Lunedì, 21 Maggio 2012
   
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Bilancio, operazioni azzardate e cifre non credibili: ecco perché votiamo contro

Bilancio

Insufficienti risorse per casa, verde e mobilità alternativa. Sparito il Parco del Mensola.

«Poco credibile, aleatorio, più interessato ad operazioni di immagine che alla soluzione di problemi reali. Il bilancio preventivo del Comune non ci convince e non lo voteremo». E' la posizione espressa da Ornella De Zordo per il gruppo perUnaltracittà.
«Il bilancio prevede di finanziare una grossa fetta per spese in conto capitale – previste in più di 281 milioni di euro - sulla base della vendita dei propri beni immobili, da cui si spera di ricavare oltre 191 milioni solo per il 2010. Ma si tratta appunto non di una certezza, ma di un’ipotesi, e anche ben poco fondata se guardiamo ai risultati passati (-21% rispetto alle entrate previste dalle alienazioni nel 2008) e all’andamento attuale del mercato immobiliare.

In sostanza, senza la vendita di una consistente parte del patrimonio immobiliare comunale, i progetti annunciati dal sindaco e dalla sua giunta non decolleranno in nessun modo, con tutte le conseguenze negative che ne deriveranno per le casse comunali e, quindi, anche per i fiorentini.

Inoltre, su quali basi gli uffici comunali hanno calcolato il valore degli immobili? Leggiamo delle cifre che non possono che essere azzardate, considerati i vincoli esistenti di destinazione e mancando invece la destinazione futura degli immobili. E' ovvio infatti che ciascun bene avrà un valore di mercato che è legato a quello che sarà concesso di fare all'acquirente.

Pensiamo quindi che queste stime abbiano l’unico scopo di tenere in piedi un bilancio di previsione che altrimenti non si saprebbe come far quadrare.

Accanto a queste valutazioni di carattere economico, resta poi fortemente negativo il giudizio politico sulle alienazioni, operazione azzardata.

Il Comune si trova oggi in una situazione economica difficile a causa di tagli di trasferimenti dal Governo centrale, ma anche di investimenti sbagliati, sprechi,  probabili malversazioni su cui lavora la magistratura. In questa situazione, è assurdo pensare di svendere l’unico capitale certo e solido, e domani trovarsi privi persino di garanzie per un mutuo. Né ci possiamo tranquillizzare pensando che il Comune possa acquisire in tempi ragionevoli i beni della Difesa, dismessi o in dismissione.

E ancora, per vendere al meglio gli edifici si dovranno prevedere destinazioni d'uso “convenienti” per chi acquista, aprendo così la porta all'ennesima speculazione. Di fatto, questa operazione legata al bilancio anticipa il Piano Strutturale e quindi compromette la pianificazione urbanistica della città.

Ci sono poi altre voci poco chiare come ad esempio la prevista riduzione del 28,20% per interessi passivi e oneri finanziari, a fronte di un indebitamento costante nel tempo e di un importo mutui pressoché identico.

Anche il Collegio dei revisori ha rilevato che diversi servizi comunali hanno una percentuale di copertura inadeguata rispetto alla loro corrispondente voce di “entrata”:la formazione professionale è coperta solo per il 39,71%, gli asili nido solo per il 37,92%, le residenze e centri diurni a gestione diretta addirittura solo per il 10,13%.

Sono insufficienti le risorse destinate all'emergenza abitativa, sempre più drammatica anche in questa città, e quelle per i servizi sociali. Scarse per le reali esigenze anche quelle per la mobilità alternativa e dunque piste ciclabili e busvie, mentre si insiste con un piano della sosta che discrimina la collettività a favore di pochi privati benestanti. Mancano investimenti per incentivare il porta a porta nella raccolta dei rifiuti, e per un aumento del verde, che in questa città è carente rispetto al numero degli abitanti. E ci si è perfino dimenticati di finanziare una delle poche opere già programmate nel precedente mandato, il Parco del Mensola.
Ce n’è dunque abbastanza per bocciare questo bilancio di previsione, che, senza rispondere alle esigenze principali della città, si gioca parte consistente del patrimonio immobiliare pubblico, e, invece di essere un solido punto di riferimento per il processo di programmazione del comune,  rischia di spingerci verso dissesti finanziari futuri».

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