Firenze, 10 Giugno 2008
Sappiamo che sono numerose, e purtroppo in crescita, le situazioni di estremo disagio e di vera e propria emergenza abitativa, che coinvolgono tante persone, italiane e straniere, sfruttate dal mercato del lavoro nero, espulse dalla speculazione sugli alloggi e sui posti letto. A fronte di una sostanziale impotenza, e incapacità, delle amministrazioni a fronteggiare efficacemente queste situazioni, si sono sviluppate nel tempo forme di resistenza e di autodifesa che hanno portato all'occupazione di immobili dismessi da anni, recuperandoli ad una funzione sociale quanto meno di "rifugio".
Riteniamo inaccettabili e irresponsabili quelle posizioni che chiedono o preannunciano sgomberi di questi immobili senza avere individuato soluzioni alternative perché queste persone, uomini donne bambini, non possono essere lasciati per strada.
Auspichiamo pertanto che non si proceda con gli sgomberi annunciati, ma che al contrario si affronti in maniera adeguata, a livello metropolitano, il problema dell'emergenza abitativa, che dovrebbe essere una delle vere priorità delle amministrazioni. La sicurezza si ottiene garantendo i diritti di tutti, e combattendo l'esclusione e l'emarginazione, la vera illegalità è consentire, nella città delle mille case vuote e dei 350 euro a posto letto, che ci siano delle persone costrette a vivere in baracche e in situazioni disumane.
Sappiamo che sono numerose, e purtroppo in crescita, le situazioni di estremo disagio e di vera e propria emergenza abitativa, che coinvolgono tante persone, italiane e straniere, sfruttate dal mercato del lavoro nero, espulse dalla speculazione sugli alloggi e sui posti letto. A fronte di una sostanziale impotenza, e incapacità, delle amministrazioni a fronteggiare efficacemente queste situazioni, si sono sviluppate nel tempo forme di resistenza e di autodifesa che hanno portato all'occupazione di immobili dismessi da anni, recuperandoli ad una funzione sociale quanto meno di "rifugio".
Riteniamo inaccettabili e irresponsabili quelle posizioni che chiedono o preannunciano sgomberi di questi immobili senza avere individuato soluzioni alternative perché queste persone, uomini donne bambini, non possono essere lasciati per strada.
Auspichiamo pertanto che non si proceda con gli sgomberi annunciati, ma che al contrario si affronti in maniera adeguata, a livello metropolitano, il problema dell'emergenza abitativa, che dovrebbe essere una delle vere priorità delle amministrazioni. La sicurezza si ottiene garantendo i diritti di tutti, e combattendo l'esclusione e l'emarginazione, la vera illegalità è consentire, nella città delle mille case vuote e dei 350 euro a posto letto, che ci siano delle persone costrette a vivere in baracche e in situazioni disumane.
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