La situazione è nota, o dovrebbe esserlo: edilizia pubblica ridotta al lumicino, un mercato dell’affitto che continua a pretendere canoni insostenibili per una parte crescente di popolazione, la rendita che imperversa nonostante le parole di circostanza dell’amministratore di turno, si chiami Biagi o si chiami Renzi, decine di sfratti ogni settimana, ormai quasi tutti per morosità, segno tangibile di una crisi che costantemente fa aumentare il numero di chi non riesce materialmente ad arrivare a fine mese, e rischia così di trovarsi senza una casa, dopo aver perso magari anche il lavoro.
Le risposte delle istituzioni sono del tutto insufficienti, o, come sempre più spesso fa il comune di Firenze, sono mirate a colpire non la rendita e la speculazione, ma le azioni di autodifesa come le occupazioni di edifici dismessi, in nome di un legalitarismo formale, freddo e indifferente davanti alla sofferenza reale di persone in carne ed ossa private di un diritto fondamentale.
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