“Home Page”, giovani, precari e senza casa. La ricerca della Fondazione Michelucci

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Affrontare il tema dell’abitare e dell’accesso all’abitazione in un periodo storico caratterizzato da una precarietà ed instabilità economica e sociale, che sta sempre più diventando sistemica, è certamente questione delicata e di non facile risoluzione per le molteplici implicazioni che questo comporta.

Le difficoltà abitative investono oggi una porzione sempre più ampia di popolazione che non riguarda più una sola categoria, quella più fragile e marginale, ma un numero ben maggiore e variegato sia per tipologia di utenza che per fascia d’età e appartenenza sociale.

Accanto a quella categoria conosciuta come ‘fascia grigia’, ovvero coloro che “hanno un reddito troppo elevato per accedere all’edilizia residenziale pubblica, ma che tuttavia non possono far fronte a canoni di affitto stabiliti dal mercato” (definizione oramai diventata anche troppo stretta), è necessario prendere in considerazione anche situazioni diverse: giovani che a causa di una mancata indipendenza lavorativa ritardano la propria uscita dal nucleo familiare o di quelli che, al contrario, per motivi di studio o lavoro sono costretti a dover affrontare costi d’affitto spropositati, lavoratori precari con stipendi non sempre garantiti, genitori single o separati, anziani soli con abitazioni dai costi di gestione troppo elevati e l’elenco potrebbe ancora continuare.

Definire il campo del bisogno e delle possibili categorie, significa intercettarne le esigenze abitative in merito non solo alle possibilità economiche ma anche alle necessità abitative in relazione allo spazio.

Per spazi dell’abitare non ci si riferisce esclusivamente all’aspetto residenziale privato, ma anche a quello dei servizi condivisi, degli spazi semi-pubblici e pubblici che complessivamente costituiscono i ‘modelli abitativi’ in gran parte analizzati nel lavoro di ricerca.

Modelli abitativi esistenti nel contesto italiano ed europeo, dunque possibili, ma indagati in senso critico, così da riuscire ad isolarne quei fattori che potrebbero integrarsi alle esigenze degli utenti della città di Firenze in modo da generare linee guida per esperienze sostenibili, sia da un punto di vista spaziale, ma soprattutto gestionale.

Il lavoro di ricerca, realizzato grazie all’interesse e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, prende piede da un quadro generale sulla condizione abitativa fiorentina indagando l’efficacia dei percorsi abitativi per queste categorie estese di popolazione, nel contesto della città metropolitana, alla luce delle sue criticità attuali ma soprattutto delle esigenze future. Questo lavoro costituisce un primo passo per la comprensione del fenomeno e premessa necessaria per poter affrontare il tema dell’accesso all’abitazione attraverso analisi e la proposizione di modelli abitativi efficaci.

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*Lavoro di ricerca a cura della Fondazione Giovanni Michelucci
CoordinamentoMassimo Colombo
Gruppo di ricercaDaniela Battipaglia, Ilaria Dini, Sara Priolo, Valentina Santi

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Fondazione Giovanni Michelucci
Giovanni Michelucci è stato uno dei più grandi architetti del XX secolo. Negli ultimi anni di vita si è impegnato per la costituzione di una Fondazione con "lo scopo di contribuire agli studi ed alle ricerche nel campo dell'urbanistica e della architettura moderna e contemporanea, con particolare riferimento ai problemi delle strutture sociali, ospedali, carceri e scuole". Preceduta dalla realizzazione del "Centro Studi La Nuova Città" a Fiesole e dal Centro di documentazione Giovanni Michelucci a Pistoia, la Fondazione Michelucci viene costituita nel 1982 con la Regione Toscana ed i comuni di Pistoia e Fiesole. Nel testamento Michelucci la nomina sua erede universale e nel 1999 aderisce alla Fondazione anche il Comune di Firenze. La Fondazione Michelucci si caratterizza come punto di riferimento nella ricerca sui temi dell'habitat sociale e del rapporto fra spazio e società, operando per l'intreccio fra spazio urbano e abitativo con le tematiche chiave della società contemporanea tra cui salute e assistenza, devianza e istituzioni totali, immigrazione e convivenza.
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