Mercoledì, 23 Maggio 2012
   
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Cinema

Cinema, De Zordo: "Quale il futuro dell'Alfieri? E dei cinema di prossimità?"

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Cinema, De Zordo: "Quale il futuro dell'Alfieri? E dei cinema di prossimità?"
Risposte mancate all'interrogazione in aula

E’ di tutta evidenza come l’Amministrazione comunale presti al settore del cinema un’attenzione del tutto episodica. Pronta a lanciare un Piano cinema quando sia convinta dell’effetto mediatico dell’annuncio per poi affermare, due anni dopo, che di tale iniziativa non ce n’è più bisogno senza aver fatto assolutamente nulla per la difesa dei cinema di prossimità. A meno che non si voglia insistere sull’apertura dell’Hard Rock Café al posto del Gambrinus, che ancora nessuno ha capito che attinenza abbia con il rilancio della cultura cinematografica.

Emblematico di questa episodicità poi è il caso del cinema Alfieri per il quale il Comune arriverà ad investire oltre un milione di euro senza indicare quale gestione si preveda, con quale progetto culturale e a partire da quale data si pensi che questa struttura possa riprendere l'attività. Non è dato sapere neppure in che modo l’attività del cinema Alfieri, di proprietà comunale, si rapporterà con l’Astra 2 – con il cui proprietario privato, il Gruppo Germani, l’amministrazione ha stipulato una convenzione con obiettivi assimilabili - con la casa del Cinema e con le altre strutture di ricerca, documentazione e proiezione cinematografica attualmente operanti in città.

Né è condivisibile il comportamento della giunta nei confronti del Multiplex di Novoli. Prima si afferma la contrarietà a questa struttura perché farebbe chiudere i cinema di prossimità, poi la si sostiene a spada tratta facendo finta di non vedere gli effetti, peraltro largamente previsti, che la sua apertura sta causando sulla sopravvivenza di questi cinema. Il suo gestore è, insieme al Gruppo Germani, The Space Cinema, di proprietà di Benetton e Mediaset, la più forte catena di multiplex con 35 strutture in tutta Italia che da solo si aggiudica oltre il 20% degli incassi totali e la cui apertura ha provocato la sistematica chiusura dei cinema di prossimità. E questo accade in assenza di qualsiasi regolamentazione antitrust, a dispetto del fatto che Mediaset abbia ormai una posizione dominante in tutti e tre i settori della filiera: produzione, distribuzione e ora anche esercizio delle sale.

Come si può allora accettare che The Space di Novoli stia tentando di imporre una sorta di esclusiva per la zona nord, impedendo agli altri locali di quella parte della città la programmazione dei film che proietta (proponendo magari lo stesso film in due sale, come accaduto con "Benvenuti al nord")? Ed in particolare che questa "esclusiva" si concentri sui film del listino Medusa, il leader del settore, distribuiti da quel Gruppo Germani che, oltreché socio nella gestione del The Space fiorentino, è gestore dell'Astra 2 e proprietario del cinema Odeon lautamente affittato alla Regione per la Casa del Cinema?

Non si realizza così una corretta concorrenza tra le sale di quella importante e popolosa zona di Firenze - quando qualche film è stato programmato in varie strutture i risultati si sono equamente ripartiti - ma un'operazione di brutale strangolamento dei cinema storici che rischia seriamente di condurli alla chiusura. L'Amministrazione dovrebbe garantire la presenza di quei luoghi di offerta culturale e di aggregazione sociale che sono i cinema di prossimità, che nella nostra città hanno già chiuso in buon numero e rischiano di ridursi ulteriormente, anziché sostenere che va tutto bene come abbiamo sentito dire oggi in aula.
   

Allarme cinema di quartiere, De Zordo: "I due multiplex si spartiscono il 51% del totale"

Cinema

Allarme cinema di quartiere, De Zordo: "I due multiplex si spartiscono il 51% del totale"

I due multiplex, UCI e The Space di Novoli, il giorno di Santo Stefano hanno incassato il 51% del fatturato cittadino, lasciando alle altre 25 sale il 49%. E questo in attesa che The Space apra le altre 3 o 4 sale che ha in programma e per le quali da tempo sta tentando in ogni modo di ottenere i permessi. Rischia seriamente di avverarsi quindi anche a Firenze quello che è avvenuto nelle altre città dove sono stati aperti i multiplex: ad Arezzo, per non andar lontani, dove hanno chiuso quasi tutte le altre sale o a Livorno dove è in coso un processo analogo.

Più che giustificata quindi la preoccupazione per le sale di prossimità, la cui presenza in città ha funzioni importanti: diversificano l'offerta (nelle sale dei multiplex come è noto si ripetono spesso gli stessi film), stanno dentro circuiti di qualità e svolgono un importante ruolo sociale, visto che sono frequentate anche da un pubblico anziano di residenti che non pensano nemmeno a mettersi in macchina e raggiungere i multiplex; la loro chiusura impoverirebbe la già misera offerta per il tempo libero diffusa sul territorio.

E tutto ciò accade nella più completa assenza di efficaci normative antitrust: in un momento in cui la parola d’ordine è ‘liberalizzazioni’ perché non si pensa a dotare anche il mercato cinematografico di una corretta concorrenza, in presenza di oligopoli sempre più aggressivi?
   

Cinema, De Zordo: "Bene le riaperture, ma poi? Subito il Piano Cinema

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Accogliamo con estremo favore la notizia della riapertura di alcuni cinema fiorentini, presidio culturale in diverse zone della città.Il problema che si pone adesso è mettere in atto azioni virtuose affinché tutti i cinema fiorentini siano in grado di reggere all’impatto che l’imminente apertura del Multiplex di Novoli provocherà. Non basta cioè riaprire degli spazi ma sforzarsi di garantire che questi continuino poi l’attività.

Ed in questo brilla invece la completa assenza del comune di Firenze che non ha fatto assolutamente nulla in questa direzione, favorendo invece la nascita del colosso di Novoli.

Che ne è del Piano cinema di quasi due anni fa? Chi ha visto le convenzioni per l’utilizzazione dei parcheggi dei centri commerciali e di quelli comunali, i provvedimenti atti a favorire la raggiungibilità ed il parcheggio per le sale presenti all’interno della ZTL, le convenzioni con aziende di trasporto pubblico e taxi, la politica di esenzione e/o riduzione, a favore dei soli esercenti, di alcuni tributi e tariffe comunali (TIA, insegne, ICI) in analogia a quanto attuato con altre categorie ed in molte parti d’Italia?

Si è ormai sperimentata in molte regioni, Toscana inclusa, la politica aggressiva di The Space, controllata di Mediaset, che andrà a gestire il Multiplex di Novoli insieme alla famiglia Germani distributrice del prodotto Medusa e proprietaria dell’Odeon, lautamente affittato dalla Regione Toscana come Casa del Cinema. Non si consenta allora un ulteriore espansione di questo Multiplex: le 5 sale autorizzate bastano e avanzano per una programmazione diversificata, senza inventarsi strumentali motivazioni ‘culturali’ per aggiungerne altre 3 al fine di portare il multiplex alle sue dimensioni originarie, come concordato otto anni fa con Mediaset.
   

Multiplex, De Zordo: "A Firenze il cemento, a Berlusconi gli incassi... e al PD?"

Cinema

Multiplex, De Zordo: "A Firenze il cemento, a Berlusconi gli incassi... e al PD?"
Dopo le pressioni, le forzature, gli illeciti andati in prescrizione, finalmente siamo al gran finale: il multiplex di Novoli aprirà con ben 8 sale per un totale di  1.900  posti -il massimo che la nuova legge regionale voluta strenuamente dal PD consente di aprire senza vincoli di distanze da rispettare -  e verrà gestito da Medusa e Benetton.
Così si chiude l'iter davvero inarrestabile di una delle operazioni urbanistiche più discutibili degli ultimi anni che appesantirà la zona nord della città con un impatto i  cui effetti si vedranno solo nel futuro prossimo.  A scapito degli abitanti di quell'insediamento tuttora incompiuto che è  San Donato, a cui un cinema con minor numero di sale e maggiori attività culturali avrebbe giovato di più.
Si cominciò con un permesso a costruire concesso dal comune sulla base di un semplice schizzo fatto a mano da noi scovato nei faldoni giacenti negli uffici dell'urbanistica che l'allora dirigente comunale, con un'audacia formidabile, aveva avvalorato come documentazione esuariente.  A seguito del nostro esposto partirono indagini ma era già stata stralciata per decorrenza dei termini di prescrizione la posizione del responsabile del procedimento, arch Gaetano Di Benedetto, per cui era ipotizzato il falso ideologico. Da allora, una volta dissequestato il cantiere, niente e nessuno ha potuto arrestare la crescita smisurata (anche in assenza di permessi) della struttura della Novoli Immobiliare che tanto a cuore sta soprattutto al PD, visto quanto si è dato da fare per portare in fondo l'impresa, modificando persino leggi regionali.  Ma restano tutti i dubbi sulla correttezza delle procedure seguite, per non parlare della questione più importante, rappresentata dalle conseguenze sugli equilibri urbani, sulla circolazione veicolare, sulla vivibilità e la qualità della vita indotte dalla realizzazione del "mostro di Novoli".
A parte la Coop e il centro della Virgin, il multiplex sarà il cuore pulsante del gigante di cemento visibile fin dalle colline e verrà sarà gestito da The Space Cinema, una joint venture che opera nelle sale cinematografiche tra il gruppo Mediaset e la 21 Investimenti di Alessandro Benetton, e che ha una presenza bancaria ingombrante: l'intero capitale sociale di 2,8 milioni di euro, di proprietà dell'unico azionista The Space Entertainment, è infatti gravato da pegno a favore di Unicredit Corporate Banking.
Inoltre, con l'acquisto dei sei multiplex basati in Veneto la jv Benetton-Mediaset, conta oggi su 34 strutture per 341 schermi. Un colosso, anche se la controllante The Space Entertainment presieduta da Giampaolo Letta (che è anche ad della Medusa Film di Mediaset), con un patrimonio netto di 23,9 milioni, ha chiuso il 2010 in perdita per 106 mila euro.
Come dire, a questo territorio solo il peso materiale e culturale, al circuito berlusconiano gli incassi... e al PD?
Dopo le pressioni, le forzature, gli illeciti andati in prescrizione, finalmente siamo al gran finale: il multiplex di Novoli aprirà con ben 8 sale per un totale di  1.900  posti - il massimo che la nuova legge regionale voluta strenuamente dal PD consente di aprire senza vincoli di distanze da rispettare -  e verrà gestito da Medusa e Benetton.
Così si chiude l'iter davvero inarrestabile di una delle operazioni urbanistiche più discutibili degli ultimi anni che appesantirà la zona nord della città con un impatto i  cui effetti si vedranno solo nel futuro prossimo.  A scapito degli abitanti di quell'insediamento tuttora incompiuto che è  San Donato, a cui un cinema con minor numero di sale e maggiori attività culturali avrebbe giovato di più.
Si cominciò con un permesso a costruire concesso dal comune sulla base di un semplice schizzo fatto a mano da noi scovato nei faldoni giacenti negli uffici dell'urbanistica che l'allora dirigente comunale, con un'audacia formidabile, aveva avvalorato come documentazione esuariente.  A seguito del nostro esposto partirono indagini ma era già stata stralciata per decorrenza dei termini di prescrizione la posizione del responsabile del procedimento, arch Gaetano Di Benedetto, per cui era ipotizzato il falso ideologico. Da allora, una volta dissequestato il cantiere, niente e nessuno ha potuto arrestare la crescita smisurata (anche in assenza di permessi) della struttura della Novoli Immobiliare che tanto a cuore sta soprattutto al PD, visto quanto si è dato da fare per portare in fondo l'impresa, modificando persino leggi regionali.  Ma restano tutti i dubbi sulla correttezza delle procedure seguite, per non parlare della questione più importante, rappresentata dalle conseguenze sugli equilibri urbani, sulla circolazione veicolare, sulla vivibilità e la qualità della vita indotte dalla realizzazione del "mostro di Novoli".
A parte la Coop e il centro della Virgin, il multiplex sarà il cuore pulsante del gigante di cemento visibile fin dalle colline e verrà sarà gestito da The Space Cinema, una joint venture che opera nelle sale cinematografiche tra il gruppo Mediaset e la 21 Investimenti di Alessandro Benetton, e che ha una presenza bancaria ingombrante: l'intero capitale sociale di 2,8 milioni di euro, di proprietà dell'unico azionista The Space Entertainment, è infatti gravato da pegno a favore di Unicredit Corporate Banking.
Inoltre, con l'acquisto dei sei multiplex basati in Veneto la jv Benetton-Mediaset, conta oggi su 34 strutture per 341 schermi. Un colosso, anche se la controllante The Space Entertainment presieduta da Giampaolo Letta (che è anche ad della Medusa Film di Mediaset), con un patrimonio netto di 23,9 milioni, ha chiuso il 2010 in perdita per 106 mila euro.
Come dire, a questo territorio solo il peso materiale e culturale, al circuito berlusconiano gli incassi... e al PD?
   

Astra 2. Ecco come affossare il cinema Alfieri

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Astra 2, De Zordo: “Ecco come affossare il cinema Alfieri”
“La delibera approvata oggi a dal Consiglio Comunale consente al proprietario-gestore del cinema Astra 2 di aggiungere alla consueta attività anche musica dal vivo, incontri di prosa e poesia  con attività di ristorazione annesse. Un bel rilancio per il gruppo Germani che già in città usufruisce dei consistenti fondi regionali per la Casa del cinema all’Odeon e pare che vada a gestire insieme a Medusa il Multiplex di Novoli.
Pensare che l’Astra 2 è un cinema che va molto bene e non avrebbe bisogno dunque di sostituire la propria funzione tradizionale, già carente nelle zone centrali di questa città, e peccato anche che questa decisione sostenuta a gran voce dalla maggioranza vada oggettivamente a penalizzare una struttura come quella dell’Alfieri, di proprietà comunale distante poche centinaia di metri che finalmente aprirà a breve proprio dando la stessa offerta diversificata, come già deciso fin dal 2007.
Ci chiediamo come sia possibile che un ente pubblico quale il Comune di Firenze non si preoccupi di sostenere una struttura di sua proprietà per la quale sono stati investiti oltre 800.000 euro di denaro pubblico e la cui apertura è attesa a breve in città.”
“La delibera approvata oggi a dal Consiglio Comunale consente al proprietario-gestore del cinema Astra 2 di aggiungere alla consueta attività anche musica dal vivo, incontri di prosa e poesia  con attività di ristorazione annesse. Un bel rilancio per il gruppo Germani che già in città usufruisce dei consistenti fondi regionali per la Casa del cinema all’Odeon e pare che vada a gestire insieme a Medusa il Multiplex di Novoli.
Pensare che l’Astra 2 è un cinema che va molto bene e non avrebbe bisogno dunque di sostituire la propria funzione tradizionale, già carente nelle zone centrali di questa città, e peccato anche che questa decisione sostenuta a gran voce dalla maggioranza vada oggettivamente a penalizzare una struttura come quella dell’Alfieri, di proprietà comunale distante poche centinaia di metri che finalmente aprirà a breve proprio dando la stessa offerta diversificata, come già deciso fin dal 2007.
Ci chiediamo come sia possibile che un ente pubblico quale il Comune di Firenze non si preoccupi di sostenere una struttura di sua proprietà per la quale sono stati investiti oltre 800.000 euro di denaro pubblico e la cui apertura è attesa a breve in città.”
   

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