Venerdì, 18 Maggio 2012
   
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No tunnel, comitati e docenti universitari non demordono: ecco il progetto alternativo. Allarme del geologo

Alta velocità

La Repubblica Firenze, 04/03/2010] Tav, ancora prima che comincino i lavori si parte con la class action. L´avvocato Alfonso Bonafede, ex candidato sindaco «grillino», è pronto: domani presenta tutto alle 12 nel suo studio legale di piazza Indipendenza, 13. Sarà, spiega, un´azione «cautelare» diretta a creare almeno un fondo speciale per gli eventuali futuri risarcimenti danni. Basata su tre motivi: i danni più o meno gravi agli immobili situati nelle zone interessate dagli scavi, i danni alla salute conseguenti al rumore e soprattutto alle polveri derivanti dai lavori e dal trasporto, il danno ambientale. Per ora hanno aderito oltre 150 persone, molte delle quali residenti in uno dei 250 palazzi finiti nella «mappa del rischio» individuata dalle Ferrovie: chi volesse domani può andare a firmare lasciando i suoi contatti (non sono ancora i moduli), per informazioni c´è la mail avvocatobonafedegmail.com. Intanto il popolo No Tav non si arrende. «C´è un´alternativa al progetto del tunnel sotto la città e della stazione Foster: i treni veloci possono passare in superficie, basta allargare il fascio di binari esistente e creare la nuova stazione di superficie al Romito», ripetono esponenti dei comitati come Tiziano Cardosi, Ornella De Zordo di Perunaltracittà ma anche ingegneri ferroviari come Vincenzo Abruzzo e docenti universitari di urbanistica e ingegneria come Giorgio Pizziolo, Alberto Ziparo e Giovanni Vannucchi. «Si spenderebbero al massimo 300 milioni di euro contro i 900 dell´altro progetto, tre anni di lavori anziché 8, una decina di palazzi da buttar giù e non 250 a forte rischio cedimenti», spiega Pizziolo. Ieri oltre 200 persone al convegno organizzato da Perunaltracittà in Palazzo Vecchio e trasmesso in diretta online su Twitter. «Le previsioni fatte da Italferr che ha redatto il progetto del tunnel sono ottimistiche - la denuncia di Vannucchi, autore di uno studio - nei tratti in cui il tracciato sotterraneo curva, cioè sotto la Fortezza e sotto via Masaccio-viale Don Minzoni, i rischi di cedimento del terreno sono forti perché la talpa scava più terra che nei tratti rettilinei». di Ernesto Ferrara

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