Privatizzazioni acqua e gas. Solo aumenti delle tariffe anche per la Corte dei Conti.
De Zordo: "Confermate le analisi dei movimenti per la ripubblicizzazione"
Acqua e energia, autostrade e banche. Per la Corte dei Conti con la loro privatizzazione sono aumentati i profitti (dei privati) ma solo per effetto dell'aumento delle tariffe, le più alte in Europa, e non per il recupero di efficienza. Per Adusbef e Federconsumatori si conferma un «sistematico saccheggio» ai danni degli utenti che avrebbe contribuito a sfilare dalle tasche dei consumatori «ben 9.270 euro di rincari a famiglia, per oltre 170 miliardi di euro».
Un'analisi, quella della Corte dei Conti resa pubblica oggi, che deve dare una sveglia anche ai politici del centrosinistra toscano che governa da anni i processi di privatizzazione locali a partire da quello di Publiacqua, che - non è un caso - da quando è stata privatizzata ha visto esplodere le tariffe a danno dell'utenza.
L'attenta e dettagliatissima relazione può essere scaricata dal sito ufficiale: “Obiettivi e risultati delle operazioni di privatizzazione di partecipazioni pubbliche”. Un'ulteriore prova che le battaglie portate avanti da anni da cittadini, associazioni e movimenti per la ripubblicizzazione dei beni comuni - a partire dall'acqua - non hanno, e non avevano niente di strumentalmente ideologico.
Oggi gli amministratori pubblici non hanno davvero più scuse quando perseverano con le privatizzazioni, anche a sinistra. Se in buona fede, significa che non hanno ancora compreso i meccanismi economici che regolano il mercato liberista; se in cattiva fede, vuol dire che in qualche modo hanno avuto il loro tornaconto in termini economici o di potere nel soddisfare gli appetiti delle aziende private a caccia di "buone doti" nel pubblico. In ambedue i casi è evidente il loro fallimento come amministratori del bene comune.
De Zordo: "Confermate le analisi dei movimenti per la ripubblicizzazione"
Acqua e energia, autostrade e banche. Per la Corte dei Conti con la loro privatizzazione sono aumentati i profitti (dei privati) ma solo per effetto dell'aumento delle tariffe, le più alte in Europa, e non per il recupero di efficienza. Per Adusbef e Federconsumatori si conferma un «sistematico saccheggio» ai danni degli utenti che avrebbe contribuito a sfilare dalle tasche dei consumatori «ben 9.270 euro di rincari a famiglia, per oltre 170 miliardi di euro».
Un'analisi, quella della Corte dei Conti resa pubblica oggi, che deve dare una sveglia anche ai politici del centrosinistra toscano che governa da anni i processi di privatizzazione locali a partire da quello di Publiacqua, che - non è un caso - da quando è stata privatizzata ha visto esplodere le tariffe a danno dell'utenza.
L'attenta e dettagliatissima relazione può essere scaricata dal sito ufficiale: “Obiettivi e risultati delle operazioni di privatizzazione di partecipazioni pubbliche”. Un'ulteriore prova che le battaglie portate avanti da anni da cittadini, associazioni e movimenti per la ripubblicizzazione dei beni comuni - a partire dall'acqua - non hanno, e non avevano niente di strumentalmente ideologico.
Oggi gli amministratori pubblici non hanno davvero più scuse quando perseverano con le privatizzazioni, anche a sinistra. Se in buona fede, significa che non hanno ancora compreso i meccanismi economici che regolano il mercato liberista; se in cattiva fede, vuol dire che in qualche modo hanno avuto il loro tornaconto in termini economici o di potere nel soddisfare gli appetiti delle aziende private a caccia di "buone doti" nel pubblico. In ambedue i casi è evidente il loro fallimento come amministratori del bene comune.
Prossimi appuntamenti
| Sab 19 Mag 15:00 - 19:00 Manifestazione contro la privatizzazione dell'ATAF |
| Mar 22 Mag 16:00 - 19:30 Il Tunnel TAV di Firenze e le “Grandi Opere Inutili” nella crisi economica globale |
| Ven 25 Mag 15:30 - 19:30 Dall'emergenza abitativa al recupero del patrimonio |



















