Venerdì, 18 Maggio 2012
   
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Tav. De Zordo a Moretti e Rossi: "I fessi non sono i cittadini."

Alta velocità

Tav. De Zordo a Moretti e Rossi: "I fessi non sono i cittadini.
Unici a fare informazione su un progetto bocciato anche dall'Economist"


Moretti parla e in due battute smonta anni di retorica di Comune e Regione sui vantaggi della Tav e la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. Definisce "4 fessi" coloro che contestano il progetto, e che sono gli unici ad oggi ad aver informato i fiorentini sulla megainfrastruttura, ma soprattutto rivela che il progetto miliardario del tunnel sarà inutile. I treni infatti andranno a velocità ridotta per tutto il tracciato, quindi, dice Moretti "nessun timore'' per le vibrazioni.

Questo sproloquio è avvenuto stamani a Firenze all'inaugurazione - con una cerimonia blindata e talmente sottotono da sembrare fatta un po' di nascosto - del cosiddetto Scavalco tra Rifredi e Castello, primo lotto del nodo ferroviario fiorentino che prevede il tunnel e la stazione sotterranea.

Capiamo bene che non ci sia molto da festeggiare, visto che oggi si è avuta notizia di alcuni dipendenti delle ferrovie che "resuscitavano" carrozze rottamate in combutta con imprese private grazie a falsi documenti redatti da tecnici di Trenitalia. Mentre si chiedono sacrifici da "lacrime e sangue" per tutti, anzi per i soliti che hanno già pagato fin troppo, si buttano allegramente nel pozzo infinito delle "grandi opere" due o tre miliardi di euro per un intervento la cui utilità è almeno dubbia anche nei pareri ufficiali del ministero dell'ambiente, e che sarà tutt'altro che significativo anche in termini occupazionali, mentre sarà disastroso dal punto di vista ambientale.

Non ci stancheremo di ripetere che la strada da intraprendere è un'altra, le priorità sono il trasporto locale più che un sistema di Alta Velocità che riguarda il 5% dei passeggeri ferroviari (come riconosce ora anche l'Economist), e la messa in sicurezza del territorio, fin troppo gravato da interventi pesanti e utili solo alle logiche dei grandi interessi imprenditoriali: inutili poi le lacrime di coccodrillo di fronte ai ripetuti e annunciati disastri.

E a proposito di sicurezza, ci farebbe piacere se il Presidente Rossi, incontrando Moretti, più che inutili nastri da tagliare gli chiedesse conto finalmente delle responsabilità per il disastro di Viareggio e l'inaccettabile atteggiamento di Ferrovie e del suo Amministratore verso i familiari delle vittime. Più che della "talpa" parlasse dei controlli e della sicurezza del materiale rotabile e delle infrastrutture. E più che mettersi in posa per le foto di rito chiedesse con forza il reintegro di Riccardo Antonini, ferroviere licenziato perchè consulente graturito per i familiari delle vittime di Viareggio.

Quando vedremo finalmente prevalere il vero interesse pubblico nell'utilizzo delle scarse risorse rimaste, allora sarà il momento di festeggiare.

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