Ex Meyer, De Zordo: "Non dividiamo i nuclei famigliari"
Mentre si alza l’allarme anche istituzionale (gli interessati se n’erano accorti da tempo) sul problema casa, il sindaco va in televisione e annuncia l’ennesimo sgombero, avvisando che da lunedì ogni giorno è buono per buttar fuori gli scomodi irregolari dall’ex Meyer.
Irregolari perché occupanti di un fabbricato pubblico dimesso e vuoto, in realtà uomini, donne, bambini, che lavorano nei nostri cantieri, che vanno a scuola, che fanno le badanti. Molti richiedenti asilo, che dovrebbero essere ospitati dall’amministrazione, e invece sono abbandonati quando va bene, altrimenti sgomberati da viale guidoni, dagli ex macelli, ora dal Meyer. 150 persone di cui ci accorgiamo quando c’è da indignarsi per il “degrado” ma che vanno benissimo quando c’è da far fare un lavoro a nero o sottopagato.
La ricetta “umanitaria” di Palazzo Vecchio è poi difficile da accettare: donne e bambini in istituto, gli uomini qualche giorno all’albergo popolare, e poi? Di nuovo per strada, una pseudo-soluzione già sperimentata dalla giunta Domenici: si spaccano le famiglie, si creano enormi difficoltà per il lavoro e il rapporto con i figli, poi sulle macerie degli ex nuclei familiari arrivano gli assistenti sociali, e magari si tolgono i bambini perché non ci sono (più) le condizioni per tenerli. In più, di fronte alla dignità di chi dice “ce ne andiamo da soli, se dovete trattarci così, no, grazie”, non si accetta di rinviare lo sgombero neanche di una o due settimane.
[perUnaltracittà 13/06/10]
Mentre si alza l’allarme anche istituzionale (gli interessati se n’erano accorti da tempo) sul problema casa, il sindaco va in televisione e annuncia l’ennesimo sgombero, avvisando che da lunedì ogni giorno è buono per buttar fuori gli scomodi irregolari dall’ex Meyer.
Irregolari perché occupanti di un fabbricato pubblico dismesso e vuoto, in realtà uomini, donne, bambini, che lavorano nei nostri cantieri, che vanno a scuola, che fanno le badanti. Molti richiedenti asilo, che dovrebbero essere ospitati dall’amministrazione, e invece sono abbandonati quando va bene, altrimenti sgomberati da viale guidoni, dagli ex macelli, ora dal Meyer. 150 persone di cui ci accorgiamo quando c’è da indignarsi per il “degrado” ma che vanno benissimo quando c’è da far fare un lavoro a nero o sottopagato.
La ricetta “umanitaria” di Palazzo Vecchio è poi difficile da accettare: donne e bambini in istituto, gli uomini qualche giorno all’albergo popolare, e poi? Di nuovo per strada, una pseudo-soluzione già sperimentata dalla giunta Domenici: si spaccano le famiglie, si creano enormi difficoltà per il lavoro e il rapporto con i figli, poi sulle macerie degli ex nuclei familiari arrivano gli assistenti sociali, e magari si tolgono i bambini perché non ci sono (più) le condizioni per tenerli. In più, di fronte alla dignità di chi dice “ce ne andiamo da soli, se dovete trattarci così, no, grazie”, non si accetta di rinviare lo sgombero neanche di una o due settimane.
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