Mercoledì, 23 Maggio 2012
   
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Alta velocità

Asor Rosa: "La Rete dei Comitati sostiene la battaglia contro il Tunnel Tav di Firenze"

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Al convegno internazionale di Palazzo Vecchio "Le Grandi Opere Inutili nella crisi economica globale"
Asor Rosa: "La Rete dei Comitati sostiene la battaglia contro il Tunnel Tav di Firenze"

"Il progetto di sottoattraversamento di Firenze da parte dell'Alta velocità è sbagliato e va rimesso in discussione. La Rete toscana dei Comitati in difesa del territorio sostiene con convinzione il progetto alternativo di superficie e farà di tutto affinché questa battaglia di civiltà contro una grande opera inutile e dannosa per Firenze e il debito pubblico italiano sia vinta dai cittadini che rifiutano questa logica economico-affaristica". Lo ha detto Alberto Asor Rosa oggi pomeriggio a Palazzo Vecchio aprendo l'incontro internazionale sulla politica europea dei trasporti, i corridoi infrastrutturali, le distorsioni della governance intitolato "Il Tunnel TAV di Firenze e le Grandi Opere Inutili nella crisi economica globale".

Al convegno, organizzato dal Comitato Notunneltav Firenze e dalla lista di cittadinanza perUnaltracittà, e che ha fatto il punto sul "caso Firenze" nell'anomalia delle reti ferroviarie europee e sulle conseguenze sociali della distruzione dei territori, sono intevenuti anche Winfried Wolf, coordinatore “Bündnis Bahn für Alle” (Berlino. Le grandi opere inutili e crisi internazionale); Alberto Ziparo, coordinatore della ricerca sugli impatti del sottoattraversamento TAV di Firenze. (Gli impatti ambientali della crisi della politica); Heiner Monheim, esperto di politica dei trasporti (Bonn. Critica dell'”alta velocita”, dei progetti Stuttgart 21 e Firenze); Giorgio Pizziolo, coordinatore del progetto alternativo del Passante ferroviario di Firenze (La risposta dei cittadini alla crisi: la democrazia delle alternative) oltreché la consigliera comunale Ornella De Zordo e Tiziano Cardosi, del comitato Notunneltav Firenze.
   

Rischio sismico e tunnel Tav, De Zordo e Grassi: "Basta con le opere che aumentano la vulnerabilità del territorio. Usiamo le risorse per la sua messa in sicurezza."

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Rischio sismico e tunnel Tav, De Zordo e Grassi: "Basta con le opere che aumentano la vulnerabilità del territorio. Usiamo le risorse per la sua messa in sicurezza."


Il genio civile individua criticità nella relazione geologica allegata al progetto.

Ancora una volta un evento naturale, imprevedibile come un terremoto, provoca vittime e distruzione appena al di là dell'Appennino.
Nell'esprimere cordoglio e solidarietà alle popolazioni colpite, non possiamo non rilevare che se l'evento è imprevedibile, le sue conseguenze sono senza dubbio in forte relazione alla gestione del territorio e all'azione umana.

E non possiamo non sottolineare ancora una volta che per il sottoattraversamento TAV di Firenze, per ammissione del Genio Civile in data 19 luglio 2011, si rilevano criticità nella relazione geologica e geofisica allegata al progetto: le indagini utilizzate non sembrano possedere i requisiti richiesti dalla normativa vigente.

Quanto ancora ci vorrà prima che venga accettata la semplice, ma evidentemente dirompente, constatazione che certi interventi rendono più fragile e più vulnerabile il territorio? Che possono amplificare gli effetti di un qualsiasi evento naturale già di per sè distruttivo? Che questo nostro territorio, già messo in pericolo dall'azione dell'uomo, ha bisogno di una "grande opera" di messa in sicurezza, per cui però non si trovano mai i soldi perchè impiegati a metterne ancora più in crisi i delicati equilibri?  Non vorremmo trovarci di fronte, un domani, alle lacrime di coccodrillo di chi non ascolta le voci della ragione e poi ne piange le conseguenze dandone la colpa al caso, o alla natura, o magari ai Maya.
   

Tav, anche la Regione Toscana ammette: "I materiali di Monna Lisa sono rifiuti; niente cava di santa Barbara"

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TAV E TERRE DI SCAVO, GRASSI E DE ZORDO: “LA REGIONE AMMETTE CHE NON SI POSSONO TRASPORTARE LE TERRE SCAVATE DALLA TALPA NELLA CAVA DI SANTA BARBARA.”

Finora le terre della stazione AV sono state portate a Roma, Piacenza, Piombino, Brescia, Prato e Barberino.“Anche la Regione Toscana ammette ufficialmente con una Delibera di metà aprile (D.R.316 del 23/04712) che le terre e rocce di scavo derivanti dalla talpa Monna Lisa per la realizzazione del sottoattraversamento del nodo fiorentino dell’Alta Velocità non potranno essere collocate nella cava di Santa Barbara, come invece deciso da RFI. – annunciano i Consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo – Nella relazione si dice che ‘i materiali risultanti dagli scavi per la realizzazione del nodo fiorentino AV per i quali era stata prevista l'utilizzazione nella realizzazione della collina schermo all'interno del progetto di riassetto minerario, risulta utilizzabile, allo stato attuale, solo la parte derivante dai lavori della stazione AV di Firenze’, poiché - continua l’atto - per quanto riguarda ‘l'altra parte, costituita dai materiali provenienti da scavo con fresa EPB e da una quota non precisata di quelli derivanti dai lavori della stazione AV, non risulta direttamente utilizzabile.'

Si evidenzia inoltre che RFI, seppur annunci a breve l'avvio dello scavo con la fresa, non ha ancora individuato soluzioni a Santa barbara per il materiale di scavo, tanto che la Regione ravvisa la necessità che: 'Il Proponente individui le modalità per l'eventuale recupero e utilizzo della frazione di materiali provenienti da scavo con fresa EPB, nonché la provenienza, le caratteristiche e le modalità di trasporto del materiale da fonti di approvvigionamento alternative eventualmente individuate, al fine della completa realizzazione del progetto AV del 29.7.2009.'

“A pochissimi giorni di distanza da quando, secondo quanto dichiarato dall’Ingegnere Bocchimuzzo di ITALFERR durante l’ultimo sopralluogo delle Commissioni consiliari di Palazzo Vecchio, sarebbe dovuto partire lo scavo con la talpa, si scopre questa importante novità che conferma quanto noi Consiglieri, il comitato e i tecnici di riferimento hanno ripetutamente sostenuto negli ultimi mesi.”

“Con questo atto abbiamo la conferma che l’opera dell’Alta Velocità, oltre che inutile, dannosa, pericolosa, avrà un aumento non quantificabile nella durata dei lavori e nell'aumento dei costi già eccessivamente elevati- aggiungono De Zordo e Grassi - Confermiamo per l’ennesima volta la nostra più netta e convinta opposizione a questa opera.”

“Infine è interessante apprendere da documentazione ufficiale di RFI come già adesso i 190.000 metri cubi di terre estratte dal cantiere della Stazione Foster abbiano dovuto attraversare mezza Italia per essere portate negli impianti di Roma, Piacenza, Piombino, Brescia, Prato e Barberino: - dichiarano i due consiglieri – non vorremmo immaginare cosa succederebbe se dovessimo portare oltre 2,5 milioni di metri cubi, classificabili esclusivamente come rifiuti, derivanti dallo scavo prodotto dalla fresa.”

"Se poi dovesse essere firmato il Decreto ex Prestigiacomo, che trasforma magicamente in semplici terre quelli che ad oggi sono classificati come rifiuti speciali, ci chiediamo come gli abitanti e il sindaco di Cavriglia possano accettare che nel loro territorio si faccia 'recupero ambientale' con più di 2 milioni di metri cubi di rifiuti risanati da un pezzo di carta." concludono i consiglieri.

   

Tav, Germania rinuncia mentre Moretti parla di "sostenibilitàa ecologica"

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Il commento di Ornella De Zordo alla decisione delle ferrovie tedesche
Tav, De Zordo: "La Germania rinuncia per i costi eccessivi, cosa fa ora un'Italia alla deriva economica?"
Moretti a Firenze parla di "sostenibilità ecologica" mentre sponsorizza progetti devastanti

C'è un paese in Europa che rinuncia al programma dei Treni ad Alta velocità perché costa troppo. Non si tratta della Grecia ma della ben più solida Germania. Lo ha annunciato Rudiger Grube, presidente delle ferrovie tedesche, che ha sottolineato come, oltre al risparmio immediato, andare più piano comporta una serie di vantaggi: rinuncia alla realizzazione di costosissime linee dedicate, minor costo di produzione e di manutenzione dei treni e anche minor costo di manutenzione delle linee.

Al contrario di Mauro Moretti, capo indiscusso delle ferrovie italiane, non a caso contestato oggi a Firenze  al convegno "Treni in città" organizzato dalla Regione Toscana e da Legambiente -, Grube ha inoltre ben presente il rispetto dovuto ai tanti pendolari che utilizzano il treno tutti i giorni. La minore velocità riduce infatti i ritardi dovuti alle perturbazioni del traffico, e rende più facile il rispetto delle coincidenze. Meno velocità in cambio di maggiore affidabilità. Questa la ricetta tedesca per soddisfare i bisogni dei cittadini tedeschi nel rispetto del bilancio pubblico che obbliga ogni buon amministratore a non sprecare preziose risorse pubbliche.

Mentre la Germania compie scelte adeguate alla modernità, per superare il difficile momento di crisi economica e ambientale, perchè in Italia si continua a perseguire un modello che ormai appare folle a tutte le persone di buon senso? In Val di Susa come a Firenze gli amministratori pubblici, provenienti da quegli stessi partiti che hanno depauperato la ricchezza del Paese, si ostinano a perseguire progetti assurdi, costosi, inutili e dannosi all'ecosistema e alle città.

La domanda che ci poniamo è quanto tempo ancora ci vorrà affinché questa classe dirigente squalificata - nel migliore dei casi - venga mandata a casa, per mettere finalmente il bene comune al centro degli obiettivi e delle azioni, nel pieno rispetto dei diritti delle persone, dei loro bisogni reali, di un ecosistema troppo fragile per essere aggredito da insulse Grandi opere che servono ad ingrassare il bilancio di pochi imprenditori.
   

Siccità, De Zordo: "Acqua razionata per i fiorentini, ma non per la TAV"

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Siccità, De Zordo: "Acqua razionata per i fiorentini, ma non per la TAV"

Ieri il presidente Rossi ha decretato lo stato di emergenza regionale per la siccità che sta colpendo il territorio, parlando di 60 milioni di possibili perdite nel settore agricolo, paventando per l'estate scenari fatti di razionamenti e autobotti, divieti e limitazioni d'uso dell'acqua per i cittadini, possibili rubinetti a secco.
Quasi contemporaneamente Moretti, RFI e tutti gli altri attori in commedia annunciano che appena prima dell'estate partiranno i lavori della "talpa" che, oltre ad impattare come sappiamo la malmessa falda sotterranea, avvia una serie di lavorazioni che consumano una enorme quantità di acqua. Per sapere a quanto ammonta il consumo previsto, le fonti di approvvigionamento, la presenza delle necessarie autorizzazioni, abbiamo depositato una interrogazione urgente, che vuole far emergere la dimensione dell'impatto dei cantieri su una situazione già in crisi, e se questo aspetto sia stato sufficinetemente valutato. Visti tutti gli altri aspetti del progetto, ne dubitiamo fortemente.
Sta di fatto che gli unici dati disponibili, alla faccia della trasparenza e dei "cantieri di cristallo", sono quelli del progetto del '98, dal quale si desume un consumo per i tre cantieri di oltre 5.000 mc di acqua al giorno (pari al consumo medio di circa 25.000 abitanti equivalenti), e per il solo cantiere si Campo di Marte oltre 1.700 mc/giorno.Al di là dei numeri, che se pur sperabilmente ridimensionati rispetto a quanto previsto nel '98 rimarranno comunque molto elevati, che senso ha aprire tre cantieri che consumano una enorme quantità di acqua proprio nel periodo di peggiore siccità da molti anni a questa parte? E qualcuno si è posto il problema?
Se gli approfondimenti tecnici dimostrano l'insensatezza di quest'opera, il solo buon senso dovrebbe bastare ad  imporre quanto meno un blocco delle lavorazioni.
   

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