[perunaltracittà 27/04/2010]
A Varlungo già iniziato il massacro degli alberi
Malgrado la nostra richiesta di sospensione e le proteste degli abitanti, ieri pomeriggio le motoseghe hanno iniziato una nuova strage di alberi in via di Varlungo, lungo l'Arno. Lo scopo dichiarato è la realizzazione di una pista ciclabile, del tutto superflua - come ha dichiarato anche l'Associazione Città Ciclabile - in una strada a scarsissimo traffico, dove da mesi è aperto un cantiere sovradimensionato e interminabile.
Siamo esterrefatti e arrabbiati per la tempistica e per le modalità di questo intervento. Il taglio avviene nel mezzo della stagione della nidificazione, in contrasto con le leggi di tutela dell’avifauna, e non ci rassicurano molto le risposte della Direzione Ambiente che, pare, risparmierà un paio di alberi dove sono presenti nidi.
La strada in questione, sulla riva destra, è esposta ad una forte insolazione nella stagione estiva, che adesso, senza più la schermatura delle chiome degli alberi, la renderà poco gradevole per pedoni e ciclisti, con un drastico peggioramento della vivibilità per gli abitanti.
Inoltre di nuovo (per quanto ancora?) assistiamo ad insensate capitozzature, affidate a ditte di lavori stradali e perciò, si suppone, prive della necessaria competenza, e ad abbattimenti insensati in numero superiore allo stretto necessario. Interventi attuati come se gli alberi fossero nient’altro che elementi di arredo urbano, la cui sostituzione costa meno della manutenzione. Iniziamo a domandarci le ragioni reali di questa politica della motosega, che certo non giova all’ambiente né alla cittadinanza ma sembra favorire soltanto le imprese del legname e i vivai.
Ci pare davvero giunto il tempo di invertire la marcia, di abbandonare la logica dell’usa e getta in favore di una diversa politica del verde, fondata su un reale rispetto della natura. Chiediamo all’Amministrazione comunale una maggiore attenzione per il patrimonio arboreo, che va tutelato e gestito con una pianificazione di ampio respiro e con interventi meditati e graduali così da ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente e sui cittadini.
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