Venerdì, 18 Maggio 2012
   
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Aumenti acqua, De Zordo: "Commissione d'inchiesta per fare chiarezza"

Acqua

Firenze, 1 Settembre 2008

E' l'ora di vederci chiaro nella vicenda di Publiacqua, con le sue delibere contraddittorie, i dati carenti e le tabelle con aumenti poco comprensibili; per questo invitiamo a firmare la petizione on-line www.firmiamo.it/aquaveritastoscana (oppure Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) affinché venga insediata subito una Commissione di inchiesta del Consiglio regionale e si faccia chiarezza su determinazione delle tariffe, canoni di concessione, contabilità, bilancio e contenziosi legali coi lavoratori. La petizione è stata formalizzata dal Forum e dalle Reti toscane per l'acqua pubblica dopo che il Comitato di vigilanza sulle risorse idriche (CO.VI.RI) ha ritenuto illegittimo l'accordo con cui i comuni toscani del medio Valdarno, Firenze in testa, nel marzo 2007 hanno trasferito al gestore Publiacqua s.p.a. 6,2 milioni di euro come "conguaglio ai ricavi". Ovviamente a carico degli utenti, attraverso una pronta revisione straordinaria delle tariffe avvenuta nel luglio 2007. Ma secondo il CO.VI.RI "al gestore non andava riconosciuto alcun margine di guadagno oltre quanto già stabilito" e infatti si trattava di ordinarie attività di gestione che per legge si deve accollare il gestore. Così Publiacqua deve rimborsare la somma a chi se l'è già vista caricare in bolletta e a Firenze regna grande confusione visto che l'assessore Albini sostiene che la cifra non è mai stata addebitata ai fiorentini.

Ricordiamo che secondo il rapporto internazionale sull'acqua e sui relativi costi realizzato da Nus Consulting Group, negli ultimi 5 anni (dal 2003 al 2008) in Italia i costi idrici sono aumentati del 35% e a Firenze abbiamo tariffe ben oltre la media nazionale con 72 centesimi al mc (a Palermo 35,12 centesimi); Publiacqua chiude il bilancio d'esercizio del 2007 con un attivo di più di 5 milioni di euro ma paradossalmente ha aumentato le tariffe per chi consuma meno acqua perchè i mancati introiti vanno coperti comunque. Ci dicono che sia la legge di mercato e così a Firenze chi meno consuma più paga, alla faccia del risparmio di una risorsa non illimitata, dell'equità sociale e del fatto che l'acqua non può essere considerata una merce qualunque sul mercato bensì un bene comune fondamentale per la sussistenza. Chiarezza dunque a 360 gradi sul funzionamento di una S.p.A. in cui i profitti delle potenti multinazionali vengono sempre prima del servizio agli utenti che i soci pubblici, seppure di maggioranza come il comune di Firenze, mostrano di non saper in alcun modo proteggere.

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