"Allo stato attuale i benefici marginali di queste fantastiche conquiste dell’ingegneria (i treni ad Alta velocità, ndr), tradotti in termini di tempi di percorrenza ridotti, vengono soppressi dai costi elevati. E i costi di finanziamento riducono i fondi che potrebbero essere disponibili per progetti più semplici, ma più efficienti." ***
Non è il Comitato No Tav a scrivere, rivendicando il progetto di sovrattraversamento Tav di Firenze elaborato con l'Università che ridurrebbe il costo del progetto a tutto vantaggio del sistema pendolare senza peraltro danneggiare i viaggiatori delle lunghe percorrenze, bensì di un articolo dell'Economist, bibbia liberal, recentemente uscito con il titolo "la grande rapina al treno" che smonta uno dopo l'altro i dogmi di Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze, oltreché di un sistema imprenditoriale incapace di guardare oltre al proprio naso.
L'articolo dell'Economist punta infatti il dito sull'impoverimento dei territori, sull'enorme spesa che lo Stato è costretto a sostenere depauperando progetti più intelligenti e rinunciando al miglioramento e alla manutenzione delle linee ferroviarie già esistenti. La cultura politica economica dominante in Italia e in Toscana dopo questo articolo sa ancora di più di vecchio, animata com'è da soggetti incapaci di stare al passo che la modernità impone.
*** Fonte: http://www.economist.com/node/ 21528263
Non è il Comitato No Tav a scrivere, rivendicando il progetto di sovrattraversamento Tav di Firenze elaborato con l'Università che ridurrebbe il costo del progetto a tutto vantaggio del sistema pendolare senza peraltro danneggiare i viaggiatori delle lunghe percorrenze, bensì di un articolo dell'Economist, bibbia liberal, recentemente uscito con il titolo "la grande rapina al treno" che smonta uno dopo l'altro i dogmi di Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze, oltreché di un sistema imprenditoriale incapace di guardare oltre al proprio naso.
L'articolo dell'Economist punta infatti il dito sull'impoverimento dei territori, sull'enorme spesa che lo Stato è costretto a sostenere depauperando progetti più intelligenti e rinunciando al miglioramento e alla manutenzione delle linee ferroviarie già esistenti. La cultura politica economica dominante in Italia e in Toscana dopo questo articolo sa ancora di più di vecchio, animata com'è da soggetti incapaci di stare al passo che la modernità impone.
*** Fonte: http://www.economist.com/node/
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