista La Città invisibile.

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