Firenze, 22 Marzo 2007
Per un'iniziativa dal basso in difesa dei beni comuni
Per un nuovo concetto di pubblico partecipato
Perché l'accesso all'acqua è un diritto universale, per contrastare gli sprechi
FERMIAMO L'AUMENTO DELLA BOLLETTA DELL'ACQUA!
PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA POPOLARE PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO L'acqua è una risorsa fondamentale per la vita, una risorsa esauribile rispetto alla quale deve essere garantita la solidarietà generazionale ed intergenerazionale per tutti gli abitanti della terra. L'acqua non è una merce, pertanto proprietà e gestione dell'acqua devono essere pubbliche. L'acqua esige maggiore rispetto e non può essere assoggettata alla logica del profitto e del libero mercato: è indispensabile che venga ricondotta stabilmente sotto il controllo pubblico, trasparente e partecipato dei cittadini. La legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato rappresenta la prima tappa di questo cammino.
La proposta favorisce la definizione di un governo pubblico e partecipativo del ciclo integrato dell'acqua, in grado di garantirne un uso sostenibile e solidale. In particolare prevede:
1) Tariffe: l'accesso all'acqua è un diritto inalienabile ed imprescrittibile; per questo viene proposta la riformulazione della tariffa: gratuità di 40 litri giornalieri a persona in quanto consumo minimo vitale; tariffa ordinaria da 40 a 100 litri giornalieri a persona, consumo necessario; oltre questa soglia tariffe che penalizzano i consumi ritenuti eccessivi. Da quanDo l'acquedotto di Firenze è stato privatizzato le bollette sono aumentate a dismisura.
2) Tutela della risorsa idrica: si prevede il dimezzamento dei prelievi di acqua dolce per usi non potabili entro il 2015.
3) Gestione pubblica: si propone la decadenza degli affidamenti delle forme gestionali miste o private alla data del 1° agosto 2008 e la ripubblicizzazione del servizio; i lavoratori dipendenti delle attuali società miste saranno riassorbiti nel nuovo soggetto pubblico.
4) Democrazia e gestione partecipativa: si chiede il mandato vincolante al Sindaco dei Consigli comunali sulle principali questioni e vengono introdotte, ed è forse l'aspetto più innovativo della legge, le consulte di cittadini e lavoratori per ogni ATO. I poteri della consulta del diritto all'acqua sono assicurati tramite l'obbligo di parere preventivo su tutte le più importanti proposte e/o deliberazioni dei Consigli Comunali.
Nel contesto fiorentino la legge di iniziativa popolare assume una chiara proposta alternativa di gestione del servizio idrico rispetto all'attuale modello di gestione privatizzata che negli ultimi anni ha dimostrato fino in fondo le sue negatività per tutta la collettività.
Gruppo consiliare
Unaltracittà/Unaltromondo
www.unaltracitta/unaltromondo.it
Per un'iniziativa dal basso in difesa dei beni comuni
Per un nuovo concetto di pubblico partecipato
Perché l'accesso all'acqua è un diritto universale, per contrastare gli sprechi
FERMIAMO L'AUMENTO DELLA BOLLETTA DELL'ACQUA!
PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA POPOLARE PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO L'acqua è una risorsa fondamentale per la vita, una risorsa esauribile rispetto alla quale deve essere garantita la solidarietà generazionale ed intergenerazionale per tutti gli abitanti della terra. L'acqua non è una merce, pertanto proprietà e gestione dell'acqua devono essere pubbliche. L'acqua esige maggiore rispetto e non può essere assoggettata alla logica del profitto e del libero mercato: è indispensabile che venga ricondotta stabilmente sotto il controllo pubblico, trasparente e partecipato dei cittadini. La legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato rappresenta la prima tappa di questo cammino.
La proposta favorisce la definizione di un governo pubblico e partecipativo del ciclo integrato dell'acqua, in grado di garantirne un uso sostenibile e solidale. In particolare prevede:
1) Tariffe: l'accesso all'acqua è un diritto inalienabile ed imprescrittibile; per questo viene proposta la riformulazione della tariffa: gratuità di 40 litri giornalieri a persona in quanto consumo minimo vitale; tariffa ordinaria da 40 a 100 litri giornalieri a persona, consumo necessario; oltre questa soglia tariffe che penalizzano i consumi ritenuti eccessivi. Da quanDo l'acquedotto di Firenze è stato privatizzato le bollette sono aumentate a dismisura.
2) Tutela della risorsa idrica: si prevede il dimezzamento dei prelievi di acqua dolce per usi non potabili entro il 2015.
3) Gestione pubblica: si propone la decadenza degli affidamenti delle forme gestionali miste o private alla data del 1° agosto 2008 e la ripubblicizzazione del servizio; i lavoratori dipendenti delle attuali società miste saranno riassorbiti nel nuovo soggetto pubblico.
4) Democrazia e gestione partecipativa: si chiede il mandato vincolante al Sindaco dei Consigli comunali sulle principali questioni e vengono introdotte, ed è forse l'aspetto più innovativo della legge, le consulte di cittadini e lavoratori per ogni ATO. I poteri della consulta del diritto all'acqua sono assicurati tramite l'obbligo di parere preventivo su tutte le più importanti proposte e/o deliberazioni dei Consigli Comunali.
Nel contesto fiorentino la legge di iniziativa popolare assume una chiara proposta alternativa di gestione del servizio idrico rispetto all'attuale modello di gestione privatizzata che negli ultimi anni ha dimostrato fino in fondo le sue negatività per tutta la collettività.
Gruppo consiliare
Unaltracittà/Unaltromondo
www.unaltracitta/unaltromondo.it
Prossimi appuntamenti
| Sab 19 Mag 15:00 - 19:00 Manifestazione contro la privatizzazione dell'ATAF |
| Mar 22 Mag 16:00 - 19:30 Il Tunnel TAV di Firenze e le “Grandi Opere Inutili” nella crisi economica globale |
| Ven 25 Mag 15:30 - 19:30 Dall'emergenza abitativa al recupero del patrimonio |



















