Lunedì, 21 Maggio 2012
   
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La vicenda multiplex

Cinema

All’angolo di via Forlanini con via di Novoli sorge un mostro di vetro e cemento che ha ingoiato quasi metà del marciapiede. E’ il famigerato edificio destinato a multiplex e centro commerciale, diventato ormai l'emblema di come è stata gestita l’urbanistica a Firenze e su cui stiamo conducendo una durissima battaglia in difesa della legalità. Nel luglio 2001 l'amministrazione Domenici – senza nessuna preventiva informazione o confronto con i cittadini ed anche ‘nascondendolo’ agli stessi consiglieri comunali – fece approvare una variante che prevedeva la possibile nascita della struttura.

A niente servirono le immediate proteste di Maurizio Paoli, presidente fiorentino dell’Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), che prefigurò le conseguenze devastanti sui cinema del centro e dei quartieri. Non furono neppure prese in considerazione le mozioni nettamente contrarie, approvate all’unanimità dal Consiglio Comunale e dal Consiglio del Quartiere 5. Inoltre, la legge regionale sul cinema impedisce la costruzione di una nuova multisala in una provincia già satura di cinema. In seguito all'esposto presentato da Ornella De Zordo e da Maurizio Paoli – oggi anche capolista di Per Unaltracittà per il Consiglio Comunale – la Magistratura ha posto il cantiere sotto sequestro e indagato tre persone per violazione della legge edilizia, ritenendo che si fosse proceduto nell'iter di costruzione senza rispettare le leggi vigenti in materia. Ma, nonostante l’inchiesta in corso, l'amministrazione comunale ha tentato a più riprese di 'forzare la mano', tentando di approvare ‘sanatorie’ e varianti. Perché si è fatto di tutto, in Comune ed in Regione, per ‘facilitare’ questa operazione che porterebbe alla chiusura quasi tutti i cinema a fatica superstiti, consegnando tutta l’area metropolitana a quattro grossi multiplex (Prato, Campi Bisenzio, Novoli, via del Cavallaccio) con ben 52 schermi ed uccidendo tutti i negozi di vicinato? Non sarebbe questo un grave impoverimento ‘culturale’ della città, con dirette conseguenze sulla sua vivibilità e la sua stessa sicurezza? Che i privati mirino al loro interesse, e talvolta, a concludere assai lucrose speculazioni è comprensibile, ma le amministrazioni pubbliche non dovrebbero tutelare i cittadini ed il territorio? Noi continueremo ad opporci in ogni modo a queste vergognose speculazioni per difendere questi principi.

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