I consiglieri De Zordo e Sodi di PerUnaltracittà sottoscrivono la
petizione online di Greenpeace Italia ed invitano a firmarla.
Attraverso una petizione online attiva sul sito www.greenpeace.it,
oltre 15.000 di cittadini stanno chiedendo al ministro Passera di
emanare al più presto, in accordo con il ministero dell’Ambiente, un
decreto interministeriale che regoli il traffico marittimo nelle zone
a rischio ambientale, come il Santuario dei Cetacei, vietando gli
avvicinamenti pericolosi alle coste. Dal Ministero però non arriva
ancora nessuna risposta.
"Abbiamo sottoscritto convintamente la petizione on line come migliaia
di cittadini/e perchè vogliamo subito un decreto per tutelare le aree
marine a rischio e prevenire disastri come quello della Costa
Concordia, mentre il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, si è già
espresso a favore di una regolamentazione severa in proposito, il
ministro dei Trasporti, Corrado Passera, continua a ignorare il
problema" dichiarano i consiglieri di perUnaltracittà, De Zordo e
Sodi.
"Oltre alla perdita di decine di vite umane, il naufragio della
Concordia rischia di provocare un grave disastro ambientale nel bel
mezzo del Santuario dei Cetacei, un'area che dovrebbe essere protetta
dal 2001. Se oggi la priorità è la rimozione del carburante, non
bisogna dimenticare l’impatto che potrebbero avere le tonnellate di
altre sostanze inquinanti presenti nel relitto: centinaia di litri di
vernici, smalti, insetticidi, detergenti, circa 1300 metri cubi di
acque nere e grigie, oltre a decine di quintali di cibo e bevande" -
spiega De Zordo.
"Abbiamo già denunciato la totale mancanza di tutela del Santuario dei
Cetacei. Mentre gli incidenti si ripetono, i rischi e il degrado sono
in aumento. Non vogliamo attendere il prossimo disastro. E ora che
tutti gli attori politici coinvolti si assumano le proprie
responsabilità, a cominciare dal ministro dei Trasporti" afferma Sodi.
Regione Liguria e Toscana si sono impegnate a convocare entro fine
mese un tavolo tecnico per la salvaguardia del Santuario. Visto il
crescente degrado ambientale e l’urgenza di porvi rimedio,
perUnaltracittà si associa nella richiesta che a questo tavolo partecipino anche i
ministri dell’Ambiente e dei Trasporti, e che vengano decise finalmente reali
e vincolanti misure di protezione.
petizione online di Greenpeace Italia ed invitano a firmarla.
Attraverso una petizione online attiva sul sito www.greenpeace.it,
oltre 15.000 di cittadini stanno chiedendo al ministro Passera di
emanare al più presto, in accordo con il ministero dell’Ambiente, un
decreto interministeriale che regoli il traffico marittimo nelle zone
a rischio ambientale, come il Santuario dei Cetacei, vietando gli
avvicinamenti pericolosi alle coste. Dal Ministero però non arriva
ancora nessuna risposta.
"Abbiamo sottoscritto convintamente la petizione on line come migliaia
di cittadini/e perchè vogliamo subito un decreto per tutelare le aree
marine a rischio e prevenire disastri come quello della Costa
Concordia, mentre il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, si è già
espresso a favore di una regolamentazione severa in proposito, il
ministro dei Trasporti, Corrado Passera, continua a ignorare il
problema" dichiarano i consiglieri di perUnaltracittà, De Zordo e
Sodi.
"Oltre alla perdita di decine di vite umane, il naufragio della
Concordia rischia di provocare un grave disastro ambientale nel bel
mezzo del Santuario dei Cetacei, un'area che dovrebbe essere protetta
dal 2001. Se oggi la priorità è la rimozione del carburante, non
bisogna dimenticare l’impatto che potrebbero avere le tonnellate di
altre sostanze inquinanti presenti nel relitto: centinaia di litri di
vernici, smalti, insetticidi, detergenti, circa 1300 metri cubi di
acque nere e grigie, oltre a decine di quintali di cibo e bevande" -
spiega De Zordo.
"Abbiamo già denunciato la totale mancanza di tutela del Santuario dei
Cetacei. Mentre gli incidenti si ripetono, i rischi e il degrado sono
in aumento. Non vogliamo attendere il prossimo disastro. E ora che
tutti gli attori politici coinvolti si assumano le proprie
responsabilità, a cominciare dal ministro dei Trasporti" afferma Sodi.
Regione Liguria e Toscana si sono impegnate a convocare entro fine
mese un tavolo tecnico per la salvaguardia del Santuario. Visto il
crescente degrado ambientale e l’urgenza di porvi rimedio,
perUnaltracittà si associa nella richiesta che a questo tavolo partecipino anche i
ministri dell’Ambiente e dei Trasporti, e che vengano decise finalmente reali
e vincolanti misure di protezione.
Prossimi appuntamenti
| Sab 19 Mag 15:00 - 19:00 Manifestazione contro la privatizzazione dell'ATAF |
| Mar 22 Mag 16:00 - 19:30 Il Tunnel TAV di Firenze e le “Grandi Opere Inutili” nella crisi economica globale |
| Ven 25 Mag 15:30 - 19:30 Dall'emergenza abitativa al recupero del patrimonio |



















