Venerdì, 18 Maggio 2012
   
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Discarica illegale: De Zordo fa esposto in Procura. E' l'ultimo atto da Consigliera uscente

Ambiente

Comunicato stampa Per Unaltracittà
Lista di cittadinanza: www.perunaltracitta.org

Un esposto alla Procura della Repubblica di Firenze per fare luce sulla discarica di via Piemonte nella zona delle Piagge. E' l'ultimo atto da Consigliera Comunale uscente di Ornella De Zordo: "Nonostante la campagna elettorale abbiamo voluto portare avanti fino all'ultimo giorno l'opera di salvaguardia dell'ambiente che ha caratterizzato cinque anni di lavoro, rispettano il mandato che abbiamo ricevuto dai nostri elettori".
L'esposto presentato oggi denuncia che nella discarica è stato ritrovato del cemento, ricavato dagli scavi operati per la messa in sicurezza del Mugnone, nell'ambito dei lavori per la realizzazione dei lavori del sottoattraversamento ad alta velocità di Firenze. La legge prevede che i terreni da riutilizzare (in questo caso per il tunnel) non possono contenere rifiuti (com'è invece il cemento).
“La vicenda della discarica di via Piemonte – commentano Adriana Alberici e Alberto Mega della Comunità delle Piagge, entrambi candidati nelle liste di “Per Unaltracittà” – dimostra in tutta la sua evidenza due fra i più grandi problemi di Firenze: l'abbandono totale delle periferie, e l'approssimazione e pericolosità con cui si conducono le cosiddette 'grandi opere'. Già da diversi giorni alcuni cittadini della zona ci avevano segnalato la presenza di questa discarica, che sorge proprio in un'area di proprietà delle ferrovie”.
 
L'area di via Piemonte dove sorge la discarica si trova a 50 metri dalle case, ed è indicata dal piano regolatore come adibita 'a servizi pubblici di quartiere ed in particolare a verde pubblico e sportivo'. “E' paradossale poi che in questi giorni, a questa situazione di malagestione del territorio – aggiungono Alberto Mega e Adriana Alberici, quest'ultima candidata di “Per Unaltracittà” anche per la presidenza del Quartiere 5 – si contrapponga una politica di facciata che ha portato ad inaugurare 'in pompa magna' case popolari, parchi fluviali, giardini pubblici e piste ciclopedonali”.

“Tra cartelli non esposti, poco chiari, in mezzo a tante ambiguità sulle autorizzazioni concesse –
 proseguono i due candidati piaggesi – è evidente che nella discarica si trovino terre di scarico che contengono rifiuti anche pericolosi. Per questo chiediamo che: si faccia chiarezza sul progetto delle ferrovie e sulle autorizzazioni rilasciate dal Comune di Firenze; si fermi immediatamente lo scarico dei materiali provenienti dal Mugnone; si provveda al più presto a bonificare l'area, che tra l'altro comprime ulteriormente il valore immobiliare delle abitazioni in una zona già vessata dall'amianto dell’ex Stabilimento Gover, dal cattivo odore della Goricina, oltre che dal transito degli aerei; si ripristini la destinazione originaria di 'verde pubblico di quartiere' prevista dal piano regolatore”.

Contatti stampa: Duccio Tronci - 338/6250252

Ecco qui di seguito il testo dell'esposto:

Alla Procura della Repubblica
Presso il Tribunale di Firenze

e p.c. Alla Regione Carabinieri Toscana
Stazione di Firenze Peretola


Oggetto: discarica FS in area destinata a verde pubblico in via Piemonte

La sottoscritta Ornella De Zordo, nata a La Spezia, il 10.12.1949, residente a Firenze in via degli Artisti 8/a, consigliera del gruppo Unaltracittà/Unaltromondo del Comune di Firenze,

espone quanto segue:

Le FS hanno aperto un cantiere in via Piemonte in un’area vincolata dal PRG di Firenze a verde pubblico di quartiere, dove, da inizio anno, si stanno scaricando e compattando migliaia di tonnellate di materiali di scavo provenienti dai lavori in atto per l’adeguamento idraulico del torrente Mugnone.

L’area in questione è quella situata lungo la linea ferroviaria Fi-Pi-Li, lato Via Piemonte, di proprietà di FS Spa. Tutta l’area sotto la ferrovia Fi-PI_LI lato Via Piemonte è definita nel PRG con la simbologia G, cioè destinata a servizi pubblici di quartiere ed in particolare a verde pubblico e sportivo (di progetto): sottozona G1p.

Nell’area c'erano gli orti che per anni le FS hanno lasciato coltivare ai residenti, con contratti di affitto. Dall’inizio di febbraio 2009, dopo la realizzazione di una recinzione improvvisata tra via Piemonte e l’ultimo tratto della linea ferroviaria Fi-Pi-Li, è iniziato un consistente scarico di terra ad opera della ditta Vangi, col conseguente abbattimento degli orti. Sin dagli inizi di questa attività di scarico, gli abitanti della zona hanno notato che non si trattava solo di terra ma anche di rifiuti di vario genere, documentando ciò con filmati e fotografie e ricorrendo anche alla stampa quotidiana locale. Le FS, incalzate dai residenti della zona, hanno dichiarato che la terra proveniva dagli scavi per mettere in sicurezza il Mugnone , nell’ambito dei lavori dell’Alta Velocità per la futura stazione  sotterranea nell’area ex Macelli. Le Ferrovie hanno escluso che il materiale di risulta contenga sostanze in concentrazioni tali da classificarla come rifiuto. Secondo quanto dichiarato da FS, nel corso di una  riunione promossa dal Quartiere  5 il  25 Marzo u.s, il materiale trasportato dai camion e scaricato in via Piemonte, proveniente dai lavori in corso sul Mugnone, sarebbe costituito solo da terra di ottima  qualità, controllata analiticamente e di ogni trasporto e scarico effettuato sarebbe  garantita la completa  tracciabilità con il luogo di prelievo.

ARPAT, rispondendo per la parte di competenza alle segnalazioni di cittadini sul cantiere in questione, ha effettuato alcune ispezioni  e prelevato campioni di materiale da sottoporre ad analisi chimico-fisiche. Arpat ha accertato che nel materiale derivato dagli scavi  sarebbero presenti e mescolati terre e rocce di scavo con pezzi di cemento e materiali di varia natura. Il cemento che diversamente sarebbe dovuto andare in discarica. Invece il cemento sarebbe stato presente in almeno 10 cumuli, ognuno composto da circa un migliaio di metri cubi, già analizzati in via Piemonte. Arpat starebbe continuando le analisi per scoprire se in quei materiali siano presenti anche sostanze inquinanti o contaminanti, come idrocarburi o metalli.

Intanto nel cantiere suddetto continuano ad arrivare camion, con cassoni sistematicamente scoperti, che scaricano materiale,  con l’immediato intervento di ruspe per compattare le terre,. Sono quindi notevoli i disagi e i danni per i cittadini residenti, a causa del traffico dei camion, delle polveri, delle strade sporche e pericolose per la fanghiglia (in caso di pioggia), del rumore, delle vibrazioni, delle emanazioni maleodoranti per i rifiuti presenti nei mucchi di terra.

Lo stoccaggio finale del materiale di risulta dovrebbe consistere in complessivi 35.000 metri cubi di terra e a conclusione l’area dovrebbe essere adibita a deposito permanente di materiale ferroviario necessario per la manutenzione e lavori sulla linea ferroviaria FI-PI-LI.

Quanto sopra si comunica affinché, esperiti gli accertamenti ritenuti necessari , vengano adottati tutti i provvedimenti di competenza, restando a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Ai sensi dell’articolo  408 c.p.p. la scrivente chiede di essere informata in caso di richiesta di archiviazione.

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