Mercoledì, 23 Maggio 2012
   
Text Size

Acqua

Publiacqua. Solo il 27% degli utili va agli investimenti. tradito il referendum

Acqua

E intanto Cispel Toscana segnala la mancanza di copertura finanziaria per molti interventi urgenti

“Solo il 27% degli utili sono destinati ad investimenti, lo dichiara la stessa azienda Publiacqua Spa presentando il bilancio 2011, mentre in netto contrasto il Cispel denuncia la mancanza di copertura finanziaria per molti interventi urgenti per la messa in sicurezza della rete sul territorio – Lo affermano i Consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo che aggiungono: "Considerato lo stato in cui versa la rete idrica e fognaria dei 49 Comuni serviti da Publiacqua spa ci sembra che destinare ben il 73 % degli utili del 2011, ovvero 11,5 milioni di euro, ai soci proprietari sia una scelta sbagliata che penalizza il territorio e gli utenti stessi che con le loro bollette hanno prodotto tali utili.”

“Non vorremmo che per coprire i necessari interventi, Publiacqua Spa dovesse ricorrere a linee di finanziamento con le banche, riuscendo nella inarrivabile impresa di: non eliminare il 7% dalla bolletta come da referendum, non migliorare quanto si potrebbe il servizio idrico, mantenere le bollette fra le più care d’Italia e continuare a distribuire gli utili ai soci proprietari sia che essi siano Comuni che multinazionali come ACEA."

"Complimenti! - concludono i due consiglieri - proprio in linea con i referendum che hanno sancito che dall’acqua non vanno fatti profitti.”

   

Acea privatizzata, gli effetti su Publiacqua

Acqua

PRIVATIZZAZIONE ACEA, DE ZORDO E GRASSI : "GLI EFFETTI DELLA VENDITA DEL 21% DI ACEA AI PRIVATI SI VEDRANNO ANCHE A FIRENZE. QUALE LA POSIZIONE DEL COMUNE ?".

A Roma si sta decidendo anche del futuro dell'azienda fiorentina di Publiacqua spa.

"Con la vendita del 21% delle quote della società ACEA da parte del Comune di Roma, anche a Firenze si vedranno gli effetti della privatizzazione nella società Publiacqua spa, di cui il 40% è in mano ad una delle partecipate di ACEA,  - affermano i Consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo - nonostante l'esito schiacciante del Referendum dello scorso giugno, a cui gli italiani hanno espresso chiaramente la volontà di andare verso una veloce e netta ripubblicizzazione del servizio idrico, a Firenze e a Roma si fa di tutto per rafforzare il potere dei privati nelle società di gestione e di render più difficile il percorso verso la riacquisizione delle quote da parte dei Comuni".
"Quale sia la posizione del Comune di Firenze, sulla scelta adoperata dal Comune di Roma e dalla Giunta di centro-destra? ci saremmo aspettati una netta presa di posizione contraria da parte dell'Amministrazione Renzi, ma tutt'oggi nessuna parola è stata detta in merito. Forse si ha paura di indispettire i partner privati a cui tanto tiene il Sindaco Renzi e il Presidente D'Angelis ?"
"Presenteremo una interrogazione urgente per ottenere una presa di posizione chiara da parte del Comune - concludono i due Consiglieri - e ci chiediamo se e per quale motivo Firenze deve essere complice della decisione di una ulteriore privatizzazione, fatta da Alemanno esclusivamente per incassare qualche euro in più contro il volere di gran parte degli italiani".
   

Acqua, De Zordo: "Con quale autorità D'Angelis richiama i cittadini a responsabilità"?

Acqua

"Il presidente di Publiacqua D'Angelis invita i cittadini ad un uso responsabile dell'acqua. Ma con quale autorità si rivolge ai cittadini un esponente di quella classe dirigente politica e amministrativa che non vuole ascoltare l'invito dei cittadini stessi ad un uso responsabile del risultato referendario?", ha commentato così Ornella De Zordo la dichiarazione odierna di D'Angeli.

   

Acqua bene comune. "Un milione di firme da tutta Europa, la prossima sfida che parte da Marsiglia"

Acqua

Assurdo l'accordo tra Toscana e Israele mentre si bombarda Gaza
Acqua bene comune, De Zordo e Grassi: "Un milione di firme da tutta Europa, la prossima sfida che parte da Marsiglia"
Il commento di perUnaltracittà sul Forum Alternativo Mondiale dell'Acqua

"Raccoglieremo un milione di firme in tutta Europa per fermare la privatizzazione dell'acqua e proporre un’iniziativa legislativa alla Commissione Europea. Lo faremo in comune accordo con le reti, i movimenti, le associazioni impegnate sull'acqua bene comune grazie alla possibilità di utilizzare l’Iniziativa dei cittadini Europei, ovvero lo strumento di democrazia diretta recentemente introdotto dal trattato di Lisbona" [info http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/welcome?lg=it]. Lo ha detto il Forum Alternativo Mondiale dell'Acqua citato da De Zordo e Grassi durante il consiglio comunale che si è tenuto oggi a Palazzo Vecchio.

A nove anni dalla prima edizione del Forum che ebbe luogo a Firenze mai come oggi le distanze tra movimenti per l'acqua bene comune e le istituzioni italiane, nazionali e locali, sono lontane. A nove mesi dal referendum che ha fermato le mire speculative dei privati sull'acqua ancora niente è stato fatto per dare seguito ad una volontà popolare schiacciante.

Niente ha fatto il Comune di Firenze, Publiacqua spa è sempre più un fortino a difesa degli interessi dei soci privati, nel silenzio assordante della giunta comunale. Poco ha fatto il Governo, dopo aver tentato di privatizzare tutto il possibile nel decreto Salva Italia. Il ministro Clini, sollecitato dal Forum dei movimenti, ha però scritto, inascoltato, alle Regioni di attuare il referendum, aggiungendo che "la tutela e la gestione efficiente delle acque richiedono investimenti e manutenzioni impegnativi, a patto che non generino vantaggi speculativi e rendite finanziarie per i gestori dei servizi".

Niente ha fatto la Regione Toscana, che, al di là di qualche dichiarazione di plauso a Clini vede immobile l'assessorato all'ambiente guidato da Anna Rita Bramerini su un tema delicato come quello delle tariffe. Addirittura il presidente Enrico Rossi ha incontrato venerdi scorso l'ambasciatore dello Stato di Israele per attuare un programma di scambio sul "grande tema dell’acqua e della razionalizzazione dei suoi usi, per fronteggiare i cambiamenti climatici e gli effetti di desertificazione", senza accorgersi che proprio in questi giorni il deserto nella Striscia di Gaza lo stanno facendo i caccia israeliani che con i loro attacchi hanno ucciso fin'ora ben 25 palestinesi.

Male hanno fatto i Comuni dell'Ato2 ignorando i risultati referendari confermando la remunerazione del capitale investito e prolungando la gestione ai privati. Colpisce inoltre il continuo "marketing verde" portato avanti dalle aziende per consolidare una gestione privatistica a cui ben oltre 25 milioni di italiani hanno detto di no nel giugno scorso. Primo su tutti l'uso strumentale dei "fontanelli" (che hanno un costo per la collettività di circa 40.000 euro oltre ai consumi) ma anche, è solo l'ultimo esempio tra tanti, Confservizi Cispel Toscana, Acque spa, Publiacqua spa giovedì ci racconteranno di nuovo quanto è buona la "loro" acqua del rubinetto, e ci mancherebbe altro fosse cattiva.

In questo quadro il Comune di Roma vende infine il 21% delle quote di Acea, proprietaria di Publiacqua, aumentando così il peso dei privati sull'acquedotto fiorentino.

A Marsiglia intanto si è dato voce a chi la politica la intende fare con passione al servizio del bene comune. I tanti attivisti, le reti e i movimenti in difesa dell'acqua bene comune hanno terminato Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua con la volontà di arrestare la privatizzazione e la finanziarizzazione dell’acqua e ottenere il pieno riconoscimento dell’acqua come diritto. Quattro i punti fondamentali: 1) l’acqua non è una merce ma un diritto universale e un bene comune; 2) il superamento del full cost recovery come principio guida del finanziamento del servizio idrico; 3) garantire a tutti l’accesso al quantitativo minimo vitale d’acqua; 4) la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla gestione del servizio.
   

Acqua, il ministro Clini alla Regione Toscana: "Stop con i profitti dei privati, attuate il referendum"

Acqua

De Zordo: "Gli enti locali tornino nella legalità e ascoltino i cittadini che hanno deciso la ripubblicizzazione"

A seguito dell'incontro ottenuto il 23 febbraio con l'iniziativa Occupy Clini dal
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua con il Ministro dell'Ambiente ( https://twitter.com/#!/AcquaBeneComune) nel corso del quale sono state poste alcune precise richieste in merito ai referendum sull'acqua dello scorso giugno e al rispetto degli esiti dello stesso, qualcosa di importante è successo: una nota pubblicata sul sito del Ministero e una lettera ufficiale indirizzata al presidente dell’Autorità dell’energia e a tutti i presidenti delle regioni nelle quali si dice di dare seguito al referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua e fermare la speculazione e le rendite dei privati che gestiscono gli acquedotti italiani. Scrive testualmente il ministro: "La tutela e la gestione efficiente delle acque richiedono investimenti e manutenzioni impegnativi, a patto che non generino vantaggi speculativi e rendite finanziarie per i gestori dei servizi", e aggiunge che è pertanto necessario "riordinare complessivamente la gestione del sistema idrico italiano dando attuazione al referendum del giugno scorso, come espressamente indicato dalla Corte costituzionale con la sentenza 26/2011."

Cosa aspetta il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, oggi sollecitato dal Governo che gli chiede di rispettare la legge, visto che la Regione Toscana, a partire dall'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini, nulla ha fatto nonostante siano passati ben otto mesi dal voto referendario in cui la stragrande maggioranza degli italiani ha chiesto la ripubblicizzazione dell'acqua? I cittadini chiedono certezza delle norme e rapidità di azione. Perché niente è stato fatto fino ad oggi?

Anche a Firenze si continua a negare l'evidenza dei risultati referendari e Publiacqua rimane a disposizione dei profitti dei privati a scapito dei diritti dei cittadini e delle loro tasche. Indipendentemente dalla retorica spesa, un'amministrazione che temporeggia e non attua la volontà popolare non fa altro che allargare il solco tra la politica dei partiti e il desiderio di partecipazione del popolo nella gestione dei beni comuni.

Mentre i cda delle partecipate toscane restano saldamente in mano a manager privati e a politici riciclati o di secondo piano, altrove ci si è mossi:
è di questi giorni la notizia che l'ATO dell'Alto Veneto ha deliberato di scorporare il 7% in bolletta a seguito dell'esito del referendum, mentre in una città come Napoli la Arin spa è diventata Consorzio pubblico Abc e gli utili del servizio idrico saranno reinvestiti e le tariffe adattate al reddito degli utenti.

L'altrapolitica ha battuto così l'antipolitica dei partiti tradizionali. La trasformazione da spa in azienda speciale di diritto pubblico è stata infatti il frutto di un positivo confronto tra esperti di diritto, movimento referendario, cittadini e amministratori durato tre mesi. A Napoli il nuovo cda del consorzio pubblico Abc è costituito da 5 persone: tre tecnici e due esponenti dei movimenti, mentre è stato costituito un comitato di sorveglianza composto da rappresentati degli utenti e dagli stessi lavoratori.

La lettera del ministro ai presidenti di Regione
http://www.minambiente.it/export/sites/default/archivio/comunicati/testo_originale_lettera_clini_authority.pdf

Il comunicato stampa di Corrado Clini
http://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?lang=&item=/documenti/comunicati/comunicato_0302.html

   

Pagina 1 di 13

Gli rss di perUnaltracittà

comunicati_feedIscriviti gratuitamente per ricevere tutte le novità pubblicate sul sito

Seguici su

  • Facebook Page: 127496850694730
  • Flickr: perunaltracitta
  • Twitter: perunaltracitta
  • YouTube: perunaltracitta

In evidenza

perunaltracitta-kmzero-240x60

Bilancio_2012_2014_Comune_di_Firenze_proposte_De_Zordo

banner_puc_240x60_contro_la_crisi

banner_puc_240x60_eventi_convegni

banner_puc_240x60_newsletter

banner_puc_240x60_piano_strutturale

banner_quaderni_240x60

Prossimi appuntamenti

perUnaltracittà per...

banner_puc_240x60_alterpiano

notav

banner_puc_240x60_altracitta

banner_puc_240x60_veronica

banner_puc_240x60_salviamoilpaesaggio

banner_puc_240x60_microcredito

dmkmzero-240x80

banner_puc_240x251_disobbedienza_acqua

nooil-a4x4-Banner

I nostri atti

atti_nuovi

atti

Contribuisci anche tu

La lista di cittadinanza perUnaltracittà è completamente autofinanziata.

Anche tu puoi contribuire alla sua crescita con
una donazione sul conto corrente:

Iban - IT80 M050 1802 8000 0000 0114 009

presso Banca Popolare Etica.