In difesa della Polveriera. L’assessore e l’eterogenesi dei fini

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All’inizio del suo mandato l’assessore regionale Monica Barni si era distinta per non aver considerato una interessante opportunità di sistemazione della Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze; oggi per completare le “cattive azioni” della Giunta toscana, emerge pubblicamente per aver convinto il CdA del Diritto allo Studio a cacciare “La Polveriera” dai due stanzoni che sono stati occupati e attrezzati dal 2014 per gli incontri culturali promossi da questa effervescente associazione universitaria. Noi del Laboratorio abbiamo frequentato La Polveriera e la riteniamo una preziosa realtà di produzione culturale, di collettore di forze intellettuali libere, di forum del pensiero critico.
 
Troppo per amministratori/ici che, abbandonata la mediazione politica, sembrano aver consegnato – consapevolmente o meno – la città e la regione alle forze della rendita e ai piloti del mercato cui si sono votati. Così con noncuranza, forse con ignavia, la Fondazione regionale del Diritto allo Studio oggi nega il diritto alla formazione autodeterminata, complemento sostanziale dello studio e della crescita umana della comunità cittadina.
 
Il pretesto è addirittura ridicolo: la necessità da parte della Regione Toscana di utilizzare lo spazio per propri uffici. In presenza di una vendita colossale del demanio regionale, oltre 80 edifici, tra le più insensate quella di villa Fabbricotti con il suo parco, a qualche centinaio di metri da porta a San Gallo. La villa può accogliere almeno il triplo degli uffici ricavabili dalle due stanze della Polveriera, per non parlare di Sant’Orsola già destinata negli anni Settanta al Diritto allo Studio e ora da bonificare e restituire alla produzione culturale diffusa, alla città, solo per iniziare a controbilanciare la turistificazione selvaggia che un decentramento insensato ha fatto straripare ovunque nel centro antico.
 
Alla Polveriera, al suo presidio di Sant’Apollonia va tutta la nostra solidarietà e il sostegno attivo e resistente del Laboratorio.
 
perUnaltracittà – laboratorio politico
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All'opposizione in Consiglio comunale a Firenze dal 2004 al 2014, la lista di cittadinanza perUnaltracittà è poi diventata laboratorio politico per partecipare alle vertenze sul territorio e dare voce alle realtà di movimento anche attraverso la rivista La Città invisibile.

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