Lunedì, 21 Maggio 2012
   
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Truffa derivati. Amministrazione immobile per anni. La giunta renda conto in Consiglio

Bilancio

Truffa derivati, De Zordo. Amministrazione immobile per anni. La giunta renda conto in Consiglio
L'allarme è del 2007, cosa è successo nel frattempo? Nel gennaio 2010 approvata mozione presentata dalla lista di cittadinanza
"perUnaltracittà chiede che l'assessore al bilancio Angelo Falchetti renda conto al Consiglio dell'utilizzo dei prodotti derivati, anche in relazione dell'inchiesta giudiziaria, già dalla prima seduta possibile, quella del 10 gennaio. E' dal 2007 che stigmatizziamo l'uso dei derivati a sostegno alla finanza pubblica locale". Lo ha detto Ornella De Zordo commentando l'inchiesta della Procura di Firenze che ha portato la Guardia di Finanza a indagare 22 persone e sequestrare 22 milioni di euro a banche italiane ed estere per il reato di truffa aggravata su operazioni di finanza derivata, i cosiddetti Swap, stipulati dal 1999 in poi anche dal Comune di Firenze, oltre che da Regione Toscana ed altri comuni fiorentini.
"Al di là di ciò a cui porterà l'inchiesta della Procura fiorentina è ormai chiaro come la giunta guidata da Leonardo Domenici sia responsabile dell’ampio utilizzo dei derivati in operazioni rischiose e speculative. Operazioni che rappresentano un danno per i cittadini che avranno comunque l'onere di ripianare i debiti contratti - aumentati d’importo per una gestione improvvida dello strumento finanziario  - con l’aumento dei prelievi fiscali e con un’erosione dei servizi offerti dagli enti pubblici stessi”.
"Come primo atto di questa legislatura, nel giugno 2009, perUnaltracittà ha presentato in Consiglio Comunale una mozione perché i cittadini siano debitamente informati su questo fenomeno  – ha ricordato De Zordo – e non venisse più fatto ricorso all'utilizzo dei derivati in futuro da parte del Comune di Firenze. La nostra richiesta prevedeva che il Comune privilegiasse tutte le operazione di finanza purché trasparenti ed etiche, con il pieno coinvolgimento e la diffusione dell’informazione verso i cittadini, e che rendesse pubblico il dettaglio di tutte le operazioni compiute dall’amministrazione; dopo un iter durato alcuni mesi, nel gennaio 2010, le nostre richieste sono state accolte nella sostanza dalla Commissione Controllo e quindi dal Consiglio comunale".
PerUnaltracittà ha aderito sin dal 2007 alla campagna nazionale “A carte scoperte” – promossa dall’autorevole associazione Finansol.it – per una piena e trasparente informazione sul fenomeno dell’utilizzo dei derivati. In questi anni, infatti, molti enti locali e regioni italiane hanno utilizzato i derivati come meccanismo finanziario di sostegno alla finanza pubblica locale. A fine 2006, secondo il Ministero del Tesoro, gli enti locali e le regioni italiane sono esposti per complessivi 13 miliardi di euro. Sempre per il Ministero del Tesoro tra il 2002 e il primo semestre 2007 sono circa 900 i derivati firmati da 525 enti locali e regioni (459 Comuni, 45 Province, 17 Regioni e 4 Comunità montane) di cui ben 151 stipulati tra gennaio e il 30 giugno scorso. Per Banca d’Italia il valore di mercato dei derivati in tasca agli enti locali lo scorso anno era negativo per un miliardo e 55 milioni di euro, su una perdita complessiva di 5 miliardi di euro attribuibili al sistema paese.
Secondo la Consob a giugno 2004 il controvalore nozionale delle posizioni in derivati detenute da intermediari italiani nei confronti di imprese ed enti locali risultava pari a circa 146 miliardi di euro. Circa l’80% dei contratti risulta in perdita con una rimessa media per operazione di circa 80.000 euro. L’inchiesta dell’Autorità di controllo della Borsa sottolineava come gli Enti Locali avessero peraltro subito perdite medie molto più elevate di quelle delle imprese (circa 430.000 euro contro 76.000 ), anche a causa della dimensione media dei contratti più elevata (circa 12 milioni di euro di valore nozionale, contro i 2,6 milioni di euro delle imprese).
L'allarme è del 2007, cosa è successo nel frattempo? Nel gennaio 2010 approvata mozione presentata dalla lista di cittadinanza
"perUnaltracittà chiede che l'assessore al bilancio Angelo Falchetti renda conto al Consiglio dell'utilizzo dei prodotti derivati, anche in relazione dell'inchiesta giudiziaria, già dalla prima seduta possibile, quella del 10 gennaio. E' dal 2007 che stigmatizziamo l'uso dei derivati a sostegno alla finanza pubblica locale". Lo ha detto Ornella De Zordo commentando l'inchiesta della Procura di Firenze che ha portato la Guardia di Finanza a indagare 22 persone e sequestrare 22 milioni di euro a banche italiane ed estere per il presunto reato di truffa aggravata su operazioni di finanza derivata, i cosiddetti Swap, stipulati dal 1999 in poi anche dal Comune di Firenze, oltre che da Regione Toscana ed altri comuni fiorentini.
"Al di là di ciò a cui porterà l'inchiesta della Procura fiorentina è ormai chiaro come la giunta guidata da Leonardo Domenici potrebbe essere responsabile dell’ampio utilizzo dei derivati in operazioni rischiose e speculative. Operazioni che rappresenterebbero un danno per i cittadini che avranno comunque l'onere di ripianare i debiti contratti - nel caso aumentati d’importo per una gestione improvvida dello strumento finanziario  - con l’aumento dei prelievi fiscali e con un’erosione dei servizi offerti dagli enti pubblici stessi”.
"Come primo atto di questa legislatura, nel giugno 2009, perUnaltracittà ha presentato in Consiglio Comunale una mozione perché i cittadini siano debitamente informati su questo fenomeno  – ha ricordato De Zordo – e non venisse più fatto ricorso all'utilizzo dei derivati in futuro da parte del Comune di Firenze. La nostra richiesta prevedeva che il Comune privilegiasse tutte le operazione di finanza purché trasparenti ed etiche, con il pieno coinvolgimento e la diffusione dell’informazione verso i cittadini, e che rendesse pubblico il dettaglio di tutte le operazioni compiute dall’amministrazione; dopo un iter durato alcuni mesi, nel gennaio 2010, le nostre richieste sono state accolte nella sostanza dalla Commissione Controllo e quindi dal Consiglio comunale".
PerUnaltracittà ha aderito sin dal 2007 alla campagna nazionale “A carte scoperte” – promossa dall’autorevole associazione Finansol.it – per una piena e trasparente informazione sul fenomeno dell’utilizzo dei derivati. In questi anni, infatti, molti enti locali e regioni italiane hanno utilizzato i derivati come meccanismo finanziario di sostegno alla finanza pubblica locale. A fine 2006, secondo il Ministero del Tesoro, gli enti locali e le regioni italiane sono esposti per complessivi 13 miliardi di euro. Sempre per il Ministero del Tesoro tra il 2002 e il primo semestre 2007 sono circa 900 i derivati firmati da 525 enti locali e regioni (459 Comuni, 45 Province, 17 Regioni e 4 Comunità montane) di cui ben 151 stipulati tra gennaio e il 30 giugno scorso. Per Banca d’Italia il valore di mercato dei derivati in tasca agli enti locali lo scorso anno era negativo per un miliardo e 55 milioni di euro, su una perdita complessiva di 5 miliardi di euro attribuibili al sistema paese.
Secondo la Consob a giugno 2004 il controvalore nozionale delle posizioni in derivati detenute da intermediari italiani nei confronti di imprese ed enti locali risultava pari a circa 146 miliardi di euro. Circa l’80% dei contratti risulta in perdita con una rimessa media per operazione di circa 80.000 euro. L’inchiesta dell’Autorità di controllo della Borsa sottolineava come gli Enti Locali avessero peraltro subito perdite medie molto più elevate di quelle delle imprese (circa 430.000 euro contro 76.000 ), anche a causa della dimensione media dei contratti più elevata (circa 12 milioni di euro di valore nozionale, contro i 2,6 milioni di euro delle imprese).

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