Martedì, 18 Giugno 2013
   
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Bilancio

Liberalizzazioni, a Firenze la maggioranza sta con Monti e non sostiene il ricorso alla Corte costituzionale

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“La maggioranza che governa il Comune di Firenze preferisce difendere l’operato di Monti, le liberalizzazioni e la deregolamentazione delle norme anche regionali, che imponevano limitazioni degli orari di vendita e delle festività, e boccia la proposta da noi avanzata di sostenere il ricorso della Regione Toscana alla Corte Costituzionale.” – affermano i Consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo.

“Finalmente il Comune di Firenze si è schierato: prima con le parole del Vice-Sindaco Nardella che ha esplicitamente lodato il coraggio del Governo Monti di aver saputo cogliere l’opportunità di procedere ad una liberalizzazione completa, e poi con il voto contrario della maggioranza che ha bocciato la richiesta di sostenere i motivi del ricorso della Regione Toscana contro il Decreto Liberalizzazioni..”

“Non riusciamo a capire dove sia la battaglia contro la crisi nel provvedimento dello Stato che sicuramente grazie alla liberalizzazione totale e selvaggia degli orari e delle aperture farà un ennesimo favore alla grande distribuzione, senza portare alcun beneficio alle piccole e medie attività commerciali e penalizzando i dipendenti delle grandi catene multinazionali del commercio. Non crediamo che sia questo il metodo per uscire dalla crisi, e che ci sia un modo alternativo che punta sul piccolo e medio indotto, sulla filiera corta e su un metodo alternativo di consumare ed acquistare, basato sulla qualità dei prodotti locali e tipici, che si oppone alla logica consumistica del consumare tanto, tutto e sempre.”

“Abbiamo tentato oggi in Consiglio di far assumere al Comune una posizione non complice dell’operato del Governo, – concludono i due Consiglieri – ma la maggioranza ha respinto il nostro tentativo di assumere una posizione contraria alla liberalizzazione sui negozi messa in atto dal Governo Monti.”

 

Spese militari. perUnaltracittà deposita risoluzione contro i 18 miliardi per i caccia F35

Bilancio

Spese militari. perUnaltracittà deposita in Commissione Pace una risoluzione per stornare le spese di 18 miliardi per gli F35

"In un momento così difficile di crisi economica e sociale riteniamo grave e incomprensibile che il ministro-ammiraglio Di Paola continui a difendere il progetto dell'acquisto dei  discussi cacciabombardieri F-35 per ben 18 miliardi e dichiari che il Governo vuole intensificare la presenza militare italiana in Afghanistan dotando i nostri AMX di capacità di attacco al suolo. Lo dichiarano i consiglieri di PerUnaltracittà De Zordo, Sodi e Alberici che aggiungono: "Siamo dentro una logica distruttiva, pertanto è stata depositata in Commissione Pace, al Comune di Firenze, una Risoluzione che raccoglie gli indirizzi e le proposte di associazioni pacifiste e movimenti nazionali tra cui Sbilanciamoci! e Pax Christi e che è già stata votata, in alcuni casi all'unanimità, in consigli comunali tra cui Palermo e Padova"

"Esprimendo il dissenso sul dirottamento da parte dal Governo Monti di alcune risorse del fondo per lo sviluppo nel bilancio della Difesa per acquistare armi, chiediamo nel testo della Risoluzione che queste risorse possano essere viceversa destinate a salvaguardare le pensioni delle fasce sociali più deboli e agli Enti Locali per garantire quei
servizi sociali essenziali a rispondere ai bisogni primari dei cittadini, che altrimenti verranno ulteriormente penalizzati dalla riduzione dei trasferimenti con la diretta  conseguenza di un peggioramento delle condizioni di vita della collettività" concludono i consiglieri De Zordo, Alberici e Sodi.

Di seguito il testo della risoluzione:

Tipologia: Risoluzione

Oggetto: spese militari


Premesso che:
- Il governo nazionale ha dirottato alcune risorse del fondo per lo sviluppo nel bilancio della Difesa per acquistare armi;
- la cifra stanziata è di circa 18 miliardi di euro destinati alla produzione di 135 cacciabombardieri e 135 milioni di euro per l’acquisizione di unità navali della Fremm;
- sono previsti ulteriori finanziamenti, per il 2012, per la produzione di 4 sommergibili, cacciabombardieri F 35 e delle due fregate Orizzonte per una spesa di circa 780 milioni di euro;
- sarà finanziato il Progetto della mininaja “Vivi le forze armate”, per una spesa di 8 milioni e cinquecentomila euro;
- tali scelte, operate dal precedente governo, sono state confermate dal governo presieduto da Mario Monti.

Considerato che:
- l’attuale crisi economica sta facendo pagare un prezzo altissimo ai cittadini;
- gli Enti Locali verranno ulteriormente penalizzati dalla riduzione dei trasferimenti che avranno come conseguenza una ulteriore diminuzione dei servizi e un peggioramento delle condizioni di vita;

IL CONSIGLIO COMUNALE DI FIRENZE

- considera improponibili queste spese;
- esprime il proprio dissenso rispetto a tale scelta;
- fa voti affinché questi fondi stanziati per le armi, strumenti di
morte, possano essere viceversa destinati a salvaguardare le pensioni
delle fasce sociali più deboli e agli Enti Locali per garantire quei
servizi sociali essenziali a rispondere ai bisogni primari dei
cittadini.

IMPEGNA LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE

A far pervenire quanto deliberato al Presidente del Consiglio dei Ministri
Spese militari
perUnaltracittà
deposita in Commissione Pace una risoluzione per stornare le spese di 18 miliardi per gli F35

"In un momento così difficile di crisi economica e sociale riteniamo grave e incomprensibile che il ministro-ammiraglio Di Paola continui a difendere il progetto dell'acquisto dei  discussi cacciabombardieri F-35 per ben 18 miliardi e dichiari che il Governo vuole intensificare la presenza militare italiana in Afghanistan dotando i nostri AMX di capacità di attacco al suolo. Lo dichiarano i consiglieri di PerUnaltracittà De Zordo, Sodi e Alberici che aggiungono: "Siamo dentro una logica distruttiva, pertanto è stata depositata in Commissione Pace, al Comune di Firenze, una Risoluzione che raccoglie gli indirizzi e le proposte di associazioni pacifiste e movimenti nazionali tra cui Sbilanciamoci! e Pax Christi e che è già stata votata, in alcuni casi all'unanimità, in consigli comunali tra cui Palermo e Padova"

"Esprimendo il dissenso sul dirottamento da parte dal Governo Monti di alcune risorse del fondo per lo sviluppo nel bilancio della Difesa per acquistare armi, chiediamo nel testo della Risoluzione che queste risorse possano essere viceversa destinate a salvaguardare le pensioni delle fasce sociali più deboli e agli Enti Locali per garantire quei
servizi sociali essenziali a rispondere ai bisogni primari dei cittadini, che altrimenti verranno ulteriormente penalizzati dalla riduzione dei trasferimenti con la diretta  conseguenza di un peggioramento delle condizioni di vita della collettività" concludono i consiglieri De Zordo, Alberici e Sodi.

Di seguito il testo della risoluzione:

Tipologia: Risoluzione

Oggetto: spese militari


Premesso che:

- Il governo nazionale ha dirottato alcune risorse del fondo per lo
sviluppo nel bilancio della Difesa per acquistare armi;

- la cifra stanziata è di circa 18 miliardi di euro destinati alla
produzione di 135 cacciabombardieri e 135 milioni di euro per
l’acquisizione di unità navali della Fremm;

- sono previsti ulteriori finanziamenti, per il 2012, per la
produzione di 4 sommergibili, cacciabombardieri F 35 e delle due
fregate Orizzonte per una spesa di circa 780 milioni di euro;

- sarà finanziato il Progetto della mininaja “Vivi le forze armate”,
per una spesa di 8 milioni e cinquecentomila euro;

- tali scelte, operate dal precedente governo, sono state
confermate dal governo presieduto da Mario Monti.


Considerato che:

- l’attuale crisi economica sta facendo pagare un prezzo altissimo ai cittadini;

- gli Enti Locali verranno ulteriormente penalizzati dalla riduzione
dei trasferimenti che avranno come conseguenza una ulteriore
diminuzione dei servizi e un peggioramento delle condizioni di vita;


IL CONSIGLIO COMUNALE DI FIRENZE



- considera improponibili queste spese;



- esprime il proprio dissenso rispetto a tale scelta;



- fa voti affinché questi fondi stanziati per le armi, strumenti di
morte, possano essere viceversa destinati a salvaguardare le pensioni
delle fasce sociali più deboli e agli Enti Locali per garantire quei
servizi sociali essenziali a rispondere ai bisogni primari dei
cittadini.



IMPEGNA LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE



A far pervenire quanto deliberato al Presidente del Consiglio dei Ministri
 

Il liberismo di Renzi bocciato pure da Standard and Poor's. Rating Firenze da "A" a "BBB+". De Zordo, "Comune esca da logica mercantile"

Bilancio

Il liberismo di Renzi bocciato pure da Standard and Poor's

Rating Firenze da "A" a "BBB+". De Zordo, "Comune esca da logica mercantile"

Standard and Poor's boccia il bilancio del Comune di Firenze e ne taglia il rating, evidenziando previsioni negative; lo stesso giorno Fitch taglia quello di Acea, la multinazionale proprietaria insieme a Palazzo Vecchio di Publiacqua spa, che nonostante il referendum del giugno scorso resta saldamente nelle mani dei privati.

L'uso del modello liberista perseguito dall'amministrazione fiorentina a quanto pare non convince nemmeno le agenzie di rating, oggi detentrici assolute del dogma finanziario-capitalista.

Gli enti locali colpiti da Standard and Poor's sono in tutta Italia solo 13 (ci sono ad esempio città ultra indebitate come Roma e Torino, regioni come Lazio, Campania e Sicilia). L'amministrazione non può quindi nemmeno accampare la scusa che si tratta di un declassamento dovuto a seguito del taglio del rating della Repubblica Italiana avvenuto due settimane fa. Un rating maggiore a quello statale può essere infatti assegnato se un'ente locale ha un'economia più vitale, una minore dipendenza dai trasferimenti statali o un'alta flessibilità finanziaria. Non è il caso di Firenze, che vede un bilancio sofferente, ultraindebitato con le banche e carico di poste che ai tempi di Tremonti avremmo definito "creative" (come ad esempio il Piano delle alienazioni).

Detto questo è evidente che è urgente uscire dalla logica della finanza neoliberista, dove la realtà dei fatti viene interpretata e modificata a seconda degli interessi del mercato finanziario che non esita a speculare sulle debolezze degli Stati e degli Enti locali. Le agenzie di rating in mano alle banche pronte a guadagnare dalla bocciatura delle istituzioni non ci porteranno certo a risolvere i problemi esistenti, anzi è vero esattamente il contrario. Per disinnescare il loro meccanismo perverso è necessario uscire dal modello stesso, sperimentare atti di disobbedienza civile, anche istituzionali, verso azioni del governo centrale che non è difficile reputare incostituzionali, contro il bene comune e i bisogni dei cittadini.

Un atto fondamentale di disobbedienza civile e istituzionale è, ad esempio, quello contro il Patto di stabilità imposto agli enti locali, che penalizza soprattutto i servizi sociali destinati alle fasce più deboli della popolazione. Ci sono poi delle azioni che evidentemente l'amministrazione di Renzi non può e non vuole realizzare - pena l'esclusione
dal "grande centro politico" neocapitalista - ovvero utilizzare gli strumenti del Trattato di Lisbona per promuovere e costruire una "Carta europea dei beni comuni" mediante la quale inserire la nozione di bene comune tra i valori fondanti dell'Unione e fronteggiare la dimensione mercantile del diritto comunitario; allo stesso tempo modificare lo Statuto comunale per introdurre la nozione di bene comune, non soltanto simbolica, ma capace di influenzare le politiche pubbliche locali in materia di acqua, rifiuti, consumo di suolo, qualità dell'aria, verde pubblico, servizi e spazi sociali. Tutte proposte concrete che sono state condivise e formalizzate da amministratori e attivisti partecipanti al Forum dei Comuni per i Beni Comuni tenutosi a Napoli il 28 gennaio, da dove è partito un forte richiamo a un modello del tutto alternativo di governo delle città.

Infine è necessario attuare la volontà referendaria espressa dagli italiani lo scorso giugno, e anche il Comune di Firenze deve impegnarsi a gestire l'acqua attraverso un modello pubblico partecipato (come ha fatto Napoli con la società Abc) ed eliminare dalla tariffa dell'acqua il 7% relativo alla remunerazione del capitale investito, uscendo così dalla logica del profitto. Si tratta di un passaggio fondamentale, che il Governo cerca di neutralizzare anche nell'ultimo decreto "Cresci Italia" in cui si dice che il servizio idrico non va privatizzato ma allo stesso tempo si inserisce la clausola che le aziende speciali devono essere sottoposte al Patto di stabilità: la diretta conseguenza è che i Comuni non avendo risorse non possono che gestire con i privati il servizio.

   

Le strade del lusso, De Zordo: "Quanto costa ai fiorentini loro sistemazione?"

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Depositata domanda d'attualità
Le strade del lusso, De Zordo: "Quanto costa ai fiorentini loro sistemazione?"
Ripavimentare via Tornabuoni fa pari con la vendita di via de' Conciatori

E' una questione di trasparenza. Oltre che di priorità di spesa in un bilancio comunale come quello del comune di Firenze, già indebitato con le banche per più del 50%. Giusto quindi che innanzi tutto i fiorentini sappiano quanto verrà loro a costare la sitemazione superraffinata che il Comune ha in mente di realizzare per le strade del lusso, e in che modo verranno trovati i soldi che il Comune non ha.

Accendere mutui con le banche è ormai il modo più diffuso di far fronte a spese che le casse vuote di Palazzo Vecchio non si potrebbero permettere. Peccato che i mutui prima o poi vadano pagati, e a pagarli saranno i fiorentini nel corso degli anni e non gli amministratori di turno. Che questo aspetto non sia secondario lo si comprende a vedere la cifra enorme preventivata per il rifacimento stradale del salotto buono di Firenze: 1.850.000 solo per poche centinaia di metri di via Tornabuoni, regno delle boutique di stilisti di alta moda e di gioielleria, 2.200.000 euro per via Panzani e via Cerretani, 800.000 euro per via Martelli, solo per fare qualche esempio. E che tipo di mutui sono stati accesi? Con quali banche? A quali interessi e di quale durata?

Tutte domande che è giusto porre perché è solo sui cittadini che ricadono questi costi. L'altra domanda di fondo è se è proprio necessario spendere tutto questo denaro pubblico per impreziosire le vie della moda quando poi ci viene detto che i tagli sugli enti locali non consentono di far fronte alle spese sul sociale e sui servizi. Se vi sono problemi sul fondo stradale che si rimedi al problema, come andrebbe fatto anche in altre zone della città, ma qui l'intervento è ben altro. Per noi è un'offesa in tempi di crisi economica spendere milioni di euro di denaro pubblico in un'operazione del genere. Altre sarebbero le priorità di un'amministrazione che sta dalla parte della cittadinanza e non delle griffes di alta moda che hanno ben altri modi per finanziare l'abbellimento del contesto in cui vendono la loro merce.

Ci rendiamo conto delle proporzioni ?  il Comune ha venduto lo stabile di via de' Conciatori(1.900.000), alienando oltre che un pezzo di proprietà pubblica uno spazio autogestito di aggregazione sociale e culturale, per ripavimentare via Tornabuoni. E poi ci si meraviglia se parti sempre più consistenti di città si ribellano a decisioni così discutibili?



Domanda d'attualità

Considerato che nei giorni scorsi sono stati annunciati nuovi lavori stradali per il 2012 e 2013;
Visto che nel 2012 nuovi lavori stradali riguarderanno via Tornabuoni (due lotti, circa un milione e 850 mila euro di costo), via Cerretani e via Panzani (oltre 2,2 milioni di euro), via Martelli (800 mila euro), piazza del Duomo (700 mila euro), il percorso pedonale Duomo Oblate (160 mila euro), via delle Oche e via dello Studio (242 mila euro), via delle Terme (250 mila euro), via Sant'Agostino (388.700 euro), via della Colonna (un milione), piazza Santo Spirito (400 mila euro), piazza dei Nerli (1,7 milioni di euro), via Venezia Micheli e Modena (un milione), mentre nel 2013 saranno rifatte via Por Santa Maria (un milione di euro di spesa), piazza dei Ciompi (800 mila euro) e lungarno Acciaioli (800 mila euro);
Considerato che per tali lavori vengono richiesti e stipulati mutui con banche varie;

si chiede al Sindaco e/o all'Assessore al Bilancio
1) se per tutti i i lavori stradali annunciati nei giorni scorsi e previsti per il 2012 e 2013 sono stati richiesti e già stipulati contratti di mutui;
2) quali sono le banche con cui sono stati stipulati i contratti di mutuo;
3)  quali sono i tassi, la data di inzio di ammortamento e l'ultimo anno di pagamento delle rate dei mutui in questione;
4) quali sono gli altri lavori e interventi di viabilità e di manutenzione straordinaria stradale per i quali sono stati assunti mutui e per quale importo complessivo, dal luglio 2009 a oggi;
5) se l'AC sta procedendo a nuove e ulteriori richieste di mutui per altri nuovi lavori stradali e quale sia il loro importo singolo per opera e totale.
Ornella De Zordo

 

Vendita Ataf. Confermati i dubbi sulla validità dell'assemblea con le sole quote di Firenze.

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Vendita Ataf, De Zordo e Grassi: "Confermati i dubbi sulla validità dell'assemblea con le sole quote di Firenze"

La risposta in aula dell'assessore Mattei alla nostra domanda d'attualità conferma i dubbi sulla validità della decisione di vendere Ataf che è stata presa il 10 gennaio dall'assemblea dei soci proprietari. I patti parasociali avrebbero infatti richiesto una votazione con il 90% delle quote a favore mentre in quella occasione si espresse a favore della vendita solo il comune di Firenze che possiede l'82%.

A questo punto sarà bene che i Comuni che non condividono la scelta si facciano sentire e comunque fin da domani acquisiremo gli atti e valuteremo insieme a un pool di giuristi se vi siano le condizioni per impugnare un atto la cui mancata validità avrebbe conseguenze sull'intero iter di privatizzazione.

Il bando oggi annunciato da Ataf per la privatizzazione del ramo tpl rappresenta quindi un passo nel vuoto la cui validità è connessa alla decisione di un'assemblea la cui regolarità viene oggi messa in dubbio dallo stesso assessore alla mobilità.
   

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