Vicofaro: una sentenza che restituisce giustizia e speranza

La Giustizia ha pronunciato la sua sentenza: il Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana ha giudicato fondato il ricorso di don Massimo Biancalani e della parrocchia di Santa Maria Maggiore di Vicofaro per l’annullamento dell’Ordinanza del Comune di Pistoia dell’11 settembre 2018, con cui si ordinava al sacerdote “di cessare l’attività di accoglienza di persone comunitarie e extracomunitarie effettuata nei locali della parrocchia”.

Sono illuminanti alcuni passi della sentenza riguardo all’insipienza politica e all’incapacità – unite a una mancanza totale di progettualità sull’emigrazione e di attenzione umana – che l’amministrazione comunale ha dimostrato nel perseguitare il Centro di accoglienza di Vicofaro.
Si riconosce che “nel ricorso risulta fondata la censura di competenza”. Cioè il Sindaco non ha avuto il coraggio di assumersi la responsabilità dell’Ordinanza, che avrebbe potuto essere assunta solo da lui, poiché richiama la necessità di tutela dell’incolumità privata e pubblica, che non è di competenza di un dirigente, come invece è stato fatto.
Il balbettio del comunicato emesso dall’Amministrazione comunale ribadisce la sua volontà persecutoria verso l’accoglienza svolta generosamente, ormai da quasi tre anni, nei locali della parrocchia.

Nella sentenza si sottolinea pure che “si è anche costituito il Ministero dell’Interno – leggasi l’onnipresente Matteo Salvini – producendo una memoria difensiva con la quale ha preso posizione sui singoli motivi del ricorso chiedendone il rigetto”.
Una bella sconfitta per il trionfante ministro! Non sempre è vincente la sua disumanità, dimostrata anche in questi giorni con la vergognosa vicenda dei 47 rifugiati, ai quali, nonostante le disastrose condizioni, ha impedito per settimane lo sbarco nei porti italiani.

Da tempo l’attuale governo, come anche i precedenti, ha dichiarato guerra al mondo della solidarietà e ai suoi abitanti non solo in mare, ma anche a terra: alle Ong, alla rete locale dei Cara, dei Cas, degli Sprar e a tutto ciò che vuole restituire un sorriso e una speranza a chi l’ha perduta. È la strategia della paura trasformata in legge dalla maggioranza gialloverde in Parlamento, con l’approvazione due mesi fa del suo decreto di presunta sicurezza.

L’esperienza condotta a Vicofaro da don Massimo, dai suoi collaboratori e dalla comunità, in mezzo a gravi difficoltà, senza mai respingere nessuno, dimostra che non è possibile fare un’accoglienza a bassa intensità, che occorre, che è possibile combattere nella nostra città la cultura devastante della paura. L’accoglienza di centinaia di persone nel bisogno è stata un servizio all’intera cittadinanza, al quale finora l’Amministrazione non ha mai contribuito, ma che in compenso ha continuamente osteggiato.
Siamo convinti che solo esponendoci in prima persona e lavorando a fianco degli ultimi, si può costruire un discorso e un progetto sulle scelte politiche immediate, impegnare e costringere le istituzioni dello Stato a combattere la cultura dell’odio. Per accogliere l’altro occorre fare esperienza di costruzione comune in una misura oggi sconosciuta, perciò occorre farlo insieme. Quando si fa questo, l’educazione e la pratica diventano politica, condivisione dell’umano.

Lo sappiano quelli che oggi si arrogano il titolo di politici, mentre esercitano solo un potere che galleggia sulle divisioni e sull’odio.
Lo sappiano che ci opporremo sempre all’attuale degrado della vita pubblica: senza il dialogo di vita non c’è sviluppo politico possibile.

Vicofaro esiste e resiste.

*Assemblea Antirazzista Antifascista – Vicofaro/Pistoia