Firenze, 15 Marzo 2007
Una vera e propria contraddizione. I fiorentini sono anni luce più avanti di chi li amministra. Hanno capito che l'acqua è un bene comune non illimitato e hanno iniziato a consumarne meno. E cosa fa Publiacqua, società per azioni in mano alla multinazionale Acea? Li punisce aumentando le tariffe, fino al 9,5% in più, perché i mancati introiti vanno coperti a tutti i costi con la tariffa. E' la legge che lo vuole. Quella stessa legge avversata dalla rete dei movimenti che in Toscana chiedono da anni la ripubblicizazione dell'acqua e che lo hanno fatto anche con una proposta di legge popolare ignorata dalla Regione Toscana. La Regione e i Comuni dell'Ato 3, a partire dal Comune di Firenze, tutti enti governati uniformemente dalla stessa maggioranza, hanno sposato in pieno il modello liberista della privatizzazione, rifiutando a priori ogni discussione con chi denuncia da tempo le storture del sistema.
I nostri amministratori non hanno scuse. Sapevano che sarebbe andata così ma niente hanno fatto. Nel 2003 si è tenuto a Firenze il primo Forum Mondiale dell'Acqua, che evidenziava chiaramente quanto sarebbe successo in Toscana non appena la gestione fosse passata ai privati. L'economista Riccardo Petrella, fondatore del Contratto Mondiale dell'Acqua e oggi incaricato dal governo Prodi di lavorare per la difesa dei beni comuni, è stato a Firenze sempre osteggiato per le sue analisi. Questo è il risultato.
Oggi a Firenze la cultura dei cittadini è più avanti rispetto alla cultura dei loro amministratori che non sono in grado di capire la complessità dei nostri tempi o sono in cattiva fede. A pagare intanto è chi risparmia i consumi e rispetta come non mai un bene comune dell'umanità.
Una vera e propria contraddizione. I fiorentini sono anni luce più avanti di chi li amministra. Hanno capito che l'acqua è un bene comune non illimitato e hanno iniziato a consumarne meno. E cosa fa Publiacqua, società per azioni in mano alla multinazionale Acea? Li punisce aumentando le tariffe, fino al 9,5% in più, perché i mancati introiti vanno coperti a tutti i costi con la tariffa. E' la legge che lo vuole. Quella stessa legge avversata dalla rete dei movimenti che in Toscana chiedono da anni la ripubblicizazione dell'acqua e che lo hanno fatto anche con una proposta di legge popolare ignorata dalla Regione Toscana. La Regione e i Comuni dell'Ato 3, a partire dal Comune di Firenze, tutti enti governati uniformemente dalla stessa maggioranza, hanno sposato in pieno il modello liberista della privatizzazione, rifiutando a priori ogni discussione con chi denuncia da tempo le storture del sistema.
I nostri amministratori non hanno scuse. Sapevano che sarebbe andata così ma niente hanno fatto. Nel 2003 si è tenuto a Firenze il primo Forum Mondiale dell'Acqua, che evidenziava chiaramente quanto sarebbe successo in Toscana non appena la gestione fosse passata ai privati. L'economista Riccardo Petrella, fondatore del Contratto Mondiale dell'Acqua e oggi incaricato dal governo Prodi di lavorare per la difesa dei beni comuni, è stato a Firenze sempre osteggiato per le sue analisi. Questo è il risultato.
Oggi a Firenze la cultura dei cittadini è più avanti rispetto alla cultura dei loro amministratori che non sono in grado di capire la complessità dei nostri tempi o sono in cattiva fede. A pagare intanto è chi risparmia i consumi e rispetta come non mai un bene comune dell'umanità.
Prossimi appuntamenti
| Sab 19 Mag 15:00 - 19:00 Manifestazione contro la privatizzazione dell'ATAF |
| Mar 22 Mag 16:00 - 19:30 Il Tunnel TAV di Firenze e le “Grandi Opere Inutili” nella crisi economica globale |
| Ven 25 Mag 15:30 - 19:30 Dall'emergenza abitativa al recupero del patrimonio |



















