Firenze, 29 Febbraio 2008
Il Sindaco Domenici, e i vertici del PD, dovranno prima o poi accettare il fatto che ci siano posizioni diverse dalle loro: evidentemente la sindrome da comando assoluto è dura da superare.
E' infatti paradossale che si stupiscano delle difficoltà che incontrano nel processo di assestamento del servizio idrico intorno alla posizione del socio privato, ACEA, peraltro sanzionato dall'antitrust. La posizione dei movimenti è chiara e nota da tempo, e ora c'è un impegno anche della sinistra istituzionale. Piuttosto, nella Toscana delle 43.000 firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico, dovrebbero essere i cittadini a stupirsi dell'arroganza con cui questi amministratori, ed il PD nel suo insieme, ignorano certe istanze, come pure non tengono in minimo conto la moratoria promossa dal pur timido governo Prodi, e quanto contenuto nel suo programma che era stato a suo tempo da loro sottoscritto.
Questa posizione ideologica che vede come unico riferimento il mercato e trasforma i territori e le loro risorse in beni economici da cui trarre profitti troverà, ci auguriamo, una crescente opposizione da parte dei cittadini, dei movimenti e della sinistra tutta.
Il Sindaco Domenici, e i vertici del PD, dovranno prima o poi accettare il fatto che ci siano posizioni diverse dalle loro: evidentemente la sindrome da comando assoluto è dura da superare.
E' infatti paradossale che si stupiscano delle difficoltà che incontrano nel processo di assestamento del servizio idrico intorno alla posizione del socio privato, ACEA, peraltro sanzionato dall'antitrust. La posizione dei movimenti è chiara e nota da tempo, e ora c'è un impegno anche della sinistra istituzionale. Piuttosto, nella Toscana delle 43.000 firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico, dovrebbero essere i cittadini a stupirsi dell'arroganza con cui questi amministratori, ed il PD nel suo insieme, ignorano certe istanze, come pure non tengono in minimo conto la moratoria promossa dal pur timido governo Prodi, e quanto contenuto nel suo programma che era stato a suo tempo da loro sottoscritto.
Questa posizione ideologica che vede come unico riferimento il mercato e trasforma i territori e le loro risorse in beni economici da cui trarre profitti troverà, ci auguriamo, una crescente opposizione da parte dei cittadini, dei movimenti e della sinistra tutta.
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