Su come funzionano le fake news, il giornalismo “ufficiale” e sul perché viene attaccato Potere al Popolo

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Viola e Potere al Popolo sono di nuovo sui giornali. Mica per quello che fanno – attività sociali, iniziative politiche, il corteo oggi a Trieste – o quello che pensano – le valutazioni sulla manovra del Governo, ad esempio… No, per un’inventata polemica con Chiara Ferragni.

Uno legge sta notizia e non può non pensare: “ma questi non c’hanno un cazzo da fare. Con tutti i problemi che ci sono parlano della Ferragni”. Ovviamente il lettore non va ad approfondire. Spesso si ferma al titolo. Titolo che è pensato per associare quell’oggetto ai pregiudizi che il lettore ha già, rinforzandoli. Per cui la notizia è l’ennesima dimostrazione che i comunisti e la sinistra sono inutili, ideologici, lontani dal popolo – questo è infatti il senso comune che ormai si è affermato, anche fra quelli di sinistra…

Ma da dove nasce questa non-notizia? Chi è che la “produce”?

Un po’ di ricerchine le sappiamo fare anche noi. Da qualche settimana abbiamo notato che ci sta addosso tal Francesca Totolo. La ricordate? E’ quella tizia che inventò la famosa fake news dello “smalto di Josefa”, la migrante salvata dall’acqua (https://goo.gl/hShCTx). Non è una giornalista, ma una propagandista di Casa Pound, che ha a disposizione un’ampia rete di contatti che arrivano fino a persone molto importanti…

Che fa la Totolo di mestiere? Inventa notizie. Ovviamente la prima regola di una fake news è che deve avere un piccolo appiglio con la realtà. Ad esempio, Josefa aveva davvero lo smalto sulle unghie: c’è lo screenshot, è la prova inoppugnabile. Viola ha davvero nominato la Ferragni in uno dei tanti post etc etc.

Agganciato il lettore, si lavora a ridefinire il contesto, facendo sparire il quando, il dove, il come e il perché e il SENSO del fatto, esagerando certi aspetti, inserendo un elemento di dubbio/complotto, concludendo con una sentenza morale.

E’ roba stra-studiata, ma non per questo la gente non ci casca.

La buona – si fa per dire – Totalo, lancia la notizia che poi viene ripresa da una serie di quotidiani esplicitamente fascisti, che agiscono in maniera coordinata, iniziano a creare il “caso”, anche perché il “caso” fa fare click e dunque soldi per la pubblicità, e questo meccanismo a volte arriva fino alla stampa mainstream.

La quale ormai si adatta ai parametri comunicativi e ai contenuti della destra perché sono quelli che fanno fare più accessi. Ovviamente questo crea un cortocircuito: si droga il lettore di certe notizie e così te ne chiederà sempre di più. In questo modo siamo arrivati in Italia ad avere una percezione tutta sballata del fenomeno migratorio, siamo un unicum in Europa. Ed è anche per questo motivo che mentre i giovani europei guardano a sinistra, i nostri guardano Donadel.

Ultimamente la Totalo sta degnando Potere al Popolo delle sue attenzioni: in poco tempo ha “lanciato” diversi video contro il Movimento Migranti e Rifugiati di Napoli che poi sono arrivati sulla pagina ufficiale di Salvini, che ha minacciato repressione (la repressione ha sempre infatti bisogno di preparare il terreno mediatico per legittimarsi). Poi è partita con la storia di “Desiree fortunata”, ed è riuscita a farla arrivare lontano… Infine ieri con Ferragni.

Così il Mattino di Napoli ripubblica Casa Pound forse senza nemmeno saperlo, e il neofascismo viene sdoganato, prima che ufficialmente, nella logica e nei contenuti.

Sbaglia chi non capisce o sottovaluta la gravità di quanto sta accadendo. E’ questo meccanismo comunicativo che crea fatti come quello di Macerata. O che fa il vuoto intorno ai contenuti di emancipazione, progresso, umanità, impedendo l’azione non di un singolo gruppo rivoluzionario o riformista, ma di tutti.

Sbaglia chi non considera che oggi il fascismo non è solo quello delle aggressioni squadriste per strada. Non si punta a demolire il nemico solo fisicamente. Si demolisce la sua immagine e credibilità, si destruttura la sua rete di legami, intimorendo chi dà solidarietà (perché se dai solidarietà sei a tua volta un radical chic).

Lo scopo è non far parlare le persone, o obbligarle a una comunicazione così misurata che non possano dire altro che banalità politicamente corrette, salvo poi attaccarle proprio perché dicono

banalità. Meccanismo già ampiamente sperimentato con la Boldrini.

Ora, distrutta la “sinistra di governo” e del passato, i fascisti che operano sempre per conto terzi (il padronato e il capitale) devono passare a Potere al Popolo. Perché è un progetto giovane e “senza colpe”, vedono che cresce nei sondaggi, ha un profilo antisistema che potrebbe recuperare parte di quell’elettorato di giovani e arrabbiati, Viola è un personaggio credibile… Meglio muoversi prima di trovarsi con una combattiva organizzazione popolare fra i piedi.

Ecco il senso di quello che sta accadendo in questi giorni. Giorni complicati perché c’è di mezzo anche l’approvazione del Decreto Sicurezza, con cui Salvini vuole chiudere la partita con i 5 Stelle, sottomettendo definitivamente il Governo alla sua linea politica.

Molti 5 Stelle dissidenti, oltre ad avere coscienza morale, hanno capito la posta in gioco politica e dunque puntano i piedi per evitare che il 5 Stelle ceda su tutto. Queste persone, e il pezzo di elettorato che rappresentano, sono molto lontane dalla sinistra storica, ma magari con Potere al Popolo potrebbero incontrarsi su vertenze specifiche… A maggior ragione bisogna evitare il coagularsi di un fronte trasversale di opposizione a Salvini. Ecco che non solo l’elettorato giovane e arrabbiato, ma anche quello dei 5 Stelle deve essere “allertato”…

A questo punto, ogni persona con un po’ di buon senso, capita la mossa, anche se non condivide Potere al Popolo dovrebbe essere pronto a disinnescare queste fake news e lavorare nel senso della “protezione” di questo movimento che comunque ha il merito di portare avanti istanze effettivamente importanti per i giovani e le classi popolari… Purtroppo la nostra frammentazione e la nostra incomprensione del fatto di star combattendo una vera e propria “guerra civile”, fa sì che questo meccanismo manchi spesso. Ma niente è per sempre, e a breve questi meccanismi di solidarietà torneranno a essere immediati…

In ogni caso, è probabile che gli attacchi nelle prossime settimane si intensificheranno. Vuol dire che ci divertiremo un po’ 

D’altronde siamo qui proprio perché il fascismo, nelle sue nuove forme, non prenda piede nel nostro paese. E se pensano di intimorirci hanno sbagliato palazzo. Siamo qui per restare!

*Salvatore Prinzi

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Salvatore Prinzi

Salvatore Prinzi

Dottore di ricerca in filosofia contemporanea alla Sorbona e successivamente in filosofia politica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, lavora presso l'Università di Napoli Federico II. Si è occupato di Machiavelli, Gramsci, Castoriadis, di marxismo e di fenomenologia, di Gabriel Tarde, di cui ha tradotto e curato diverse opere. Fra le sue ultime pubblicazioni,un'introduzione al pensiero di Melreau-Ponty (Una filosofia della percezione, del corpo, del senso, 2016) e la traduzione de L'unione dell'anima e del corpo in Malebranche, Biran, e Bergson di Merleau-Ponty (2017). Sempre nel 2017 ha pubblicato per Mimesis : "Scrivere le cose stesse- Merleau-Ponty, il letterario, il politico".

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