Venerdì, 18 Maggio 2012
   
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Appalti e affari, Publiacqua spa ha il dovere di essere limpida e trasparente

Acqua

Firenze, 29 Marzo 2007

Non vedo, non sento, non parlo. Lo stile delle tre scimmiette diventa protagonista della gestione delle partecipate

Questo il testo dell'intervento di Ornella De Zordo, capogruppo di Unaltracittà/Unaltromondo
«Non vedo, non sento, non parlo: questo potrebbe essere lo slogan da attribuire alla partecipata del Comune, Publiacqua. Si apprende che nel capitolato di una gara d'appalto, indetto da Publiacqua e finito sotto inchiesta della magistratura, "è sparita" la clausola che vieta a chi ha vinto un appalto di subappaltare ad imprese che abbiano partecipato alla gara stessa.
NON PARLO Publiacqua non ritiene opportuno per ora commentare il perchè della scomparsa di una clausola di evidente trasparenza nel non sempre limpido, gentile eufemismo, mondo degli appalti. Trasparenza dovuta sempre, ma che diventa tanto più opportuna in un momento in cui il comune di Campi è travolto da una bufera giudiziaria e ancora una volta ci troviamo di fronte alla supplenza della magistratura nell'opera di vigilanza sulla limpidezza dello svolgimento delle procedure di gara in ogni settore.
NON SENTO Di fronte alla richiesta di ripubblicizzazione dell'acqua bene comune, ci siamo più volte sentiti rispondere che non se ne sente proprio il bisogno data l'esperienza Publiacqua che è un esempio preclaro del "moderno" privato a controllo pubblico. Già il paradosso dei cittadini puniti dall'aumento delle tariffe per essere stati virtuosi e avere abbasati i consumi (abbassando di conseguenza gli utili) aveva chiarito quali interessi sono tutelati.
NON VEDO L'assessore Coggiola che dovrebbe appunto controllare afferma che se la clausola è scomparsa è un fatto grave, ma che non ne sa niente. E' questo il controllo esercitato?
C'è bisogno di massima chiarezza e trasparenza, l'acqua è un bene comune e tale deve tornare ad essere».

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