Mercoledì, 23 Maggio 2012
   
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Bilancio

Bilancio comunale, voto contario. De Zordo. "Renzi come Monti sacrifica l'equità e punta su vendita immobili comunali"

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Bilancio comunale, De Zordo. "Renzi come Monti sacrifica l'equità e punta su vendita immobili comunali". Voto contrario in Consiglio al bilancio triennale 2012-2014

"Ho espresso voto contrario alla delibera sul Bilancio triennale e all'allegato Piano delle alienazioni e valorizzazioni. Un bilancio che abbiamo cercato di modificare in punti sostanziali presentando numerosi emendamenti, tutti rigorosamente bocciati dalla maggioranza di palazzo vecchio che ha accettato integralmente, seppur con qualche mal di pancia, la proposta della giunta. E meno male che la delibera è di Consiglio e non di Giunta!
E' stata bocciata la nostra proposta di una progressione dell'Irpef legata agli scaglioni di reddito con l'esenzione di chi guadagna meno 26.000 e l'aumento graduale per i redditi più alti, gli sgravi fiscali dell'Imu per chi fa affitti concordati e per il comodato gratuito e l'aumento per banche e assicurazioni o per i proprietari di più di 10 immobili. Così sacrificando un'equità sociale che già manca anche sul piano nazionale e che avrebbe potuto trovare dei correttivi a livello locale.
Bocciati anche gli stralci dal bilancio delle varianti urbanistiche che consentono il cambio di destinazione d'uso di immobili di proprietà comunale che l'amministrazione vuole vendere per far cassa. Grazie al decreto Salva Italia, prontamente applicato dalla giunta Renzi, si impoverice così il patrimonio immobiliare della collettività e si danno in mano ai privati ben 13 immobili, alcuni di pregio ambientale e culturale straordinario come villa di Rusciano.
Anche le nostre proposte per destinare una parte del cospicuo investimento per il rifacimento delle "strade del lusso" (piu di 4 milioni per tre strade) a favore di verde pubblico, piste ciclabili, smantellamento dell'amianto, sono state bocciate senza che si entrasse nel merito delle proposte, come anche l'attivazione del tram treno da Porta a Prato alle Piagge e da Rifredi a S.M. Novella sostituendo le linee 2 e 3 della tramvia.
Se poi si aggiunge che questo bilancio si basa per un pareggio formale su mutui con le banche che hanno raggiunto oggi un indebitamento per quasi 650 milioni di euro e su alienazioni futuribili, il mio giudizio non può che essere negativo e, coerentemente, ho espresso in Consiglio le motivazioni per il mio voto contrario.
   

Mercafir, approvata una delibera che rischia di tradursi in un pasticcio

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MERCAFIR, GRASSI E DE ZORDO: "UNA DELIBERA APPROVATA IN FRETTA CHE RISCHIA DI TRADURSI IN UN PASTICCIO PER LAVORATORI E ATTIVITA' COMMERCIALI."

Deciso il futuro di 46 ettari di Città e del polmone dell'economia agroalimentare fiorentina sfruttando una procedura d'urgenza e semplificata

"La variante urbanistica sulla Mercafir - affermano i Consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo - sarà una delibera approvata in fretta che rischia di tradursi in un pasticcio: si decide il futuro di 46 ettari della Città e del polmone dell'economia agroalimentare fiorentina sfruttando una procedurea d'urgenza e semplificata."

"La proposta di variante sulla Mercafir presuppone una radicale riorganizzazione funzionale ed aziendale dei servizi attualmente forniti dal Centro Alimentare Polivalente che, secondo le prime ipotesi ad oggi prospettate, comporterebbe un drastico ridimensionamento degli spazi e la conseguente liberazione di una vasta area: in realtà ci pare che la progettazione della nuova organizzazione aziendale e funzionale del CAP - Mercafir non sembra al momento effettivamente conclusa, soprattutto in ordine alle modalità ed ai tempi di dismissione dei servizi e delle attività  oggi collocati nell’area che verrebbe destinata alla trasformazione. Inoltre le varie infrastrutture previste nel quadrante interessato ai fini dell’ammodernamento e della riqualificazione del suo sistema viario e trasportistico, non risultano ancora completamente realizzate, come la tramvia e la sistemazione del sistema metropolitano ferroviario, e per le più importanti addirittura non hanno ancora avuto inizio i lavori, come lo svincolo autostradale di Peretola."

"Non si vede il motivo, pertanto, per procedere ad una variante di questa natura, assunta con finalità di valorizzazione ai sensi dell’art 58 della L133/20 08, e la cui effettiva ricaduta nel bilancio 2012 è altamente improbabile; e soprattutto appare non opportuna una anticipazione di tale portata del Regolamento Urbanistico la cui approvazione è prevista quasi certamente prima che si potranno realizzare i presupposti operativi ed infrastrutturali funzionali alla trasformazione ipotizzata. Per questo abbiamo depositato un emendamento per chiederne lo stralcio della variante e di avviare un percorso che potesse "

"Preoccupa inoltre che la destinazione urbanistica del comparto nord a destinazione produttiva e non più mercatale apre la strada ad una privatizzazione che potrebbe portare il Comune nella direzione di una vendita anche se solo parziale dell’area destinata a mercato, cancellando così qualsiasi tipo di tutela ‘pubblica’ per il mantenimento e la salvaguardia delle attività economiche e dell’occupazione all’interno di Mercafir. Chi acquisterà il terreno e poi realizzerà le strutture potrà contare anche sul fatto che non ci saranno possibilità di ampliamento e i compratori si troverebbero in un regime di semi-monopolio del mercato agro-alimentare. Per l’ennesima volta siamo di fronte ad un’operazione del Sindaco Renzi che pur di recuperare qualche milione di euro in più alle casse comunali, mette in crisi un settore e un polmone economico importante per l’area vasta non solo toscana, mette a rischio moltissimi posti di lavoro e rischia di rivoluzionare e gettare nel caos un’intera area della Città di Firenze.”

“Una zona, quella di Novoli, a cui teniamo particolarmente e sulla quale non neghiamo sia necessario concentrare l’attenzione dell’Amministrazione comunale ma per una riqualificazione e recupero: realizzazione di nuove infrastrutture, collegamento con l’area residenziale a sud del Viale Guidoni e miglioramento delle condizioni di vivibilità e delle aree destinate a verde pubblico sono le nostre priorità.”

“Temiamo di essere di fronte all’ennesimo colpo di teatro del Sindaco Renzi che pur di non affrontare i veri problemi della Città, cerca di lanciare idee faraoniche ma impossibili da concretizzarsi nei modi e nei tempi annunciati. Come può essere credibile che entro la fine di questo anno sia posta la prima pietra dello Stadio se la realizzazione della tramvia ancora rimane un’incognita dal punto di vista economico, lo svincolo di Peretola deve ancora essere appaltato e necessita di ulteriori modifiche progettuali e il sistema metropolitano ferroviario è stato smontato pezzo per pezzo e rinviato alle calende greche dall’accordo firmato dallo stesso Renzi con Rfi nell’ambito degli accordi sull’Av dello scorso Agosto?” – si chiedono Ornella De Zordo e Tommaso Grassi.

   

Villa di Rusciano, De Zordo e Grassi: "Albergo o uffici privati?". Bocciati nostri emendamenti contrari alla vendita

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La maggioranza di Palazzo Vecchio ha bocciato gli emendamenti che abbiamo presentato per impedire la vendita della villa di Rusciano. Abbiamo infatti proposto in Consiglio lo stralcio della variante collegata al bilancio che elimina il vincolo pubblico rendendo possibile un utilizzo privato anche di tipo alberghiero della villa.

In tal modo si chiudono le varie possibilità di utilizzo pubblico del bene a tutto svantaggio del patrimonio pubblico e della libera fruibilità dell'intero complesso.
Abbiamo, con questo atto, voluto sostenere i cittadini che si oppongono alla vendita della magnifica villa di Rusciano e che hanno chiesto che il Comune ripensi all'alienazione del bene a favore di soluzioni alternative che gli stessi residenti hanno ipotizzato per la salvaguardia del pregiato complesso.

Non è stata neppure presa in considerazione la nostra proposta che indipendentemente dalla vendita dell'immobile, vincolasse l'edificio a funzioni pubbliche che potessero essere universitarie o scolastiche, culturali o museali, di pubblica amministrazione o socio-sanitaria: è palese che l'unico scopo della scelta fatta dall'Amministrazione è quello di far cassa nel bilancio.

Vendere il patrimonio del Comune per far cassa è una scelta sbagliata; in questo caso è anche una perdita grande rispetto al patrimonio comunale e un rischio per la conservazione dell'intero complesso, visto che si vuole vendere la villa e una porzione di terreno di pertinenza della casa ex rurale. Il resto, cioè il magnifico parco, rimarrebbe pubblico, vale a dire manutenuto a spese dell'amministrazione comunale a tutto vantaggio del futuro proprietario della villa che ne beneficerebbe in pieno.

   

Alienazioni in bilancio. No alla svendita del patrimonio pubblico. Presentato lo stralcio per 9 dei 13 immobili messi a bilancio.

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La svendita del patrimonio pubblico per far cassa è il modo più semplice, e più sbagliato, di amministrare un territorio. Semplice perchè basta inserire ipotetiche cifre nel bilancio comunale come entrate per far figurare un pareggio altrimenti inesistente, senza avere nessuna certezza di portare in fondo l'operazione, anzi spesso sapendo che non si arriverà mai alla vendita; sbagliato perchè significa impoverire il patrimonio della collettività per cercare di far cassa, ridurre gli spazi destinati a uso pubblico e sociale e aumentarne la privatizzazione  impoverendo il tessuto cittadino di valori ambientali e sociali.
Per questo abbiamo depositato emendamenti di stralcio dalla delibera collegata al bilancio per 9 immobili: villa di Rusciano, Le Rampe, Ex colonica Artom, ex scuola via Villamagna, Impianto sportivo di San Bartolo, Meccanotessile, Mercafir, e Villa Demidoff e Sant'Agnese.

Ognuno degli immobili di cui si chiede lo stralcio offre, oltre alle sucitate motivazioni generali,  ragioni specifiche per il suo mantenimento a bene e destinazione pubblici: in alcuni casi sono complessi ambientalmente e culturalmente rilevanti come la villa di Rusciano e il Meccanotessile, in altri ospitano esperienze culturalmente vive e libere da logiche di mercato come l'ex scuola di Villamagna, in altri implicano scelte impattanti sul tessuto urbano come la Mercafir, in altri ancora impoveriscono l'offerta di servizi socio- sanitari nel centro storico come l'Istituto Demidoff e Sant'Agnese.
Si aggiunga che inserire gli immobili di proprietà comunale e della Asl in bilancio con contestuale cambio di destinazione d'uso grazie a una pronta applicazione del decreto "Salva Italia", sottrae a qualsiasi valutazione complessiva una parte importante di pianificazione del territorio perchè ogni operazione viene considerata a sé senza che si tenga conto di equilibri urbani e distribuzione complessiva di funzioni, attivando scorciatoie che rappresentano la negazione del concetto stesso di urbanistica.
   

Bilancio triennale, Piano degli investimenti:

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"Le risorse vadano su verde, amianto, solare, tram-treno Piagge e Faentina, Nidiaci e piste ciclabili".

Spostati investimenti da strade del lusso, incarichi esterni, asilo nido in Palazzo Vecchio e inutili sotto-attraversamenti stradali .

 

I Consiglieri De Zordo e Grassi hanno presentato numerosi emendamenti al Piano degli investimenti del bilancio triennale del Comune, che vanno nella direzione di  finanziare opere infrastrutturali di trasporto pubblico locale su ferro, come il tram-treno alle Piagge e sulla Faentina, investire risorse in settori nuovi e di interesse ambientale, come l'eliminazione dell'amianto e l'installazione di impianti solari su scuole, edifici pubblici e impianti sportivi, e infine incrementarne i fondi nei settori penalizzati come piste ciclabili e verde pubblico, prevedendo anche l'esproprio per la salvaguardia della ludoteca con l'annessa area verde ai Nidiaci.

 

"Proponiamo di spostare risorse da alcuni capitoli di spesa che ci sembrano sovradimensionati o non condivisibili: oltre un milione di euro per il rifacimento di ciascuna delle strade del lusso del centro storico sono risorse eccessivamente onerose e concentrate in un'unica zona della Città, a cui si sommano i non finalizzati e sospetti incarichi esterni per non meglio precisati 'studi sulla mobilità' per ben 4 milioni di euro nel triennio, un asilo nido da realizzarsi all'interno di Palazzo Vecchio con annessa area verde da creare nel cortile degli uffici e infine la realizzazione di inutili sotto-attraversamenti stradali come quello Fortezza - Panciatichi o quello ferroviario sulla direttrice Crispi - Paoletti."

 

"Avremmo voluto fare una operazione simile di ridistribuzione delle risorse anche per la parte corrente del bilancio, potendo contare sugli 8 milioni di euro in più che sarebbero derivati dalla rimodulazione delle aliquote dell'IRPEF che avevamo proposto: esentavano dal pagamento oltre il 60% della popolazione fiorentina aumentando l'aliquota dei reddiri più alti e consentivano al Comune di poter investire nuove risorse sul settore sociale e sanitario, ma anche educativo e infine di destinare un pò di risorse da utilizzare per le attività culturali delle realtà associative del territorio, ma il Pd ha bocciato la nostra proposta e gli 8 milioni di euro in cassa non ci sono. - concludono i due Consiglieri - Aspettando di conoscere quale sarà l'esito del voto in Consiglio comunale la prossima settimana riteniamo di aver svolto il nostro ruolo di Consiglieri, che seppur all'opposizione, non si sottraggono dal confronto nel merito di proposte concrete di miglioramento e di governo della Città."

   

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