Venerdì, 18 Maggio 2012
   
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Alta velocità

Tav, invito ad aderire alla Class Action contro il doppio tunnel sotto Firenze

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I cittadini interessati possono contattare i seguenti indirizzi: 338/3092948 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

La lista di cittadinanza perUnaltracittà invita i fiorentini che vedranno stravolta la loro vita e danneggiati i loro immobili durante gli anni necessari alla realizzazione del tunnel dell'Alta Velocità ferroviaria a partecipare all'azione legale collettiva promossa dal Comitato contro il sottoattraversamento.

L'azione cautelare davanti al Giudice Civile - possibile grazie agli avvocati Bonafede e Chiesi - sarà utile ad ottenere un provvedimento di divieto di continuazione dei lavori stante i gravi pericoli di danni a persone e cose o comunque un'azione risarcitoria dei danni provocati dai lavori stessi.

I cittadini interessati possono comunicare la loro disponibilità contattando il referente del Comitato Tiziano Cardosi ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - 338/3092948) o inviando una mail agli avvocati ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ). La segnalazione dovrà contenere nome, cognome, indirizzo e specificare il proprio interesse ad intervenire (proprietario, usufruttuario, conduttore, detentore ad altro titolo degli immobili interessati; genitori di alunni frequentanti scuole Rosai e Rodari). Sono accolte anche iniziative collettive attraverso l'interessamento dell'amministratore condominiale. Nel momento in cui i cittadini interessati all'azione giudiziaria raggiungeranno un numero congruo sarà possibile partire con l'azione stessa.

L'azione legale, definita dalla stampa "class action", evidenzierà alle autorità giudiziarie l'alternativa del passanggio in superficie che eviterebbe la costruzione dei due pericolosi tunnel della lunghezza di oltre sette chilometri. Tale alternativa, promossa dal Comitato ed elaborata dal Gruppo tecnico dell'Università di Firenze, garantisce i medesimi risultati quanto a velocità di percorrenza dei treni con un costo nettamente inferiore (300 milioni contro i 1.800 milioni del progetto sotterraneo), tempi di durata dei lavori di circa tre anni contro i tempi previsti di otto, nove anni del progetto sotterraneo destianti ad allungamenti certi.

Ecco una sintesi delle informazioni al centro dell'azione legale

a) Danni più o meno gravi agli immobili situati nelle seguenti zone interessate dagli scavi: Castello, Macelli, Rifredi, Circondaria, Belfiore, Fortezza, Piazza della Libertà, Don Minzoni, Masaccio, Le Cure, Campo d’Arrigo. Tali danni si sono già verificati negli edifici coinvolti dai lavori già effettuati per lo "scavalco" e per la preparazione al tunnel e i danneggiati ad oggi non hanno trovato alcuna forma di risarcimento. Il rischio per il futuro è stato valutato anche dalla Pubblica Amministrazione tramite la previsione dei c.d. testimoniali di stato, volti ad accertare lo stato attuale degli immobili per poter verificare in futuro i pregiudizi conseguenti ai lavori. Particolarmente delicata è la situazione delle falde acquifere sotterranee che potrà aggravare la situazione di pericolo per il cedimento degli edifici. 
b) Danni alla salute conseguenti al rumore e, soprattutto, alle polveri derivanti dai lavori di scavo e dal trasporto su camion per le strade cittadine di tutto il materiale oggetto di scavo (stimato in 2.850.000 metri cubi) per i numerosi anni di durata dei lavori (previsione di 8-9 anni, salve le sicure incognite che allungheranno notevolmente i tempi). Tra i possibili danneggiati, oltre a tutti gli abitanti delle zone interessate, vi sono gli alunni delle scuole Rosai e Rodari.
c) Danno ambientale conseguente a quanto indicato al punto a e al punto b.
   

Alta velocità, i danni dell’arroganza e dell'affarismo

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[perUnaltracittà 26/02/2010] Tunnel: quanti danni e quanti rischi per un'opera inutile e costosa

Sono ufficialmente 250 gli edifici classificati a rischio per i lavori del tunnel dell’Alta Velocità a Firenze. Ma sono le previsioni di chi, per compiacenza o incapacità, non è mai riuscito a prevedere nulla: dal disastro del Mugello ai danni di Bologna, la sottovalutazione dei rischi è una delle costanti dei lavori della TAV. Quindi non siamo per niente tranquilli, e non lo possono essere i fiorentini, che devono anche sapere che ottenere poi un risarcimento per i danni subiti comporterà anni di contenzioso.

Oltre ai danni, avremo un decennio di cantieri devastanti, l'inquinamento alle stelle, la salute che se ne va. Non si dica che si deve andare avanti con questo progetto per fare presto! Un’opera assolutamente inutile, che sarà pronta, se tutto va bene, intorno al 2020. Fino ad allora tutto il trasporto ferroviario fiorentino funzionerà peggio, mentre aggiungendo due binari in superficie, come indicato nel progetto alternativo messo a punto da un gruppo di studiosi e tecnici, in poco tempo e con una spesa 8 volte inferiore si avrebbe la stessa funzionalità dell’intero sistema.

In un periodo come questo non si può non pensare al sottobosco di corruzione, speculazione e ladrocinio che sta emergendo dietro al sistema degli appalti pubblici: la logica del “fare”, che piace tanto anche in Toscana, senza trucco mostra il suo vero volto e appare logica dell’”affare”. Come per il G8 alla Maddalena, dove si sono buttati 500 milioni in opere faraoniche per tre giorni di vertice che poi non si è fatto, così a Firenze si spenderanno 2 o 3 miliardi per un tunnel inutile. L’importante è spendere, tanto sono soldi pubblici.

Le informazioni su questo folle spreco vengono attentamente tenute sotto controllo, meno se ne sa e meglio è per chi è abituato a decidere senza un briciolo di trasparenza. Ma piano piano i fiorentini cominciano a prendere coscienza di quello che sta per succedere, e si moltiplicano i segnali di dissenso. La lotta contro il tunnel non si arresta, come nel presidio di domattina al Ponte al Pino (ore 10,30), e anche perUnaltracittà si impegna nella diffusione di una corretta informazione. Per questo mercoledì 3 marzo, alle 16,30 in Palazzo Vecchio abbiamo invitato a parlare in un incontro pubblico esperti dell’università, il comitato contro il sottoattraversamento, e i genitori degli alunni delle due scuole messe a rischio dalla nuova Stazione.
   

perUnaltracittà esprime solidarietà ai No-Tav della Val di Susa

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[perUnaltracittà 18/02/2010] perUnaltracittà esprime la piena solidarietà ai movimenti, ai cittadini, agli attivisti No-Tav della Val di Susa caricati oggi in presidio dalla polizia. Tre persone ne hanno fatto le spese finendo in ospedale ferite, di cui uno in prognosi riservata. Si tratta dell'ennesimo episodio di violenza, dopo le intimidazioni, i presidi bruciati, i tentativi di delegittimare un movimento che invece resiste e resta un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono difendere il territorio dagli attacchi delle bande di affaristi e speculatori, e con quella la dignità e l’integrità dei nostri territori.
   

Tav: "Le prescrizioni dell'Osservatorio sono solo toppe. Le falle restano e i pericoli anche"

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[perUaltracittà 06/02/2010] La capogruppo di perUnaltracittà sul parere dell'organismo sul nodo fiorentino dell'Alta Velocità        
"I rischi idrogeologici e ambientali sono gli stessi, mentre i costi lieviteranno"

“Le prescrizioni dell'Osservatorio Ambientale sembrano delle toppe applicate su un progetto con troppe falle. Il nodo fiorentino dell'Alta Velocità rimane un'opera molto pericolosa per Firenze, per i rischi idrogeologici e ambientali che comporta”. Lo ha detto la capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo, commentando il parere definitivo dell'organismo presieduto da Pietro Rubellini. “L'ìimpressione è che l'Osservatorio abbia dovuto agire tirato per la giacca dai vari soggetti che lo compongono, che nella vicenda hanno avuto posizioni parzialmente diversificate”, ha aggiunto De Zordo.

Non esiste mitigazione possibile per un progetto sbagliato in partenza. Dove sono finiti anni di pareri tecnici che hanno rilevato costantemente l'incompletezza e la pericolosità dell'opera? Sono stati superati solo da decisioni politiche,  ora avallate da un organismo in cui è rappresentato anche il committente del progetto: controllore e controllato nell'unica sede decisionale? Questa è la triste conclusione di una vicenda in cui, come stiamo purtroppo abituandoci a vedere, gli interessi privati a braccetto con una politica compiacente e prona, fanno dell'ambiente una terra di conquista per gli affari, alla faccia di una sostenibilità sempre sbandierata a parole, sempre calpestata nei fatti.

“Non abbiamo a disposizione gli incartamenti del progetto esecutivo di Rfi, che ha invece avuto in mano questo organismo, e quindi attendiamo di conoscere finalmente le previsioni dell'intero progetto – ha spiegato la capogruppo di perUnaltracittà – ma questo non ci impedisce di dire che gli interventi per mitigare l'impatto dell'opera - l'installazione di radar, di pompe per il drenaggio dell'acqua, così come gli interventi per mitigare l'impatto ambientale dell'abbattimento degli alberi, o alle scuole – sono soltanto dei palliativi che si riveleranno presto un flop, e che otterranno l'unico risultato di far lievitare i costi dell'opera, ancor prima dell'inizio dei lavori. Ma questo pare essere l'ultimo dei problemi”.

“Inoltre – ha proseguito – lascia perplessi anche la decisione sui testimoniali di stato: se da un lato è positivo aver aumentato gli edifici che saranno sottoposti alla verifica, dall'altro non è ancora chiaro quale sarà il supporto che verrà  offerto agli abitanti degli edifici coinvolti, così come non si sa chi dovrà pagare gli interventi. E l'esempio di via Fanfani, a Castello – dove sono in corso i lavori per lo scavalco e di preparazione al tunnel – non lascia presagire niente di buono: gli abitanti,che hanno visto le proprie case danneggiate dai lavori, sono stati abbandonati dall'amministrazione pubblica al loro destino. Non è possibile che a pagare debba finire per essere sempre l'ente pubblico – ha concluso De Zordo – mentre ad essere penalizzati di questo “rimpallo” di competenze siano ancora i cittadini”.
   

Solidarietà e apprezzamento per la lotta in Val di Susa

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[perUnaltracittà 22/01/2010]
La lista di cittadinanza Perunaltracittà di Firenze manifesta tutta la sua simpatia e solidarietà per la gente della Valle di Susa e per la lotta che la vede impegnata contro una linea ferroviaria inutile (per i trasporti) e dannosa (per la salute, l'erario, l'ambiente).
L'impegno dei movimenti che in questi anni si sono impegnati a denunciare l'assurdità del progetto TAV nella valle è stato di grande aiuto per tutti quelli che in Italia si oppongono alla logica delle grandi opere, e all'uso del cemento come strumento principe di speculazione finanziaria e immobiliare.
La lista Perunaltracittà ha salutato con piacere e seguito fin dall'inizio la nascita del Patto di Mutuo Soccorso, nato dall'incontro di tante realtà territoriali che difendono la terra su cui vivono. Questa esperienza dal basso non sarebbe stata possibile senza la denuncia, venuta dalla valle piemontese, della logica perversa insita nei grandi inutili progetti.
L'arroganza e la violenza che i poteri forti hanno dimostrato nel tentativo di imporre il progetto TAV nella Val di Susa devono preoccupare tutti i cittadini italiani che hanno a cuore, non solo la loro città e i loro territori, ma le condizioni stesse della democrazia nel nostro paese.
Il tentativo di militarizzare una intera zona per imporre gli interessi di pochissime persone ha avuto una risposta straordinariamente bella, forte, partecipata, allegra del popolo della Val di Susa.
Questa cristallina lotta di popolo non può essere sconfitta senza dare un colpo mortale a quel che resta di democrazia.
Un abbraccio da Firenze.
   

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