[perUnaltracittà 05/07/10]
Ex cinema Nazionale, come si mette con la legge regionale?
A Firenze con gli oltre 4000 posti ini esubero non si può proseguire con attività cinematografica.
Dunque, bene il recupero del vecchio cinema ma se non è il pretesto per fare altre e più lucrose attività commerciali.
Lascia perplessi la messa in discussione della Convenzione tra Comune di Firenze e proprietà per il recupero funzionale dell'ex cinema Nazionale di via de' Cimatori destinandolo a funzioni assimilabili a quelle di teatro-cinema, con relativo supporto - come si specifica più volte - di attività di ristorazione.
Come è noto il cinema è chiuso dal 1985 e i suoi posti non sono quindi più utilizzabil,i visto che la legislazione regionale consente la riutilizzazione dei posti solo entro un anno di tempo dalla chiusura. E la provincia di Firenze ha già un esubero di oltre 4000 posti rispetto a quelli consentiti dalla legge regionale, grazie all'apertura di numerosi multiplex.
Come è possibile ipotizzare dunque l'utilizzo di nuovi posti per attività cinematografiche? Il Comune non può agire in modo svincolato da norme cogenti sulle modalità di realizzazione e utilizzazione delle sale cinematografiche. E, su un piano più generale, si dovrà decidere se privilegiare i piccoli e medi cinema del centro storico e dei quartieri, la cui apertura è una ricchezza per l'intero tessuto culturale della città, o i multiplex che da soli sono dei formidabili "consumatori" di posti. Noi non abbiamo dubbi: vanno sostenuti e incentivati i piccoli cinema diffusi sul territorio per la funzione sociale e culturale che hanno; ma allora dobbiamo ripensare all'apertura di altri multiplex e non procedere con questa scelta che di fatto si pone come alternativa all'altra. E se si recupera un contenitore prestigioso del centro storico è bene dichiarare con trasparenza l'effettiva destinazione e la reale attività che vi è prevista, senza trascurare il "dettaglio" niente affatto trascurabile su chi alla fine beneficerà dell'intervento.
[perUnaltracittà 05/07/10]
A Firenze con gli oltre 4000 posti ini esubero non si può proseguire con attività cinematografica.
Dunque, bene il recupero del vecchio cinema ma se non è il pretesto per fare altre e più lucrose attività commerciali.
Lascia perplessi la messa in discussione della Convenzione tra Comune di Firenze e proprietà per il recupero funzionale dell'ex cinema Nazionale di via de' Cimatori destinandolo a funzioni assimilabili a quelle di teatro-cinema, con relativo supporto - come si specifica più volte - di attività di ristorazione.
Come è noto il cinema è chiuso dal 1985 e i suoi posti non sono quindi più utilizzabil,i visto che la legislazione regionale consente la riutilizzazione dei posti solo entro un anno di tempo dalla chiusura. E la provincia di Firenze ha già un esubero di oltre 4000 posti rispetto a quelli consentiti dalla legge regionale, grazie all'apertura di numerosi multiplex.
Come è possibile ipotizzare dunque l'utilizzo di nuovi posti per attività cinematografiche? Il Comune non può agire in modo svincolato da norme cogenti sulle modalità di realizzazione e utilizzazione delle sale cinematografiche. E, su un piano più generale, si dovrà decidere se privilegiare i piccoli e medi cinema del centro storico e dei quartieri, la cui apertura è una ricchezza per l'intero tessuto culturale della città, o i multiplex che da soli sono dei formidabili "consumatori" di posti. Noi non abbiamo dubbi: vanno sostenuti e incentivati i piccoli cinema diffusi sul territorio per la funzione sociale e culturale che hanno; ma allora dobbiamo ripensare all'apertura di altri multiplex e non procedere con questa scelta che di fatto si pone come alternativa all'altra. E se si recupera un contenitore prestigioso del centro storico è bene dichiarare con trasparenza l'effettiva destinazione e la reale attività che vi è prevista, senza trascurare il "dettaglio" niente affatto trascurabile su chi alla fine beneficerà dell'intervento.
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