Firenze, 20 Giugno 2008
Unaltracittà non è affatto contaria pregiudizialmente a che Firenze si doti di un nuovo stadio, più consono alle nuove esigenze e alle nuove norme che regolamentano l'attività calcistica. E in una zona meno abitata di quello attuale, su cui lo stadio ha un impatto notevolissimo.Ci sono però delle condizioni da rispettare: non un euro di denaro pubblico deve essere speso per la sua costruzione e il Parco di Castello non può essere intaccato. Grave sarebbe se l'amministrazione comunale, come abbiamo letto sulla stampa, decidesse di destinare l'area prevista per il Parco, unica magra consolazione della sconquasso edilizio consentito a Salvatore Ligresti, per la costruzione del nuovo stadio. A farne le spese sarebbero di nuovo l'interesse collettivo e la salute pubblica; a vincere, per l'ennesima volta, l'interesse dei privati, in questo Ligresti che non dovrebbe neppure più realizzare il Parco.
La retorica sullo sviluppo sostenibile e di qualità, così cara ai nostri amministratori (nel nuovo stadio sono previsti centri benessere e salottini da cui vedere le partite), porta a perdere di vista i limiti insiti nella crescita economica a tutti i costi. C'è addirittura chi ha proposto di spostare fisicamente l'Oasi naturalistica di Focognano, per sviluppare l'aeroporto di Peretola! Ricordiamo che l'operazione conclusa tra Ligresti e il Comune di Firenze occupa con più di 1 milione di mc di cemento l'unica area ancora libera nel territorio comunale, saturando l'agonizzante piana fiorentina e contraddicendo le direttive regionali che prevedono di limitare nuovi consumi di suolo.
Per questo Unaltracittà/Unaltromondo chiede agli amministratori della città, e a chi li sostiene, di tornare con i piedi per terra: almeno il Parco di 80 ettari va mantenuto, in quanto unica area compensativa della scellerata saturazione urbanistica dell'ultima zona verde rimasta nella Piana.
Unaltracittà non è affatto contaria pregiudizialmente a che Firenze si doti di un nuovo stadio, più consono alle nuove esigenze e alle nuove norme che regolamentano l'attività calcistica. E in una zona meno abitata di quello attuale, su cui lo stadio ha un impatto notevolissimo.Ci sono però delle condizioni da rispettare: non un euro di denaro pubblico deve essere speso per la sua costruzione e il Parco di Castello non può essere intaccato. Grave sarebbe se l'amministrazione comunale, come abbiamo letto sulla stampa, decidesse di destinare l'area prevista per il Parco, unica magra consolazione della sconquasso edilizio consentito a Salvatore Ligresti, per la costruzione del nuovo stadio. A farne le spese sarebbero di nuovo l'interesse collettivo e la salute pubblica; a vincere, per l'ennesima volta, l'interesse dei privati, in questo Ligresti che non dovrebbe neppure più realizzare il Parco.
La retorica sullo sviluppo sostenibile e di qualità, così cara ai nostri amministratori (nel nuovo stadio sono previsti centri benessere e salottini da cui vedere le partite), porta a perdere di vista i limiti insiti nella crescita economica a tutti i costi. C'è addirittura chi ha proposto di spostare fisicamente l'Oasi naturalistica di Focognano, per sviluppare l'aeroporto di Peretola! Ricordiamo che l'operazione conclusa tra Ligresti e il Comune di Firenze occupa con più di 1 milione di mc di cemento l'unica area ancora libera nel territorio comunale, saturando l'agonizzante piana fiorentina e contraddicendo le direttive regionali che prevedono di limitare nuovi consumi di suolo.
Per questo Unaltracittà/Unaltromondo chiede agli amministratori della città, e a chi li sostiene, di tornare con i piedi per terra: almeno il Parco di 80 ettari va mantenuto, in quanto unica area compensativa della scellerata saturazione urbanistica dell'ultima zona verde rimasta nella Piana.
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